La guarigione della volontà dell’uomo,Archimandrita Nektarios Karsiotis
La guarigione della volontà dell’uomo Il brano evangelico letto nella Divina Liturgia di oggi descrive la guarigione di un paralitico presso la piscina di Betesda, vicino alla Porta delle Pecore, attraverso la quale passavano gli animali destinati ai sacrifici nel Tempio di Gerusalemme. Il nome “Betesda” potrebbe essere tradotto nella nostra lingua come “casa della misericordia” o “della compassione”. Era dunque un luogo sacro, una sorgente benedetta, come si dice nella tradizione ortodossa, dove i malati venivano guariti in modo miracoloso. Il paralitico del racconto giaceva infermo da ben trentotto anni, solo e senza aiuto. Il Signore gli si avvicinò e gli pose una domanda apparentemente superflua: «Vuoi guarire?». Questa domanda si rivolge anzitutto alla volontà, al desiderio, alla libera scelta dell’uomo che soffre della malattia del peccato. Infatti il peccato non è semplicemente la trasgressione di un comandamento o di un codice morale, ma è il fallimento, la scelta sbagliata, ...