La liberazione dell’uomo
La liberazione dell’uomo
L’obiettivo fondamentale del brano evangelico appena proclamato è annunciare la fede che Gesù è il Messia, il Cristo, venuto nel mondo per liberarci dalle opere di Satana, come afferma anche l’apostolo Paolo: «Per ridurre all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo» (Eb 2,14).
La presenza e l’azione di Cristo nel mondo, il suo insegnamento e i miracoli da Lui compiuti, la sua Crocifissione e la sua Risurrezione, la fondazione della sua Chiesa, liberano l’uomo dal dominio delle potenze demoniache e gli offrono la possibilità di partecipare alla vita di Dio, di diventare partecipe della sua incorruttibilità e immortalità, membro del benedetto Regno del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, del quale il credente già gusta un’anticipazione nel tempo presente.
Contrasti fondamentali
Nel descrivere i due indemoniati del brano evangelico, possiamo osservare quanto segue. Quegli uomini erano tormentati dai demoni in modo terribile. Avevano perduto la loro libertà, la capacità di disporre di sé stessi secondo la propria volontà. Erano stati esclusi dalla convivenza umana; nessuno osava avvicinarsi a loro. Erano aggressivi e molto pericolosi, al punto da diventare il terrore di tutta la regione.
Eppure, non appena percepirono la presenza di Cristo, tutto cambiò per loro e per gli abitanti del paese dei Gergeseni.
«Che cosa abbiamo noi in comune con te, Gesù, Figlio di Dio?», gridarono le potenze infernali delle tenebre alla vista del Signore. In altre parole: quale rapporto può esserci tra noi e Te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del giudizio universale per tormentarci?
In effetti, quale comunione può esistere tra la menzogna e la verità, tra la luce e le tenebre, tra la vita e la morte, tra la santità e il peccato, tra il Dio dell’amore e gli spiriti dell’odio e della malvagità?
Il tentatore, pur essendo come dice l’evangelista Giovanni «bugiardo e padre della menzogna» (Gv 8,44), è qui costretto a confessare che Gesù è il Figlio di Dio, cioè vero Dio da vero Dio, e che Egli è il Signore della storia e il Giudice di tutti, Colui che alla sua seconda venuta renderà a ciascuno «secondo le sue opere» (Rm 2,6).
Un’anticipazione del Regno di Dio
Il Signore opera la guarigione. Libera quei due uomini tormentati dalla loro sofferenza spirituale e fisica, inaugurando il nuovo mondo di Dio, l’avvento del suo Regno tra gli uomini.
In questo senso, il miracolo della liberazione degli indemoniati costituisce un primo segno della futura e definitiva abolizione dell’influenza e del potere che il diavolo oggi esercita sull’uomo.
La forza spirituale della Chiesa
Vivendo nella Chiesa, il credente sperimenta la protezione della grazia dello Spirito Santo, che lo custodisce dalla malvagità dei demoni.
Con il santo Battesimo egli si riveste di Cristo come di luce e di grazia; con la Santa Comunione diventa portatore di Dio e di Cristo; con il pentimento e la confessione affida a Dio la propria debolezza e le proprie cadute.
Attraverso la preghiera, l’umiltà, l’amore e, più in generale, la pratica dei comandamenti evangelici, manifesta la propria fiducia nell’amore e nella parola di Dio. Così si riveste dell’armatura spirituale che Dio dona, per poter resistere alle insidie del diavolo (cfr. Ef 6,10-20).
Un santo asceta, Giovanni di Bostra, affermava che gli spiriti maligni temono più di ogni altra cosa il Battesimo, la Santa Comunione e la Croce che i cristiani portano su di sé. Noi siamo chiamati a custodire con cura questi tre grandi misteri dell’amore di Dio. Così esprimeremo la nostra gratitudine verso di Lui e rimarremo uniti a Lui.
Archimandrita Nektarios Karsiotis
Opuscolo " voce del Signore ", Diaconia Apostolica, Atene, anno 74º 5 luglio 2026 , N. 27 (3814)