IL FRUTTO DELLO SPIRITO, Archimandrita Epifanios Oikonomou
IL FRUTTO DELLO SPIRITO
L’apostolo Paolo si sforza costantemente di plasmare nei cuori dei primi cristiani l’etica e lo spirito di Gesù Cristo, che spesso si trovano in contrasto con la loro precedente condizione religiosa. Rivolgendosi agli Efesini, raccomanda loro di essere figli della luce e di evitare le opere delle tenebre. Li esorta ad agire con saggezza e prudenza, a sfruttare il tempo per la loro salvezza, a evitare l’ubriachezza e la dissolutezza, a essere colmi dello Spirito di Dio e a sottomettersi gli uni agli altri con umiltà. Chiede inoltre che coltivino dentro di sé il frutto dello Spirito Santo, che si manifesta in ogni bontà, giustizia e verità. Su questi tre punti ci soffermeremo, per evidenziarne l’importanza nella nostra vita spirituale.
L’amore concretamente vissuto
La bontà è l’amore fatto azione, che si esprime con parole e opere verso ogni essere umano. Come sottolineava un compianto vescovo:
«La bontà è precisamente l’esteriorizzazione del nostro amore verso il prossimo, non solo verso i conoscenti o gli amici… Anche le persone del mondo beneficano amici e conoscenti. Non soltanto verso costoro, dunque, ma anche con l’espressione dell’amore e il beneficio concreto verso ogni uomo senza distinzione, e soprattutto verso coloro che ci hanno offeso… cioè anche verso i nostri nemici. Allora mettiamo in pratica la forma più alta e perfetta di bontà.»
È evidente che un gesto benevolo verso i nostri nemici non è una questione semplice. La debolezza umana, il senso di autodifesa o persino il sentimento di repulsione agiscono come freni in questa direzione.
Proprio per questo la bontà è un’espressione dello Spirito Santo: perché ci aiuta a superare i limiti umani e a elevarci al livello divino, diventando imitatori di Cristo, il quale mostrò amore e spirito di perdono persino verso coloro che lo crocifissero.
La bontà insegnata da Cristo
San Nicola Cabasilas collega la verità con la bontà, il vero con il bene. Insegna che:
«È bene e vero ciò che Cristo approva. È male e falso ciò che Egli disapprova. Ciò che Egli vuole che l’uomo conosca, quello è il vero; e ciò che comanda di desiderare, quello è il bene. Tutto il resto è pieno d’inganno e di malizia. Alcuni dei comandamenti divini sono giunti sulla terra attraverso gli uomini, mentre altri furono proclamati direttamente da Dio stesso, che assunse la natura umana e, come uomo, con voce umana, annunciò ciò che era necessario. Cosa potrebbe essere più utile dei suoi comandamenti, o più vero delle verità il cui legislatore è Dio in persona! Egli è la guida, poiché Egli solo è la Verità, Egli solo è il Bene»
(Sulla vita in Cristo).
La giustizia come stato spirituale
Il successivo elemento che manifesta in noi il frutto dello Spirito Santo è la Giustizia, di cui tutti parlano e che tutti proclamano, ma che continua a essere il grande desiderato nei rapporti umani. La sua assenza deriva, con ogni probabilità, dal modo sbagliato con cui la cerchiamo e dal significato errato che le attribuiamo.
«La giustizia non è semplicemente un potere che mira a preservare l’armonia sociale, a rimuovere le ingiustizie contro i deboli, a mantenere l’uguaglianza davanti alla legge e il buon funzionamento delle istituzioni. È uno stato spirituale che conduce chi la possiede a offrire al prossimo i beni spirituali, a non vantarsi dei propri doni, a riconoscere le grazie ricevute da Dio e a saper discernere la sua volontà, nonché a giudicare le circostanze umane secondo essa… L’uomo giusto ascolta la voce di Dio, come essa si esprime nella sua coscienza, e non ha al centro della propria esistenza l’autogiustificazione, ma l’umiltà e l’amore verso il prossimo.»
Impegniamoci, dunque, a coltivare dentro di noi la bontà, la verità e la giustizia, di cui purtroppo la nostra epoca è così carente. Il loro frutto farà di noi portatori dello Spirito Santo e strumenti di Dio per la trasformazione e la rigenerazione del mondo.
Amen!
Archimandrita Epifanios Oikonomou
Opuscolo Voce del Signore ,Diaconia Apostolica, Atene ,Anno 73°, 7 dicembre 2025
Numero di foglio 49 (3784)
L’APOSTOLO DELLA DOMENICA (Ef 5, 8-19)
Non occupatevi delle opere delle tenebre
Fratelli, dovete vivere come figli della luce, perché i frutti dell’azione dello Spirito Santo si manifestano nella bontà, nella giustizia e nella verità; per questo dovete esaminare ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere oscure e inutili degli altri, ma anzi smascheratele, perché è vergognoso perfino parlare delle cose che essi compiono di nascosto. Tutto ciò che viene messo in luce diventa manifesto, poiché ogni cosa che è svelata diventa luce.
Per questo la Scrittura dice:
«Svegliati, tu che dormi,
risorgi dai morti,
e Cristo ti illuminerà».
Fate dunque attenzione al modo in cui vi comportate: non da stolti, ma da saggi; approfittate del tempo in modo fruttuoso, perché i giorni sono malvagi. Perciò non siate insensati, ma comprendete qual è la volontà del Signore.
E non ubriacatevi di vino, che porta alla dissolutezza; ma riempitevi dello Spirito Santo, rivolgendovi gli uni agli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e lodando il Signore con tutto il vostro cuore.