La missione di Cristo nel mondo, Archimandrita Nektarios Karsiotis
LA MISSIONE DI CRISTO NEL MONDO
Il brano evangelico che viene letto durante la Divina Liturgia odierna è tratto dal colloquio del Signore con Nicodemo, il quale era dottore della Legge e membro del Grande Sinedrio ebraico. Il brano è direttamente collegato al sacrificio di Cristo sulla Croce e, per questo motivo, la Chiesa ha stabilito che venga letto nella domenica precedente la festa dell’Esaltazione della Santa Croce.
Il significato della prossima festa della Croce è riassunto negli ultimi versetti del brano: «Dio infatti non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
L’incarnazione del Figlio di Dio
Quando giunse «la pienezza del tempo», cioè l’ora stabilita da Dio, Egli mandò il suo Figlio nel mondo (Gal 4,4). Questa missione si riferisce al mistero della divina kenosi, all’incarnazione del Verbo, la Seconda Persona della Santissima Trinità.
Il Figlio di Dio entra nella realtà storica. Diviene Gesù Cristo: nella sua ipostasi, nella sua Persona, la divinità e l’umanità si uniscono senza confusione e senza divisione. La sua natura umana è unta dalla sua divinità e così Egli diviene il Salvatore di tutti gli uomini, «dell’intera stirpe di Adamo».
Si sacrifica volontariamente per la vita del mondo e offre Se stesso come riscatto per la rigenerazione e la salvezza dell’uomo. Prende su di sé il peccato del mondo, inchiodandolo alla sua Croce, e offre liberamente a ogni credente la vera vita eterna.
In questo modo, Dio manifesta il suo amore infinito, ineffabile e incomprensibile per l’uomo, poiché soltanto nella Persona di Gesù Cristo Dio e l’uomo si incontrano in modo redentivo.
L’incontro tra Dio e l’uomo
Questo incontro, che presuppone il consenso e la sinergia dell’uomo, diviene partecipazione, comunione, unione del creato con l’Increato. L’uomo corruttibile e limitato diviene, per la grazia di Dio, santo, eterno, immortale, ricolmo di Spirito Santo.
Già nella vita presente egli partecipa alla nuova creazione, alla nuova vita e alla realtà del Regno che viene, promesso dalla bocca verace del Signore.
Pertanto, il Signore si incarna e diviene anche uomo, non per condannare l’uomo, ma per salvarlo dal dominio del peccato, del diavolo e della morte. «Affinché non perisca»: per custodirlo salvo, integro, senza quella frammentazione, divisione e perdita che sono provocate dall’amor proprio, dall’egoismo, dall’ingiustizia e dalle altre forme di errore derivanti dalla stoltezza umana.
Cristo è, senza alcuna distinzione né parzialità (Rm 2,11), la Luce e il Salvatore di tutte le nazioni, dell’intero mondo e di tutti gli uomini che desiderano la propria salvezza e credono nel suo santo Nome.
La salvezza del mondo in Cristo
Per questo motivo, anche la parola «mondo», che viene ripetuta tre volte negli ultimi versetti del nostro brano, assume un particolare significato teologico e spirituale.
Molto spesso, nella Sacra Scrittura, questa parola ha una connotazione negativa, poiché indica la mentalità mondana, cioè l’estraneazione e l’allontanamento dell’uomo da Dio, l’ostilità o l’indifferenza nei confronti della volontà e dell’opera di Dio, nonché la sottomissione alla corruzione e alla vanità.
Tuttavia, nel nostro brano, come anche in altri passi della Scrittura, «mondo» indica la creazione di Dio, quale espressione del suo amore, della sua potenza, della sua sapienza e della sua gloria.
E il vertice di questo mondo è l’uomo, che è immagine dell’ineffabile gloria di Dio, «sebbene porti le macchie delle proprie colpe» (Ufficio funebre).
Per questo, san Gregorio il Teologo afferma che l’uomo è «un secondo mondo», un altro mondo, cioè, che conferisce significato anche al resto della creazione: «un altro angelo, re delle realtà terrene, governato dall’alto, terreno e celeste, temporaneo e immortale».
Il Signore Gesù è la salvezza e l’armonia del mondo. Egli lo adorna e lo riveste di gloria con l’ineffabile bontà e bellezza, donandole a coloro che lo glorificano come Dio e Salvatore, quale splendore della gloria del Padre.
Archimandrita Nektarios Karsiotis
Opuscolo "Voce del Signore " Diaconia Apostolica Atene
74° ANNO — 13 SETTEMBRE 2026 — N. 37 (3824)