Stimmate di Sacrificio, Archimandrita Epifanios Oikonomou
Stimmate( segni) di Sacrificio
Concludendo la sua comunicazione con la Chiesa dei Galati, l’apostolo Paolo, miei amati fratelli, si riferisce alle stimmate del patire e del sacrificio che portava sul suo corpo per il nome di Gesù Cristo segni dei quali egli, anzi, si sentiva particolarmente fiero, poiché adornavano e al tempo stesso tormentavano la sua carne.
Quelle stimmate del dolore e della dedizione hanno caratterizzato la vita di migliaia di martiri e di amanti della dottrina cristiana nel corso dei secoli, e costituiscono prova di totale fedeltà, fede e consacrazione della vita intera alla Persona del Dio Uomo.
Antidoto alla pigrizia spirituale
Col passare degli anni e dei secoli, però, quando la fede cristiana smise di essere perseguitata e combattuta, quei segni visibili delle persecuzioni cessarono di esistere.
E molti cristiani dei nostri giorni giustificano la loro inerzia nella fede e nella vita spirituale, la loro autocompiacenza nel cammino ecclesiale, sostenendo che oggi la Chiesa, come libera espressione di fede, non richiede sacrifici ai suoi membri, non domanda patimenti corporali o stimmate per dimostrare la nostra fede.
Così, credono di poter presentarsi come buoni cristiani, senza alcun costo, senza alcuna rinuncia o sacrificio.
Le cose, però, non stanno così. Può darsi che oggi la Chiesa e la nostra fede non siano più perseguitate come un tempo, e che le stimmate del dolore non si manifestino più sul nostro corpo; ma ogni cristiano è chiamato a portare la propria Croce, offrendo la propria testimonianza in un mondo spiritualmente debole e pigro.
Anche oggi possiamo portare sul nostro essere le stimmate di Gesù Cristo, quando confessiamo con franchezza e libertà la nostra identità cristiana, senza vergogna né esitazione, andando controcorrente rispetto al fiume dell’indifferenza e del dubbio.
Anche oggi possiamo portare le stimmate di Gesù Cristo, rimanendo saldi nelle tradizioni e nei principi dei nostri Padri, di coloro che custodirono come pupilla dei loro occhi la verità evangelica attraverso i secoli, senza temere persecuzioni né ostilità.
Umiltà e pentimento
Possiamo portare le stimmate di Gesù Cristo, quando facciamo del cammino delle virtù, dell’umiltà e della penitenza il nostro modo di vivere, in un mondo superbo ed egoista, che si interessa soltanto al proprio tornaconto e al proprio guadagno, a qualunque prezzo e sacrificio.
Possiamo portare le stimmate di Gesù Cristo, quando lottiamo con passione e senso di responsabilità per mantenere vivi e autentici i nostri credi e i nostri ideali;
quando combattiamo con onestà e dignità contro coloro che, di tanto in tanto, vogliono sradicare tutto ciò che ancora rimane in piedi nel nostro Paese, sull’altare di una falsa “evoluzione” e di un presunto “progresso”, livellando ogni cosa in cambio di un “piatto di lenticchie”.
Con tutti questi modi, fratelli, possiamo portare in noi le stimmate di cui parla l’apostolo Paolo: non più stimmate di sofferenza fisica, ma stimmate di lotta spirituale, in un’epoca che ha dimenticato come si combatte per gli ideali più alti, per i valori della vita e per i principi eterni, e che si è arresa senza combattere all’appiattimento universale.
Queste sono, oggi, le forme di martirio che restano a noi cristiani.
Facciamole pratica viva nella nostra vita.
Archimandrita Epifanios Oikonomou
Opuscolo " Voce del Signore "
Anno 73º – 9 Novembre 2025 – Numero 45 (3780)
●Nota: la parola stimmate in greco viene usata come segni (non con il significato che viene attribuito dalla chiesa cattolica).
L’Apostolo della Domenica (Galati 6, 11–18)
Il rinnovo dell’Uomo
Fratelli, vedete con quali grandi lettere vi ho scritto di mio pugno.
Tutti coloro che vogliono piacere ai loro compatrioti giudei altolocati vi costringono a farvi circoncidere, solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo che è per loro il più grande scandalo.
Del resto, neppure essi, i circoncisi, osservano realmente la Legge; vogliono soltanto che vi facciate circoncidere per potersi vantare del vostro gesto.
Quanto a me, lungi da me gloriarmi d’altro che della croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, e io per il mondo.
Perché, in Cristo Gesù, non conta nulla né la circoncisione né l’incirconcisione, ma la nuova creazione.
E su quanti cammineranno secondo questa regola, pace e misericordia siano su di loro e su tutto il popolo di Dio.
D’ora in poi nessuno mi rechi molestia, poiché io porto sul mio corpo i segni delle piaghe del Signore Gesù.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli.
Amen.