Il pane della Vita,Archimandrita Nektarios Karsiotis
Il Pane della Vita
Il brano evangelico di questa domenica descrive con straordinaria semplicità uno dei miracoli più celebri del Signore: la moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci. È particolarmente significativo che questo miracolo sia narrato da tutti e quattro gli Evangelisti.
Come racconta l'evangelista Matteo, quando il Signore venne a sapere della decapitazione di Giovanni il Battista, si ritirò in barca, da solo, verso un luogo deserto. Ma la folla lo seppe e lo seguì a piedi dalle città vicine. Vedendo tanta gente, Cristo ne ebbe compassione e guarì i malati che gli venivano presentati.
Con il passare delle ore, i discepoli gli fecero notare che il luogo era isolato e che sarebbe stato opportuno congedare la folla affinché potesse recarsi nei villaggi vicini a procurarsi del cibo. Ma la risposta di Gesù li colse di sorpresa: «Date voi stessi loro da mangiare». Non c'è bisogno che se ne vadano: siate voi a nutrirli.
Un cambiamento nel modo di guardare la realtà
Con questo comando, Cristo capovolge il modo abituale di pensare dell'uomo ed eleva lo sguardo al livello del sacrificio, dell'amore e del miracolo. In questo modo i discepoli imparano gradualmente che, come imitatori del loro Maestro, sono chiamati a offrire ciò che possiedono e a comprendere che la soluzione dei problemi deve partire anzitutto da loro stessi, confidando nella potenza, nella provvidenza e nell'amore di Dio.
Il vero cristiano, infatti, non scarica la propria responsabilità sugli altri, ma cerca di compiere con fedeltà ciò che è chiamato a fare in ogni circostanza.
Se applichiamo questo insegnamento alla nostra vita, al nostro servizio e al nostro operato, forse ci renderemo conto che anche noi, non di rado, cerchiamo di delegare ad altri le nostre responsabilità.
Nella vita quotidiana constatiamo continuamente molti problemi: la società fatica a progredire armoniosamente; i giovani sono spesso disorientati; la famiglia attraversa una profonda crisi; la qualità dell'istruzione si impoverisce; l'amore, la pace e la giustizia sembrano venire meno; l'ipocrisia domina i rapporti umani; milioni di persone soffrono la fame e le guerre accrescono la miseria.
Ma basta forse limitarsi a descrivere la drammaticità del nostro tempo e a indicare ciò che dovrebbero fare gli altri, i cosiddetti "responsabili"? Oppure siamo chiamati anche a interrogarci seriamente su ciò che possiamo offrire noi stessi, senza escluderci dalle nostre stesse riflessioni?
Vivere concretamente il Vangelo
Scriveva il compianto Arcivescovo di Albania Anastasio:
«Parli del dolore che esiste? Allevialo. Parli dell'ipocrisia che domina? Contrastala con la tua sincerità. Parli dell'insensibilità e dell'ingiustizia? Ribellati ad esse con la tua bontà concreta.»
Eppure, troppo spesso ci fermiamo alla denuncia del male, senza impegnarci perché prevalga il bene.
I discepoli di Cristo avevano ben poco: cinque pani e due pesci. Glieli offrirono con fede. Egli li prese nelle sue mani, li benedisse e migliaia di persone furono saziate.
Così anche noi siamo invitati a offrire a Cristo le nostre capacità, la nostra buona volontà e tutto ciò che possediamo, poco o molto che sia. Egli rinnoverà il miracolo: il nostro impegno porterà frutto «cento volte tanto» (Lc 8,8) e molti nostri fratelli potranno esserne spiritualmente e concretamente nutriti.
Il nutrimento del mondo intero
Cristo ci nutre con la sua parola, con i santi comandamenti del Vangelo, con il mistero della Divina Eucaristia e con l'intera vita della Chiesa. Egli ci dona il pane celeste e il calice dell'immortalità: il suo santo Corpo e il suo preziosissimo Sangue, offerti per la remissione dei nostri peccati e per renderci partecipi della vita eterna e del Regno di Dio.
Prepariamo dunque sempre noi stessi con timore santo e riverenza, con fede e amore, con pentimento, spirito di perdono, umiltà e coscienza purificata, affinché possiamo partecipare, per quanto ci è possibile degnamente, al mistero dell'Amore di Cristo, al suo sacrificio per la salvezza dell'intera stirpe di Adamo, cioè di tutta l'umanità.
Archimandrita Nektarios Karsiotis
Opuscolo "Voce del Signore ",Diaconia Apostolica, Atene,74º anno di pubblicazione, 26 luglio 2026 ,Fascicolo n. 30 (n. 3817)