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La sana visione spirituale, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA SANA VISIONE SPIRITUALE Con l’odierno brano evangelico, tratto dal Discorso della Montagna del Signore, viene posta una domanda che tocca le profondità dell’esistenza dell’uomo: abbiamo forse una visione spirituale luminosa e sana, capace di farci vedere correttamente le cose, noi stessi, gli altri, la vita stessa, il mondo che ci circonda, Dio che ci ha condotti dalla non esistenza all’esistenza? Lampada e luce del corpo, come insegna il Signore, è l’occhio: se esso è sano, tutto l’uomo è nella luce; al contrario, quando l’occhio è danneggiato, tutto l’uomo si trova immerso nelle tenebre. Lo stesso accade anche nella condizione spirituale dell’uomo. Dunque la mente dell’uomo, che con una sola parola è l’occhio dell’anima, deve essere luminosa, sana, pura, affinché possa discernere rettamente le cose. La lampada, la luce che suggerisce alla coscienza dell’uomo che cosa è bene e che cosa è male, che cosa è vero e che cosa è falso, è una percezione spirituale interiore, che si svilupp...

La promessa di Dio,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA PROMESSA DI DIO L’invito che il Signore rivolge ai primi Discepoli è opera del disegno e della prescienza di Dio. Egli li incontra nel luogo del loro lavoro, presso il mare di Galilea. Simone Pietro e suo fratello Andrea gettavano le reti in mare. Giacomo e suo fratello Giovanni, insieme al loro padre Zebedeo, stavano riparando le loro reti. Cristo li chiama a seguirlo e promette loro che li renderà pescatori di uomini. Ed essi lasciarono le reti, la barca, il padre e lo seguirono. La chiamata del Signore e la risposta dei discepoli ci rimandano alla vocazione dei Profeti dell’Antico Testamento al ministero profetico. Come costoro, con la loro dedizione a Dio e con la consapevolezza di parlare in Suo nome, annunciavano autenticamente la Sua volontà, così anche i discepoli di Cristo proclamano e interpretano la volontà divina, «pescando» gli uomini alla fede e alla pietà cristiana. Essi si affidano totalmente a Cristo, nonostante le loro debolezze e oscillazioni umane, le difficoltà ...

Tutti i Santi, frutto dello Spirito Santo,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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Chiesa Tutti I Santi, Nafplio   Tutti i Santi, frutto dello Spirito Santo Con vivida forza poetica, san Giovanni Crisostomo ci dice che, come le stagioni dell’anno si susseguono l’una all’altra, così anche nella Chiesa una festa segue l’altra. Abbiamo celebrato la Croce e la Risurrezione di Cristo, l’Ascensione e la Pentecoste. E oggi, nella prima domenica dopo la Pentecoste, celebriamo Tutti i Santi, che sono il dolce frutto della discesa dello Spirito Santo nel mondo e della manifestazione della Chiesa nella storia come comunione di deificazione e santificazione. La Chiesa esiste per generare santi, che sono gli amici di Dio e anche i nostri amici, fonte di ispirazione per una vita evangelica coerente da parte di ogni credente. Chi sono i Santi? Santi sono i martiri di Cristo, che hanno versato persino il loro sangue pur di non rinnegare Dio, Padre delle luci, e tutti coloro che hanno combattuto nell’arena spirituale della Chiesa, portando con perseveranza la Croce di Cristo ...

La Pentecoste: compimento delle promesse di Dio, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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La Pentecoste: compimento delle promesse di Dio Il Signore Gesù Cristo, prima della Sua volontaria morte in croce, promise ai Suoi discepoli che, una volta tornato presso il Padre, avrebbe inviato un altro Paraclito, cioè un consolatore, difensore e avvocato: lo Spirito Santo, «perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,16). Nella domenica di Pentecoste celebriamo la venuta, la discesa del Paraclito, il momento del compimento, il termine stabilito della promessa del Padre (Lc 24,49). Lo Spirito Santo costituisce l’intera realtà della Chiesa nel tempo storico del mondo presente, poiché la Chiesa esisteva già prima di tutti i secoli come Regno e Gloria nascosti in Dio, nel quale dimora Dio con il Suo Verbo e il Suo Santo Spirito (p. Giovanni Romanidis). La Pentecoste è considerata il giorno di nascita della Chiesa, perché allora essa si manifesta apertamente come Corpo del Signore Gesù. Al suo centro vi è, da una parte, la Divina Eucaristia, nella quale i fedeli mangiano e bevono il Corpo...

La Chiesa come garanzia della retta fede, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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La Chiesa come garanzia della retta fede In questa domenica, la Chiesa celebra la memoria dei 318 Santi Padri teofori ( portatori di Dio) del Primo Concilio Ecumenico. Questo grande Concilio fu convocato dal primo imperatore cristiano, Costantino il Grande, a Nicea di Bitinia, nel maggio del 325. Esso condannò l’eresia di Ario e proclamò con forza la fede apostolica e l’esperienza ecclesiale secondo cui Gesù Cristo non è una creatura, un’opera di Dio, come sosteneva Ario, ma il Figlio e Verbo eterno e senza tempo del Padre, generato da Lui prima di tutti i secoli, «Luce da Luce, Dio vero da Dio vero», come professiamo nel Simbolo della Fede. E quando giunse la pienezza del tempo, l’ora stabilita da Dio, il Figlio di Dio si fece anche uomo «per opera dello Spirito Santo e da Maria Vergine» (Credo), «affinché noi fossimo divinizzati», secondo la celebre definizione di sant’Atanasio il Grande. La fede come fondamento del miracolo Questa è precisamente la verità salvifica e l’annuncio dell...

Il culto di Dio " in Spirito e Verità",Archimandrita Nektarios Karsiotis

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IL CULTO DI DIO “IN SPIRITO E VERITÀ” Dalla ricchezza dei significati del brano evangelico di oggi, ci soffermeremo sul tema del culto di Dio “in spirito e verità”, così come viene descritto dal Signore durante il Suo dialogo con la Samaritana. Cristo conversa con questa donna nonostante l’odio profondo che esisteva tra Giudei e Samaritani, a causa di differenze storiche, religiose ed etniche. Con la Sua presenza e la Sua parola, il Signore aiuta gli uomini a superare le divisioni, poiché proclama come regola di vita e misura della fede l’amore evangelico verso nemici e amici, un amore che conduce alla riconciliazione e alla pace. Quando la Samaritana, tra le altre cose, chiese a Cristo se fosse più giusto adorare Dio sul monte Garizim  dove i Samaritani avevano costruito un tempio oppure a Gerusalemme, dove sorgeva il celebre tempio di Salomone, Egli le rispose che Dio è Spirito. E proprio perché, in quanto Spirito, Egli è al di sopra di ogni limite, chi Lo adora non è vincolato a...

La guarigione della volontà dell’uomo,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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La guarigione della volontà dell’uomo Il brano evangelico letto nella Divina Liturgia di oggi descrive la guarigione di un paralitico presso la piscina di Betesda, vicino alla Porta delle Pecore, attraverso la quale passavano gli animali destinati ai sacrifici nel Tempio di Gerusalemme. Il nome “Betesda” potrebbe essere tradotto nella nostra lingua come “casa della misericordia” o “della compassione”. Era dunque un luogo sacro, una sorgente benedetta, come si dice nella tradizione ortodossa, dove i malati venivano guariti in modo miracoloso. Il paralitico del racconto giaceva infermo da ben trentotto anni, solo e senza aiuto. Il Signore gli si avvicinò e gli pose una domanda apparentemente superflua: «Vuoi guarire?». Questa domanda si rivolge anzitutto alla volontà, al desiderio, alla libera scelta dell’uomo che soffre della malattia del peccato. Infatti il peccato non è semplicemente la trasgressione di un comandamento o di un codice morale, ma è il fallimento, la scelta sbagliata, ...

La luce della Risurrezione come superamento della paura, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA LUCE DELLA RISURREZIONE COME SUPERAMENTO DELLA PAURA In questa domenica la Chiesa ci invita a celebrare i seppellitori di Cristo, Giuseppe e Nicodemo, e le sante donne mirofore che si recarono per prime al sepolcro per ungere con aromi il corpo del Signore. Esse furono rese degne di ascoltare il Vangelo della Risurrezione da un Angelo di Dio e di vedere Cristo risorto. Quei giorni erano tragici: tutti avevano abbandonato il Crocifisso e si nascondevano per paura dei Giudei, dei capi e dell’autorità romana. Eppure, questo piccolo gruppo di persone superò la paura, i pericoli e persino la logica, offrendo gli onori funebri al Signore della gloria, «martoriato e coperto di piaghe», Colui che «dimora nella luce eterna». La paura, potremmo dire, è un sentimento naturale inseparabile dall’uomo: paura dell’ignoto, dei pericoli, delle possibili sciagure, della vita, della salute delle persone amate, della nostra stessa vita e della morte. Tuttavia, le donne mirofore superano questo sentime...

La Chiesa, immagine del Regno di Dio, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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  La Chiesa, immagine del Regno di Dio Il brano evangelico di oggi è un’immagine del Regno di Dio. Gesù Cristo, il Signore Risorto, Colui che ha distrutto il potere della morte, entrò «a porte chiuse» là dove i discepoli erano riuniti «per timore dei Giudei», si pose in mezzo a loro e trasmise la sua pace e lo Spirito Santo affinché perdonassero i peccati degli uomini. Questo è il compito principale della Chiesa: riconciliare l’uomo con Dio, con sé stesso e con il prossimo; liberarlo dai peccati, renderlo degno di contemplare e partecipare al Cristo Risorto e farlo diventare partecipe del Regno di Dio. Il Signore apparve in mezzo ai suoi discepoli, o meglio nel cuore di ciascuno di loro, secondo san Gregorio Palamas. Tommaso, come è noto, era assente dall’assemblea dei discepoli durante la prima apparizione del Risorto. Sembra che si fosse isolato, dominato da dubbi e paura. Per questo mostrò incredulità di fronte alla testimonianza degli altri discepoli che avevano visto il Sign...

La Vita e il Logos, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA VITA E IL LOGOS La Risurrezione del Signore è «la festa delle feste e la solennità delle solennità, nella quale benediciamo Cristo nei secoli» (Canone della Risurrezione); essa è il centro, la sintesi della teologia della Chiesa ortodossa. Lo stesso evento della Risurrezione, cioè il modo in cui avvenne la Risurrezione di Cristo, non è descritto da nessun evangelista. Si tratta di un processo che avviene all’interno del mistero di Dio e che, per la sua natura, supera l’esperienza umana. Per questo, in tutti i racconti evangelici correlati si parla dei testimoni che videro il Cristo risorto o che visitarono il Suo sepolcro vuoto. La Risurrezione di Cristo costituisce l’irruzione nella storia di un modo di vita completamente nuovo: una vita che non obbedisce più alla legge della corruzione, ma la supera, perché è unita al Logos di Dio incarnato e, perciò, offre una prospettiva del tutto nuova e apre nuove dimensioni per l’esistenza umana. La speranza cristiana La speranza cristiana in...

Cristo Re , Signore e Redentore, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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Monastero Madonna Spilianì ,Samos CRISTO RE, SIGNORE E REDENTORE Dopo il prodigioso evento della resurrezione di Lazzaro, il Signore entra a Gerusalemme. Là lo accolgono folle di persone che si erano radunate per la festa di Pasqua, ma anche per vedere il profeta, quell’uomo straordinario, il Messia che aveva risuscitato un morto. Con il racconto dell’ingresso di Cristo nella città santa, la Chiesa introduce anche noi nella Settimana Santa, nelle immacolate sofferenze e nella vivificante Risurrezione del Signore. Cristo entra a Gerusalemme per sacrificarsi volontariamente per tutti gli uomini, per coloro che sono vissuti, che vivono e che vivranno fino alla fine dei tempi. Così rassicura ogni persona che lo accoglie come Salvatore e Redentore: Egli prende su di sé i nostri peccati e le nostre debolezze, gli errori e le omissioni, la nostra incredulità o poca fede, e li inchioda al legno della Croce; affinché la morte sia vinta, il peccato sia abolito e, dalla sua vita e gloria, sorga...

La santificazione dell' uomo,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA SANTIFICAZIONE DELL’UOMO Quanto più ci avviciniamo alla fine della Santa Quaresima, tanto più la Chiesa ci aiuta, attraverso la Divina Liturgia, la sua parola e le sacre figure dei Santi che ci propone, a essere introdotti nei santi Misteri della Passione immacolata, della Croce e della Risurrezione del Signore. Una di queste sante figure è santa Maria Egiziaca, che oggi viene commemorata. Dalla sua vita impariamo la forza trasformante del pentimento. Ella cadde nell’oscuro abisso della dissolutezza; tuttavia, grazie all’infinito amore di Dio, alla potenza della Santa Croce e all’intercessione della Madre di Dio, fu resa degna di giungere al più alto grado di santificazione. Il brano evangelico che oggi viene letto nelle nostre chiese insegna a ogni fedele la via e il modo per potersi avvicinare al Signore ed essere ricolmato della Sua santità, della Sua grazia vivificante, della Sua luce e della Sua vita divina. Gesù Cristo, “Principe della vita” Nella preghiera della santa Anafora...

La fede come rigenerazione dell’uomo,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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La fede come rigenerazione dell’uomo Nella domenica odierna la Chiesa presenta la figura ascetica e l’insegnamento di uno dei più grandi abba del deserto del Sinai, San Giovanni Climaco . Visse nel VII secolo e lasciò come preziosa eredità per tutta la Chiesa l’esempio della sua vita santa; nutrì e continua a nutrire spiritualmente il popolo di Dio  laici, monaci e chierici  con la sua celebre opera La Scala . Con questo scritto, San Giovanni scaccia dall’esistenza dell’uomo le oscure passioni demoniache che cercano di condurlo alla perdizione e alla distruzione, e introduce la luce e la verità di Cristo, come soffio dello Spirito Santo. Il Vangelo di oggi proclama inoltre la fede della Chiesa che il Signore Gesù è venuto nel mondo “per ridurre all’impotenza, mediante la morte, colui che ha il potere della morte, cioè il diavolo” (Eb 2,14), come scrive l’apostolo Paolo. Il Signore si è fatto uomo per distruggere, con la sua morte, colui che dominava la morte, cioè il diavolo. ...

La Croce e i fedeli ,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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  LA CROCE E I FEDELI Mentre ci troviamo nel mezzo della Grande Quaresima , la Chiesa presenta in modo particolare la preziosa e vivificante Croce del Signore , invitandoci a venerarla. In questo modo siamo chiamati a esprimere la nostra gratitudine e il nostro amore , la fede e la devozione , il ringraziamento e la glorificazione verso Cristo, che si è sacrificato per la nostra salvezza. Poiché la Croce è « arma di pace e trofeo invincibile », segno di riconciliazione e fonte di forza, manifestazione della gloria di Dio e del suo amore ineffabile, possiamo comprendere l’importanza della festa di oggi e il valore delle parole di  San Policarpo, vescovo di Smirne (II secolo) , il quale scrive ai Filippesi: «Chi non confessa la testimonianza della Croce proviene dal diavolo». Da molti anni, inoltre, nella Chiesa di Grecia è stato stabilito che l’intera settimana della Venerazione della Croce sia dedicata anche alle vocazioni sacerdotali , poiché il sacerdozio è servizio a...

La Grazia di Dio nella vita del credente, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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Foto :San Gregorio Palamas, Salonicco  LA GRAZIA DI DIO NELLA VITA DEL CREDENTE La Domenica di oggi è dedicata alla memoria di San Gregorio Palamas, come continuazione della celebrazione della Domenica dell’Ortodossia. Ricordiamo brevemente che San Gregorio visse nel XIV secolo. Nacque nel 1296 a Costantinopoli, abbracciò la vita monastica sul Monte Athos e divenne Arcivescovo di Salonicco, dove si addormentò nel Signore nel 1359. Il suo contributo alla vita della Chiesa ha un valore incalcolabile. Con la sua mente illuminata dallo Spirito Santo, con la sua esperienza santificata in Cristo e con la sua profonda formazione nella teologia e nella vita dei Santi Padri, proclamò con forza che Dio, pur essendo inaccessibile e incomunicabile nella sua essenza, è una realtà personale. Per questo si muove con amore verso la sua creatura, l’uomo: lo accoglie in Cristo Gesù e lo abbraccia con la grazia e l’energia increata, senza tuttavia abbandonare la luce inaccessibile della sua essenza. ...

L' Ortodossia della Chiesa, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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L’Ortodossia della Chiesa  Anche quest’anno la nostra Santa Chiesa convoca ogni fedele a partecipare all’odierna celebrazione dell’Ortodossia, cioè della retta dottrina e della retta fede, che è stata rivelata al mondo dal Figlio di Dio fatto uomo, il Signore Gesù Cristo, per mezzo dello Spirito Santo. Il contesto storico della festa è noto ai più. Nell’anno 842 l’imperatrice santa Teodora, il cui sacro corpo dopo la caduta di Costantinopoli  è custodito incorrotto a Corfù, restaurò le sante Icone. Esse erano state rimosse dagli iconoclasti, i quali non erano in grado di comprendere il fondamento teologico, pedagogico e liturgico della loro venerazione onorifica. Durante il suo regno cessarono finalmente le dure persecuzioni contro gli Ortodossi e terminarono le controversie iconoclaste, che erano durate più di cento anni e avevano comportato, tra l’altro, la distruzione di importanti opere d’arte ecclesiastica: icone, miniature, affreschi, sacre reliquie e oggetti venerabili....

I fondamenti della lotta spirituale,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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  I fondamenti della lotta spirituale La Chiesa di Dio ci invita ancora una volta a entrare nello stadio della Santa e Grande Quaresima, un periodo in cui la nostra lotta spirituale diventa più intensa. Noi fedeli ci impegniamo con ogni zelo e sforzo a essere nuovamente istruiti nella pietà e nella fede della Chiesa, ad affidarci maggiormente a Dio, a dedicarci con più coerenza al digiuno e alla preghiera, a perdonare i nostri fratelli e a chiedere anche noi il loro perdono, circondandoli con il nostro amore e la nostra premura. La nostra ascesi cristiana consiste dunque nella consapevolezza dell’amore di Dio e nel donarlo al prossimo; poi nel digiuno vero e gradito a Dio, che ci conduce alla contrizione e al pentimento; e infine nella liberazione dall’avidità per i tesori terreni e nel rivolgere il nostro cuore verso il vero tesoro, il Signore Gesù Cristo. Il significato spirituale del digiuno Il digiuno della Grande Quaresima ha come modello non solo figure sacre bibliche, co...

IL CRITERIO DEL GIUDIZIO DI DIO, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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IL CRITERIO DEL GIUDIZIO DI DIO Il contenuto del brano evangelico odierno riguarda il giudizio di tutti gli uomini da parte di Colui che ha il diritto assoluto di giudicare tutti: il Signore della Gloria e Re dell’universo. Sorge tuttavia una domanda: come giudicherà Cristo l’uomo, quando Egli stesso dice: «Non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvare il mondo» (Gv 12,47)? Il Signore sottolinea che chi Lo respinge e non accoglie le Sue parole, in esse troverà colui che lo giudicherà. La parola che Cristo ha annunciato, quella giudicherà l’uomo nell’ultimo giorno (Gv 12,48). Dunque, in una sola espressione, la Parola di Dio è il criterio del giudizio degli uomini, poiché la parola divina, i comandamenti di Dio, sono vita, luce e verità. Nei comandamenti evangelici è nascosto lo stesso Signore, che si rivela a coloro che cercano di vivere secondo essi. Il senso dell’unità e della comunione reciproca La parola di Dio, quale energia del Dio vivente, ci conduce a una profonda ...

L’abisso della misericordia divina, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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L’abisso della misericordia divina «Un abisso chiama l’altro abisso» (Sal 41,8). Con questo versetto dei Salmi potremmo descrivere la parabola del Figlio Prodigo e del Padre misericordioso. L’abisso del peccato e delle passioni, della disperazione e delle tenebre che provoca l’allontanamento da Dio, chiama un altro abisso: l’abisso della compassione, dell’amore, del perdono e della filantropia di Dio. La parabola del Figlio Prodigo, conosciuta fin dall’infanzia, è considerata una sintesi e una miniatura del Vangelo, poiché attraverso di essa conosciamo l’amore inesauribile di Dio e il modo in cui Egli opera incessantemente per la salvezza dell’uomo. Scopo della parabola del Figlio Prodigo Con questa parabola il Signore vuole sradicare dal cuore dell’uomo la disperazione causata dal peccato, dal fallimento e dall’errore, mettendo in luce, con colori vivissimi, sia l’amore indescrivibile di Dio sia la fiducia che l’uomo deve nutrire nei confronti di Lui. Prodigo è colui che non riesce a ...

Ingresso nel periodo del Triodion, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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Ingresso nel periodo del Triodion ( Grande Quaresima) Con la grazia di Dio siamo entrati nelle sacre porte del Triodion. Si tratta di un periodo ecclesiastico ( 10 settimane , 3+7 ) durante il quale ci impegniamo a rafforzare la nostra fede, il nostro amore e la nostra speranza; ad essere nuovamente catechizzati alla pietà, a pregare e a meditare più intensamente la Parola di Dio, a perdonare di cuore i nostri fratelli; e così, adeguatamente preparati, a celebrare la Santa Pasqua. La denominazione “Triodion” deriva dall’omonimo libro innografico, che da oggi fino al Sabato Santo viene utilizzato nelle celebrazioni liturgiche. È chiamato Triodion perché molti dei canoni in esso contenuti hanno, nel Mattutino, solo tre odi, a differenza di altri libri innografici, come la Paraclìtica i Menaion (12 volumi 1 per ogni mese), che hanno le consuete nove odi. La tendenza dell’uomo all’autogiustificazione Entriamo nel Triodion con la lettura della parabola del Pubblicano e del Fariseo. Il S...