DIRITTI UMANI E CHIESA, Archimandrita Epifanios Oikonomou
DIRITTI UMANI E CHIESA
Le discriminazioni religiose, sociali e razziali dividevano gli uomini e alimentavano le passioni nell’epoca precristiana. Tutto ciò è stato rivisitato e superato dal Signore Dio Uomo all’interno della Chiesa. Questo insegna l’apostolo Paolo ai cristiani di Colossi, sottolineando la necessità di spogliarsi, nella loro vita, di tutti gli elementi corruttibili della vecchia esistenza, che costituivano idolatria, e di rivestirsi dell’uomo nuovo, rinnovato, a immagine di Gesù Cristo. L’insegnamento del Signore, che i santi Apostoli hanno spiegato e trasmesso alle genti, è il fondamento sul quale sono nati e si sono diffusi, fino ai nostri giorni, i tanto celebrati diritti umani.
La svalutazione della persona umana
Il rispetto dei molteplici diritti umani è la base della pace e dell’equilibrio sociale. Per essi, nel corso della storia, sono stati versati fiumi di sangue e sono stati scritti volumi di dichiarazioni rivoluzionarie, ma il risultato si è rivelato debole. Nel XXI secolo le discriminazioni razziali, le disuguaglianze sociali, le persecuzioni religiose e le pulizie etniche costituiscono una tragica realtà. Dove manca lo Spirito di Dio e gli uomini si pongono in ostilità verso la verità di Gesù Cristo, i popoli si imbarbariscono, vengono messi alla prova e soffrono. Ma anche in contesti che si definiscono cristiani solo di nome, dove Cristo viene relegato ai margini della vita sociale e lo spirito della Chiesa diventa oggetto di scherno e disprezzo, la persona umana viene offesa e svalutata. Per questo, nella nostra epoca si parla tanto di diritti umani: perché ormai sono diventati una «merce carente».
Il Vangelo illumina la coscienza
Il completo fallimento delle lotte per i diritti umani è dovuto, in larga misura, al fatto che esse si sono fondate sui principi materialistici dell’Illuminismo umanistico, il quale ha voluto espellere dalle società il senso del divino e del sacro. Come sottolineava con forza il compianto Arcivescovo: «L’umanesimo ateo ha commesso l’errore di rendere l’uomo autonomo da Dio e di proclamarlo un’esistenza indipendente, fondata esclusivamente sulla propria forza. Il risultato è stato il calpestamento dell’immagine umana, il crollo dell’idolo dell’uomo nel caos della negazione di ogni valore umano. Il Vangelo di Cristo, al contrario, formando in ciascuno di noi la coscienza della sua vera origine e discendenza e del suo autentico destino, compone un umanesimo genuino, un umanesimo dal volto umano, che rispetta la personalità e la libertà dell’altro. L’umanesimo ateo ha innalzato muri tra gli uomini, li ha divisi in classi, li ha privati del dono della libertà, li ha gettati nei Gulag della non libertà e negli apartheid delle discriminazioni razziali, ha deformato le loro dimensioni con lo specchio deformante del materialismo e dell’edonismo… Il diritto alla vita e alla libertà non è il contenuto di un’ideologia o di una teoria; è una questione della coscienza dell’uomo, però illuminata dalla Rivelazione divina e non autonoma ed emancipata dalla volontà di Dio. Una coscienza di questo tipo rischia di perdersi nei labirinti interminabili del pensiero mondano, mentre il pericolo di un fallimento sostanziale rispetto all’obiettivo ha oggi maggiori probabilità di realizzarsi».
La nostra Chiesa opererà sempre per la tutela e la promozione dei diritti umani, proprio perché il messaggio cristiano della salvezza e la verità della Rivelazione riguardano l’uomo nella sua totalità. La nostra Chiesa proporrà sempre come modello di convivenza pacifica e di equilibrio sociale la sua originaria tradizione comunitaria, che si conserva pienamente nell’espressione del monachesimo cenobitico, ma anche nella prassi parrocchiale.
La nostra Chiesa lotterà incessantemente per la restaurazione della dignità umana e per la salvaguardia dell’integrità della persona, perché in ogni uomo vede la viva immagine di Dio. Dove il suo messaggio viene compreso e trova orecchie attente, la speranza di un mondo autenticamente umano e di una società veramente prospera resterà sempre viva.
Archimandrita Epifanios Oikonomou
Opuscolo Voce del Signore, Diaconia Apostolica Atene, Anno 73°, 14 dicembre 2025,N. fasc. 50 (3785)
L’APOSTOLO DELLA DOMENICA (Col 3,4–11)
La mortificazione delle passioni
Fratelli, quando Cristo, che è la nostra vita, si manifesterà di nuovo, alla sua seconda venuta, allora anche voi vi manifesterete con lui nella gloria. Pertanto, fate morire le membra che tendono alle realtà terrene: la fornicazione, l’impurità morale, la passione disordinata, il cattivo desiderio e l’avidità, che è idolatria. A causa di queste cose viene l’ira di Dio su coloro che disobbediscono sistematicamente alla sua volontà; e in esse anche voi vi muovevate un tempo, quando vivevate tra i disobbedienti. Ora invece, deposte anche voi tutte queste cose: l’ira, il furore, la malizia, la bestemmia, il linguaggio osceno dalla vostra bocca. Non mentite gli uni agli altri, poiché vi siete già spogliati dell’uomo vecchio con le sue opere e vi siete rivestiti dell’uomo nuovo, che si rinnova continuamente fino a giungere alla piena conoscenza del suo Creatore e a divenire sua immagine; una condizione nella quale non esiste più distinzione tra Greco e Giudeo, tra circoncisi e incirconcisi, tra barbari, Sciti, schiavi e liberi, ma Cristo è tutto e in tutti.