Verità ed eresia ,Archimandrita Nektarios Karsiotis
VERITÀ ED ERESIA
La Chiesa oggi onora e propone alla venerazione dei fedeli i Santi Padri del IV Concilio Ecumenico, riunito a Calcedonia, in Bitinia (Asia Minore), nell'anno 451. Lo scopo del Concilio fu quello di affrontare l'eresia del monofisismo, che aveva profondamente turbato la Chiesa. Il monofisismo, come ogni altra eresia, cercò di alterare e deformare la Verità che Cristo stesso aveva affidato alla Chiesa.
Il Concilio di Calcedonia formulò con chiarezza la fede e l'esperienza della Chiesa riguardo alla persona del Signore Gesù Cristo. Esso proclamò che Cristo è vero Dio e vero Uomo, perfetto nella sua divinità e perfetto nella sua umanità. Egli possiede due nature, quella divina e quella umana, unite nella sua unica Persona (ipostasi) senza confusione, senza mutamento, senza divisione e senza separazione. Allo stesso modo, possiede due volontà e due operazioni, che armonicamente e liberamente cooperano secondo il disegno divino.
Il Dio Uomo salva l'uomo
Nella spiritualità ortodossa, verità e vita sono realtà inseparabili, poiché l'una presuppone l'altra. La Verità e la Vita sono innanzitutto Gesù Cristo stesso, come Egli ha dichiarato: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6).
L'eresia consiste nel prendere una parte della verità e sostituirla al tutto. Ma così facendo si altera la verità e si perde la vita. L'insegnamento della Chiesa su Cristo è inseparabile dall'insegnamento sulla salvezza dell'uomo.
Se, per esempio, Cristo fosse soltanto perfetto Dio e non avesse realmente assunto la natura umana, allora l'uomo non potrebbe essere salvato, perché, come insegna san Gregorio il Teologo, «ciò che non è assunto non è guarito». Se invece Cristo fosse soltanto uomo, per quanto perfetto e ideale, non potrebbe salvare l'umanità, poiché la salvezza è opera di Dio.
Nella Persona del vero Dio e vero Uomo, il Signore Gesù Cristo, si realizza la vera unione dell'uomo con Dio, del creato con l'Increato. I monofisiti, detti anche anticalcedonesi, sostenevano invece che Cristo non possedesse realmente due nature. Secondo loro, quale seconda Persona della Santissima Trinità, Egli avrebbe soltanto la natura divina, la quale avrebbe assorbito quella umana.
Di conseguenza, la natura umana risulta esclusa dalla vita divina. Viene così messa in dubbio la fede ortodossa secondo cui la vocazione dell'uomo è l'unione con Dio e la partecipazione alla vita divina attraverso l'Incarnazione del Figlio di Dio, cioè mediante la reale assunzione e la deificazione della natura umana.
Luce del mondo
Per questo, nel brano evangelico ascoltato oggi, il Signore dice ai suoi discepoli: «Voi siete la luce del mondo».
Nell'Antico come nel Nuovo Testamento, la luce è il segno per eccellenza della presenza di Dio nel mondo; è la comunione dell'amore di Dio con gli uomini. Gli Apostoli di Cristo diventano quindi annunciatori della sua presenza e custodiscono gli uomini dalle eresie e dalle false dottrine, che separano l'uomo da Dio.
Questa missione apostolica è continuata nei secoli dalla santa Chiesa Ortodossa, attraverso prove, persecuzioni e tribolazioni, grazie ai suoi Padri ispirati da Dio, ai Concili Ecumenici, alla sua teologia e alla vita dei suoi Santi.
Noi cristiani ortodossi crediamo fermamente che la Chiesa sia l'arca della divina Rivelazione e che attraverso di essa diventiamo «partecipi della natura divina» (2 Pt 1,4).
Purtroppo, coloro che nel corso della storia si sono lasciati trascinare dalle eresie, dalle sette distruttive e da altre influenze demoniache, non solo si sono separati dal Corpo della Chiesa, ma hanno anche provocato scismi e divisioni che, a causa dell'orgoglio umano, sono difficili da sanare. Inoltre, trascinano nel loro errore anche altri, i quali non conoscono a fondo l'insegnamento, l'etica e la vita della Chiesa.
Per questo il fedele deve essere vigile di fronte alla propaganda e al proselitismo degli eretici, studiare buoni libri di dottrina ortodossa e chiedere consiglio ai padri spirituali della propria parrocchia.
Archimandrita Nektarios Karsiotis
Opuscolo " Voce del Signore "Diaconia Apostolica, Atene , anno 74º – 19 luglio 2026 – N. 29 (3816)