San Giovanni il Precursore ( Battista) e la via dell’umiltà, Archimandrita Nektarios Karsiotis
San Giovanni il Precursore ( Battista)
e la via dell’umiltà
La pericope evangelica odierna si riferisce all’opera alla quale san Giovanni il Precursore fu chiamato da Dio: un’opera che consisteva anzitutto nella preparazione, nella formazione delle persone affinché potessero accogliere l’annuncio dell’imminente Regno di Dio.
Per questo motivo l’evangelista Marco, nel passo sopra citato, riporta due testi di grande importanza dell’Antico Testamento che caratterizzano Giovanni il Precursore e descrivono la sua missione: «Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, perché prepari la tua via» dice il profeta Malachia (Mal 3,1). Questo messaggero, il predicatore della parola di Dio, è Giovanni il Precursore. E il versetto successivo è direttamente collegato al precedente: «Una voce dice il profeta Isaia grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Is 40,3). Si tratta della predicazione di conversione del Precursore.
San Giovanni il Precursore, immerso nell’amore di Dio, illuminato dalla luce della fede, totalmente dedito all’ascesi, al digiuno e alla preghiera, indossava vesti di peli di cammello, portava una cintura di cuoio ai fianchi e si nutriva di locuste, cioè di teneri germogli di piante spontanee del deserto, e di miele selvatico prodotto da api selvatiche.
L’umiltà come forma di servizio
Certamente, oltre a quanto detto, un ruolo determinante nel suo servizio di preparazione della via del Signore ebbe la sua profonda umiltà, virtù globale e fondamentale, poiché l’uomo che non vive nell’umiltà non può confidare in Dio né servirlo in modo disinteressato. Allo stesso modo, egli non può offrire un servizio autentico neppure al prossimo, né aiutarlo a conoscere la verità di Dio, la vita e l’etica evangelica proposte dalla Chiesa. L’egoista di solito predica se stesso; è possessivo e manipolatore, narcisista e vanitoso.
L’umiltà come imitazione di Dio
Giovanni confessa la grandezza della divinità del Signore e sottolinea di non essere degno di chinarsi e sciogliere il legaccio dei sandali di Cristo. Questo stesso atteggiamento ce lo insegna il Signore stesso, il quale si è rivestito di umiltà, ha assunto la natura umana e l’ha unita alla sua divinità, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna (Gv 3,15). Il nostro Dio è un Dio dell’umiliazione. Si cinge il grembiule del servo, come fece durante l’Ultima Cena, e lava i nostri piedi: ci purifica, ci serve, ci offre l’esempio di come dobbiamo comportarci verso il prossimo (Gv 13,4-17). In questo modo, l’amore di Dio è inseparabile dalla sua umiltà. Dio è umile perché ama veramente; e ama veramente perché si sacrifica, offrendo se stesso «per la vita e la salvezza del mondo» (Divina Liturgia di san Basilio).
Umiltà e servizio
Se Giovanni il Precursore non avesse fatto propria l’abissale umiltà di Cristo, non avrebbe potuto servire fedelmente il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio. Allo stesso modo, ogni ministro della Chiesa, ogni fedele, se desidera diventare precursore di Cristo cioè preparare la venuta di Dio nella propria vita e nella vita del corpo ecclesiale deve vivere nello spirito dell’umiltà evangelica, che naturalmente non ha nulla a che fare con sentimenti di inferiorità o di complesso di minoranza. L’umiltà cristiana è segno di salute e di equilibrio spirituale, poiché riempie l’uomo dello Spirito di Dio, di pace, di amore, di discernimento, di pazienza, di fortezza e di sapienza.
Possa il «più venerabile dei profeti», Giovanni il Precursore, ispirarci nella nostra lotta a vivere l’umiltà in Cristo come servizio a Dio e ai nostri fratelli; come moderazione e saggezza secondo l’insegnamento apostolico: «Non abbiate di se stessi un concetto più alto di quello che è giusto avere, ma abbiate un giudizio sobrio» (Rm 12,3).
Archimandrita Nektarios Karsiotis
Opuscolo " Voce del Signore ",Diaconia Apostolica, Atene, anno 74°, 4 gennaio 2026, numero del foglio 1 (3788)