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Visualizzazione dei post con l'etichetta voce del Signore

La vanità della ricchezza, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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  LA VANITÀ DELLA RICCHEZZA Il brano evangelico che viene letto oggi durante la Divina Liturgia è un racconto prevalentemente parabolico e allegorico, ricco di immagini e contrapposizioni. Attraverso questo metodo didattico, ampiamente diffuso in Palestina all’epoca di Cristo, il Signore aiuta i suoi ascoltatori a comprendere il suo insegnamento, suscitando il loro interesse per poi rivelare il significato più profondo delle parabole. Oggi ci soffermeremo su alcuni aspetti significativi di questo brano, che ci aiuteranno ad approfondirne il messaggio. Il ricco notabile e il povero Lazzaro I protagonisti del racconto sono, da una parte, un ricco notabile, che vestiva «di porpora e di bisso», ossia di abiti estremamente preziosi, e ogni giorno si concedeva sontuosi banchetti; dall’altra, il povero Lazzaro, malato e paziente, abbandonato presso la porta della casa del ricco, coperto di piaghe e desideroso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla sua tavola. Un giorno, però, entr...

Cristo benefattore dell' uomo, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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CRISTO, BENEFATTORE DELL’UOMO Come racconta l’evangelista Luca, il Signore attraversava con i suoi discepoli le acque tempestose del lago di Tiberiade. I discepoli, terrorizzati, lo supplicarono di salvarli dal pericolo imminente di annegare. Ed Egli, con la sua parola, placò il mare! Dopo questo evento miracoloso, approdarono sulla riva opposta, nella regione dei Geraseni. Cristo, infatti, desiderava questa volta placare la tempesta che sconvolgeva l’anima di un uomo che viveva in quella regione e che soffriva indicibilmente a causa dell’influenza degli spiriti impuri. Gli spiriti impuri Secondo l’insegnamento della Sacra Scrittura e della Tradizione della Chiesa, gli spiriti impuri sono esseri personali appartenenti al mondo spirituale, dotati di autocoscienza, volontà propria e libertà. Furono creati da Dio, come tutte le altre schiere angeliche. Tuttavia, precipitarono dall’altezza della gloria divina e dalla comunione con Dio a causa della loro pretesa di autonomia, della scelta d...

La potenza del nome di Gesù, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA POTENZA DEL NOME DI GESÙ Nella domenica odierna, la Chiesa ci invita a celebrare l’apostolo ed evangelista Luca, che, secondo una tradizione ecclesiastica, faceva parte dei Settanta Apostoli, inviati dal Signore a due a due ad annunciare la parola della salvezza. L’evangelista Luca era originario di Antiochia di Siria ed è autore di due libri del Nuovo Testamento: il terzo Vangelo e gli Atti degli Apostoli. Tra i quattro evangelisti, è quello che offre la ricostruzione storica più ampia e accurata degli avvenimenti e che ci ha tramandato il maggior numero di testimonianze sulla Santissima Madre di Dio. Fu un prezioso collaboratore e compagno di viaggio dell’apostolo Paolo, un medico illustre, un iconografo di immagini sacre della Madre di Dio e un profondo conoscitore della lingua greca. Durante la Passione del Signore si trovava a Gerusalemme e, la mattina di Pasqua, si stava dirigendo insieme a Cleopa verso il villaggio di Emmaus, afflitto per tutto ciò che era accaduto a Cristo. ...

Il Seminatore celeste , Archimandrita Nektarios Karsiotis

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IL SEMINATORE CELESTE La parabola del seminatore è strettamente legata alla persona di Gesù Cristo, poiché è Lui il buon agricoltore; il seme è la Parola di Dio, mentre il terreno nel quale esso viene gettato è il cuore dell’uomo. Sant’Giovanni Crisostomo afferma, con grande acutezza, che il Seminatore celeste è uscito per seminare. Ma da dove è uscito, si domanda il santo, Colui che è presente in ogni luogo e che, con la Sua presenza, riempie ogni cosa? E in che modo è uscito? Non nel senso di uno spostamento nello spazio, bensì attraverso la Sua condiscendenza nei nostri confronti, facendosi più vicino a noi mediante l’Incarnazione. E perché è uscito? Per distruggere forse la terra ricoperta di spine? Niente affatto. È venuto per coltivarla, prendersene cura e seminare la parola della pietà e della devozione a Dio. Questa è l’opera di Cristo. La cooperazione dell’uomo Il cuore dell’uomo, tuttavia, viene oscurato dal peccato. Sprofonda nelle tenebre spirituali e si chiude in se stesso...

Cristo modello nelle relazioni umane, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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CRISTO, MODELLO NELLE RELAZIONI UMANE L’odierno brano evangelico costituisce un significativo passo del cosiddetto «Discorso della pianura» del Signore, così come ci è stato tramandato dall’evangelista Luca. Un insegnamento analogo ci viene riferito anche dall’evangelista Matteo nel «Discorso della montagna» di Cristo. Il brano si apre con l’esortazione del Signore: «Come volete che gli uomini si comportino con voi, così comportatevi anche voi con loro». Queste parole ci rivelano l’essenza e il culmine dell’etica cristiana, al cui centro vi è l’amore che scaturisce da Dio stesso. È un amore che sovverte i criteri umani, poiché è intimamente legato alla libertà, alla somma umiltà, al sacrificio, al perdono, alla comprensione, alla gratuità e alla verità. Pertanto, l’esortazione di Cristo non ha nulla a che vedere con la semplice reciprocità, con la restituzione del medesimo trattamento quale principio di giustizia, né con una forma di convenzione sociale. Essa è, piuttosto, il vivifican...

La chiamata dei discepoli all' opera apostolica, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA CHIAMATA DEI DISCEPOLI ALL’OPERA APOSTOLICA Il brano evangelico di oggi ha come tema la chiamata dei primi discepoli del Signore all’opera dell’annuncio del Vangelo, un episodio narrato da tutti e quattro gli Evangelisti. Cristo, forse per l’ennesima volta, si trovava presso il lago di Gennesaret, chiamato anche mare di Galilea o di Tiberiade. Una grande folla era accorsa per ascoltarlo. Il Signore vide sulla riva del lago le barche da pesca di Pietro e dei figli di Zebedeo, cioè Giacomo e Giovanni. Salì sulla barca di Pietro e gli chiese di allontanarsi un poco dalla riva, affinché la sua voce potesse essere udita meglio dalla folla. Poi, sedutosi, cominciò a insegnare da quella barca. Come sappiamo dal Nuovo Testamento, non era la prima volta che Cristo incontrava coloro che sarebbero diventati i suoi discepoli. L’evangelista Luca racconta che Gesù aveva visitato la casa di Pietro nella vicina Cafarnao e aveva guarito sua suocera. L’evangelista Giovanni, invece, riferisce che ...

La missione di Cristo nel mondo, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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  LA MISSIONE DI CRISTO NEL MONDO Il brano evangelico che viene letto durante la Divina Liturgia odierna è tratto dal colloquio del Signore con Nicodemo, il quale era dottore della Legge e membro del Grande Sinedrio ebraico. Il brano è direttamente collegato al sacrificio di Cristo sulla Croce e, per questo motivo, la Chiesa ha stabilito che venga letto nella domenica precedente la festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Il significato della prossima festa della Croce è riassunto negli ultimi versetti del brano: «Dio infatti non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». L’incarnazione del Figlio di Dio Quando giunse «la pienezza del tempo», cioè l’ora stabilita da Dio, Egli mandò il suo Figlio nel mondo (Gal 4,4). Questa missione si riferisce al mistero della divina kenosi, all’incarnazione del Verbo, la Seconda Persona della Santissima Trinità. Il Figlio di Dio entra nella realtà storica. Diviene Gesù Cristo: n...

L'accoglienza dell' amore di Dio, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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L’ACCOGLIENZA DELL’AMORE DI DIO Il tema fondamentale che percorre la parabola evangelica di oggi è l’accoglienza, da parte dell’uomo, dell’invito di Dio. Dio chiama continuamente a Sé, senza discriminazioni né parzialità, l’uomo creato «a Sua immagine e somiglianza» (Gen 1,26), affinché partecipi alle nozze spirituali, al banchetto dell’eterna esultanza e della gioia; affinché entri in comunione e si unisca alla fonte della vita, della verità, della luce e dell’immortalità: al suo Creatore, al Re della gloria e Dio dell’universo. E come valuta l’uomo questo immenso onore e questa straordinaria benedizione: essere invitato da Dio stesso a una comunione d’amore? Alcuni uomini rifiutano il Suo invito, lo ignorano completamente e assumono un atteggiamento ostile nei confronti di Dio, loro Benefattore, e delle persone che Egli manda per chiamarli a Sé. Altri, invece, accolgono l’invito con gratitudine e prendono posto come commensali alla mensa regale. Altri ancora si presentano, sì, ma sen...

La parabola dei cattivi agricoltori, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA PARABOLA DEI CATTIVI AGRICOLTORI La presente parabola si riferisce al disegno dell’Economia divina, cioè alla Provvidenza di Dio per la salvezza dell’uomo. Si tratta, dunque, di un racconto che parla del mistero del Regno di Dio, che già si trova «in mezzo a noi» (Lc 17,21) e che sarà pienamente rivelato alla fine della realtà storica, quando il Signore della Chiesa giudicherà «i vivi e i morti». Il padrone di casa della parabola piantò la vigna, la circondò con una «siepe» per proteggerla, scavò un «torchio» per la lavorazione dell’uva e costruì una «torre» per sorvegliare il terreno. In questa vigna pose degli agricoltori affinché vi lavorassero fino alla stagione della vendemmia, quando sarebbero arrivati i suoi servi per ricevere quanto gli spettava. L’appropriazione dei frutti della vigna Gli agricoltori, però, concepirono pensieri malvagi e presero i primi inviati del padrone di casa, maltrattandoli: li «percossero», li «uccisero», li «lapidarono». I cattivi agricoltori s...

La madre di Dio, porta della vita, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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   LA MADRE DI DIO PORTA DELLA VITA Nella celebrazione liturgica odierna si conclude, cioè giunge a compimento, la festa della Dormizione della Madre di Dio. La Chiesa, fin dai tempi apostolici, venera degnamente la Vergine Maria, non soltanto per le virtù che la adornavano come il suo incomparabile amore e la sua totale dedizione a Dio, l’umiltà, l’obbedienza e la fiducia nelle promesse divine  ma soprattutto perché fu ritenuta degna di diventare l’unica Madre di Dio (Theotókos) : Colei che, per opera dello Spirito Santo, concepì e generò il Dio-Logos, il Figlio del Dio vivente. I sacri innografi e i teologi della Chiesa chiamano la Vergine Maria Porta della Vita . Attraverso di Lei, il Salvatore degli uomini, Cristo, è disceso in questo mondo di sofferenza, di lacrime, di dolore, di ingiustizie e di guerre, per santificarlo, trasformarlo e nobilitarlo, chiamando tutti, nella libertà, a sé. E attraverso la Santa Madre di Dio, che è immagine e simbolo della Chiesa, l’uomo...

L’infinito oceano dell’amore di Dio, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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L’infinito oceano dell’amore di Dio Solo ieri abbiamo celebrato la Dormizione della Santissima Madre di Dio , una festa che noi fedeli veneriamo come il passaggio della Panagia alla vera Vita. Abbiamo confessato che, per mezzo delle sue intercessioni, siamo liberati «dalla morte»: dalla morte del peccato, dall’ignoranza e dalla dimenticanza di Dio, dall’egoismo e dalla mancanza di un amore autentico. Alla suprema virtù evangelica dell’amore, dalla quale, come da una radice, scaturiscono tutti i doni e ogni virtù, si riferisce il brano evangelico proclamato oggi durante la Divina Liturgia. Si tratta della parabola dei diecimila talenti , che presenta nel modo più efficace, da una parte, l’amore di Dio, che non cessa di perdonare tutti, e, dall’altra, la sua giusta ira, attraverso la quale Egli educa l’uomo affinché, con la grazia di Cristo, cerchi di conformare la propria vita, il proprio comportamento e le proprie azioni ai santi comandamenti evangelici, i quali, in definitiva, ci rive...

La guarigione dei guaritori , Archimandrita Nektarios Karsiotis

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   LA GUARIGIONE DEI GUARITORI Nell’odierno brano evangelico, l’evangelista Matteo narra la guarigione di un giovane indemoniato, mettendo in evidenza soprattutto due aspetti: l’autorità del Signore sui demoni e, successivamente, il dialogo con i suoi discepoli riguardo all’incredulità, indicata come causa della loro incapacità di compiere la guarigione, e riguardo alla potenza della fede. Cristo aveva dato ai suoi discepoli l’autorità di dominare su tutta la potenza del nemico (Lc 10,19), affinché potessero compiere guarigioni miracolose mediante la grazia del suo Nome. E tuttavia, in questa circostanza, non riuscirono a guarire il giovane tormentato, che soffriva a causa dell’influenza del maligno. Alla domanda che i discepoli rivolsero al Signore, chiedendogli per quale motivo non fossero riusciti a scacciare quel demonio, ricevettero questa risposta: «A causa della vostra incredulità». La fede come forza guaritrice Pertanto, l’opera dell’annuncio del Vangelo, la cacciata d...

La serenità nelle tempeste della vita, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA SERENITÀ NELLE TEMPESTE DELLA VITA Il miracolo narrato nell’odierna pericope evangelica avvenne dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, con la quale il Signore sfamò migliaia di persone con cinque pani e due pesci, dopo averli benedetti. Lo scopo del racconto di questo miracolo è aiutare ogni uomo a conoscere chi sia veramente Gesù Cristo e quale sia la Sua opera per la salvezza del mondo. La folla che aveva seguito il Signore, ormai sazia spiritualmente e fisicamente dopo la miracolosa moltiplicazione dei cibi, e consolata dalla contemplazione del Volto di Cristo, si allontanò da quel luogo deserto. Allora il Signore si ritirò su un monte vicino per pregare, dopo aver chiesto ai Suoi discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra riva del lago di Galilea. Quando però la barca si trovò in mezzo al lago, un vento impetuoso provocò una terribile tempesta, al punto da mettere in pericolo la loro vita. I discepoli per molte ore lottarono contro le onde, ma non furono s...

Il pane della Vita,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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Il Pane della Vita Il brano evangelico di questa domenica descrive con straordinaria semplicità uno dei miracoli più celebri del Signore: la moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci. È particolarmente significativo che questo miracolo sia narrato da tutti e quattro gli Evangelisti. Come racconta l'evangelista Matteo, quando il Signore venne a sapere della decapitazione di Giovanni il Battista, si ritirò in barca, da solo, verso un luogo deserto. Ma la folla lo seppe e lo seguì a piedi dalle città vicine. Vedendo tanta gente, Cristo ne ebbe compassione e guarì i malati che gli venivano presentati. Con il passare delle ore, i discepoli gli fecero notare che il luogo era isolato e che sarebbe stato opportuno congedare la folla affinché potesse recarsi nei villaggi vicini a procurarsi del cibo. Ma la risposta di Gesù li colse di sorpresa: «Date voi stessi loro da mangiare». Non c'è bisogno che se ne vadano: siate voi a nutrirli. Un cambiamento nel modo di guardare la realtà...

Verità ed eresia ,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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VERITÀ ED ERESIA La Chiesa oggi onora e propone alla venerazione dei fedeli i Santi Padri del IV Concilio Ecumenico , riunito a Calcedonia , in Bitinia (Asia Minore), nell'anno 451 . Lo scopo del Concilio fu quello di affrontare l'eresia del monofisismo , che aveva profondamente turbato la Chiesa. Il monofisismo, come ogni altra eresia, cercò di alterare e deformare la Verità che Cristo stesso aveva affidato alla Chiesa. Il Concilio di Calcedonia formulò con chiarezza la fede e l'esperienza della Chiesa riguardo alla persona del Signore Gesù Cristo. Esso proclamò che Cristo è vero Dio e vero Uomo , perfetto nella sua divinità e perfetto nella sua umanità. Egli possiede due nature, quella divina e quella umana, unite nella sua unica Persona (ipostasi) senza confusione, senza mutamento, senza divisione e senza separazione . Allo stesso modo, possiede due volontà e due operazioni, che armonicamente e liberamente cooperano secondo il disegno divino. Il Dio Uomo salva l'uomo...

Il ristabilimento del rapporto con Dio

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  Il ristabilimento del rapporto con Dio L’evangelista Matteo descrive con grande vivacità la guarigione del paralitico di Cafarnao. Dopo il ritorno del Signore dalla regione dei Gergeseni alla città, alcune persone gli portarono un uomo paralizzato, immobilizzato sul suo letto, perché lo guarisse. Cristo vide la profonda fede sia del malato sia di coloro che lo avevano accompagnato e gli rivolse parole che, se non se ne coglie il significato più profondo, possono sembrare sorprendenti: «Coraggio, figlio: i tuoi peccati ti sono perdonati». Invece di restituirgli subito la salute fisica, il Signore gli concede anzitutto il perdono dei peccati. Che cos’è il peccato? Il peccato non va inteso semplicemente come la trasgressione di norme morali o di leggi. Esso consiste soprattutto nell’allontanarsi da Dio, nell’escluderlo dalla propria vita e nel sostituirlo con se stessi o con altri “dei”, cioè con gli idoli, come l’avidità, l’ingiustizia o la ricerca sfrenata del piacere. Quando l’uo...

La liberazione dell’uomo

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La liberazione dell’uomo L’obiettivo fondamentale del brano evangelico appena proclamato è annunciare la fede che Gesù è il Messia, il Cristo, venuto nel mondo per liberarci dalle opere di Satana, come afferma anche l’apostolo Paolo: «Per ridurre all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo» (Eb 2,14). La presenza e l’azione di Cristo nel mondo, il suo insegnamento e i miracoli da Lui compiuti, la sua Crocifissione e la sua Risurrezione, la fondazione della sua Chiesa, liberano l’uomo dal dominio delle potenze demoniache e gli offrono la possibilità di partecipare alla vita di Dio, di diventare partecipe della sua incorruttibilità e immortalità, membro del benedetto Regno del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, del quale il credente già gusta un’anticipazione nel tempo presente. Contrasti fondamentali Nel descrivere i due indemoniati del brano evangelico, possiamo osservare quanto segue. Quegli uomini erano tormentati dai demoni in mod...

La fede del centurione come misura della fede in Dio , Archimandrita Nektarios Karsiotis

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  La fede del  centurione  come misura della fede in Dio  Non esiste nulla di più forte della fede viva, nella quale non trovano spazio il dubbio e l’incertezza; né vi è qualcosa di più potente della speranza e della salda fiducia riposta in Dio. Poiché la fede non è soltanto l’inizio della vita spirituale, ma anche la porta, la via che conduce alla vita, cioè al Signore Gesù Cristo. La fede, come sottolinea l’apostolo Paolo, dà consistenza a ciò che speriamo e rende certe le realtà che non vediamo: «La fede è fondamento delle cose sperate e prova di quelle che non si vedono» (Ebrei 11,1). Con grande sapienza san Gregorio il Teologo spiega: «Se tutto fosse evidente, dove sarebbe la fede? Dimmi. Perché la fede è un’accettazione senza riserve». Il centurione del nostro brano era un ufficiale dell’esercito romano, che aveva sotto il suo comando cento soldati. Il suo cuore era colmo di fede e di amore verso Cristo e, naturalmente, anche di amore verso il prossimo, poiché...

La sana visione spirituale, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA SANA VISIONE SPIRITUALE Con l’odierno brano evangelico, tratto dal Discorso della Montagna del Signore, viene posta una domanda che tocca le profondità dell’esistenza dell’uomo: abbiamo forse una visione spirituale luminosa e sana, capace di farci vedere correttamente le cose, noi stessi, gli altri, la vita stessa, il mondo che ci circonda, Dio che ci ha condotti dalla non esistenza all’esistenza? Lampada e luce del corpo, come insegna il Signore, è l’occhio: se esso è sano, tutto l’uomo è nella luce; al contrario, quando l’occhio è danneggiato, tutto l’uomo si trova immerso nelle tenebre. Lo stesso accade anche nella condizione spirituale dell’uomo. Dunque la mente dell’uomo, che con una sola parola è l’occhio dell’anima, deve essere luminosa, sana, pura, affinché possa discernere rettamente le cose. La lampada, la luce che suggerisce alla coscienza dell’uomo che cosa è bene e che cosa è male, che cosa è vero e che cosa è falso, è una percezione spirituale interiore, che si svilupp...