Una mattina, alla capanna...
Una mattina, alla capanna, qualcuno bussò con il battacchio di ferro alla porta. Guardai dalla finestra per vedere chi fosse, perché non era ancora l’ora di aprire. Vidi un giovane dal volto luminoso e capii che aveva esperienze spirituali, poiché lo tradiva la Grazia di Dio. Per questo, anche se ero occupato, interruppi ciò che stavo facendo, aprii la porta, lo feci entrare, gli offrii un bicchiere d’acqua e con discrezione cominciai a chiedergli della sua vita, perché vedevo che aveva contenuti spirituali. «Che lavoro fai, ragazzo mio?», gli chiesi. «Che lavoro, padre? – mi disse – Io sono cresciuto in prigione. La maggior parte degli anni della mia vita li ho passati lì dentro. Ora ho 26 anni». «Va bene, ragazzo mio, che cosa avevi fatto per rinchiuderti in prigione?», gli domandai. E lui mi aprì il cuore: «Fin da piccolo – mi disse – soffrivo molto quando vedevo persone infelici. Conoscevo tutti i sofferenti, non solo della mia parrocchia, ma anche di altre. Siccome il parroco...