Come affrontiamo la morte di una persona cara... D. Panagopoulos

«Su mille persone che piangono per la morte di una persona cara, neppure una piange per i peccati del defunto; piangono perché ne saranno privati.

Non abbiamo lacrime di quel tipo che giovino all’anima del morto.

Non affrontiamo correttamente questi temi e, invece di aiutare, facciamo del male.

È inevitabile che tu soffra, che ti commuova, che provi dolore, che ti rattristi; ma non fino a piangere in modo inconsolabile e disperato. E quando glielo fai notare, ti rispondono: “Anche Dio pianse quando vide Lazzaro morto”.

Ecco quanto siamo poco catechizzati!

Perché Cristo non pianse come gli uomini piangono, ma versò lacrime  e non perché vide Lazzaro morto, poiché sapeva che di lì a poco lo avrebbe risuscitato, ma pianse per la miseria in cui è caduto l’uomo, come se dicesse:

“Uomo, guarda a che punto sei arrivato, a causa del peccato, da conoscere la morte…”»

Dimitrios Panagopoulos, il Predicatore


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