IL PADRE SPIRITUALE, Archimandrita Epifanios Oikonomou
IL PADRE SPIRITUALE
Come autentico Padre Spirituale, l’apostolo Paolo parla ai Corinzi. Egli sottolinea, infatti, che molti possono parlare e insegnare riguardo a Cristo, ma solo lui è il loro Padre Spirituale, perché li ha generati in Cristo, attraverso il sacro Vangelo. È loro Padre, perché ha vissuto il parto spirituale, dal quale nasce un legame spirituale forte e benedetto, superiore perfino a quello carnale.
La multiforme paternità spirituale
La figura del Padre Spirituale è confermata, nel tempo, nella vita della Chiesa. Ma chi è il vero Padre Spirituale, che svolge un ruolo determinante nel cammino spirituale dei fedeli? Secondo un noto Padre:
«Il Padre Spirituale deve essere veramente “spirituale”, deve essere padre, deve essere sacerdote, deve poter celebrare, pregare, sapere come toccare Dio, e non deve essere un semplice operatore sociale che svolge un “hobby” religioso. Il Padre Spirituale non è un consigliere che dà consigli, non è un maestro che insegna, né un procuratore che giudica. Il Padre Spirituale è padre che abbraccia, amico che libera, fratello che perdona; è mistagogo che celebra il mistero dell’anima. Non è colui che sa, ma colui che ama Dio come suo Padre, e ogni uomo come figlio di Dio. Il Padre Spirituale possiede la grazia del sacerdozio, basta che la mantenga calda e attiva dentro di sé. Se la conserva così, allora Dio dona molto e in molti modi».
L’amore e il riconoscimento che dobbiamo al nostro Padre Spirituale devono essere proporzionati all’opera che compie nella nostra anima. San Gregorio Palamas insegna a riguardo:
«Quanto devi onorare e amare colui che è diventato tuo padre spirituale? Egli è colui che ti ha trasformato dall’essere al “ben essere”, ti ha trasmesso l’illuminazione della conoscenza, ti ha insegnato la rivelazione della verità, ti ha rigenerato attraverso il lavacro della palingenesi, ti ha affidato la speranza della resurrezione, dell’immortalità e del regno e dell’eredità imperitura, ti ha reso, da indegno, degno dei beni eterni e celesti, invece che terreni, e dell’eternità invece del temporaneo, figlio e discepolo non di un uomo, ma del Dio Uomo Gesù Cristo, che ti ha donato lo spirito dell’adozione…».
L’onore e l’obbedienza dovuti
Poiché il Padre Spirituale svolge un ruolo così importante nella nostra vita spirituale, gli dobbiamo onore e obbedienza, poiché egli agisce come via sicura che ci unisce a Dio. Per questo un venerabile e sapiente padre spirituale di molti cristiani diceva:
«È meglio rovinare il rapporto con Dio piuttosto che con il Padre Spirituale. Perché, se rovini il rapporto con Dio, il tuo Padre Spirituale ti riconcilierà ancora con Lui; ma se lo rovini con il Padre Spirituale, la via verso Dio viene interrotta».
Nella nostra epoca mondanizzata, la presenza del Padre Spirituale nella vita degli uomini è considerata superflua. Soltanto la sua presentazione da parte della Chiesa come autorità spirituale purché sempre in possesso dei necessari requisiti provoca ironia o anche repulsione, perché la nostra epoca rifiuta le autorità, divinizza l’egoismo e disprezza la vita ecclesiale. Per questo, avere un Padre Spirituale, conservare con lui un benedetto rapporto di libertà spirituale e accoglienza, cercando la guida spirituale e la liberazione dal peso dei peccati, è un atto di resistenza contro la corrente del tempo.
Il messaggio che oggi invia l’Apostolo delle Genti è che nella nostra vita spirituale abbiamo bisogno di un “pedagogo verso Cristo”, una guida infallibile, un angelo luminoso che ci conduca, con sicurezza, sulla via della nostra perfezione spirituale. Chi lo possiede, lo valorizzi, rinnovando e arricchendo il rapporto con lui. Chi non lo ha, lo trovi, affinché la vita acquisti un significato autentico e una prospettiva di eternità. Così sia!
Archimandrita Epifanios Oikonomou
Opuscolo,Voce del Signore, Diaconia Apostolica Atene
Anno 73º – 30 novembre 2025 — N. Foglio 48 (3783)
L’APOSTOLO DELLA DOMENICA
(1 Cor 4, 9-16)
L’opera apostolica
Fratelli, ritengo che Dio ci abbia messo noi apostoli all’ultimo posto, come condannati a morte, perché siamo diventati spettacolo per tutto il mondo, per gli angeli e per gli uomini.
Noi siamo considerati stolti a causa di Cristo, mentre voi siete saggi in Cristo. Noi siamo deboli, mentre voi siete forti. Voi siete onorati, mentre noi siamo disprezzati.
Fino a questo momento abbiamo fame, sete, siamo nudi; subiamo percosse e non abbiamo una dimora stabile; ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Quando ci insultano, rispondiamo con buone parole; quando ci perseguitano, sopportiamo con pazienza; quando ci calunniano, rispondiamo con gentilezza. Siamo diventati come la spazzatura del mondo, come il rifiuto di tutti, fino a questo momento.
Non scrivo queste cose per farvi vergognare, ma per ammonirvi come miei figli amatissimi.
Perché, anche se aveste migliaia di maestri nella vita in Cristo, non avete però molti padri: infatti sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo. Perciò, vi prego: siate miei imitatori.