La forza della fede , Archimandrita Epifanios Oikonomou
La forza della fede
A pochi giorni dal Natale, festa durante la quale la nostra santa Chiesa celebrerà l’incarnazione del Figlio e Verbo di Dio, ascoltiamo l’Apostolo delle genti fare riferimento a una serie di personalità dell’Antico Testamento. Questi uomini si distinguevano per una fede grande e incrollabile in Dio, tale da renderli capaci «di sconfiggere regni, praticare la giustizia, ottenere il compimento delle promesse di Dio, chiudere le fauci dei leoni, spegnere la violenza del fuoco, scampare alla spada, diventare forti da deboli che erano, distinguersi come eroi nelle battaglie, mettere in fuga eserciti nemici, vedere risorgere i propri morti; mentre altri furono torturati fino alla morte, aspettando di risorgere a una vita migliore, pur potendo essere liberati». Tuttavia non sperimentarono nella sua pienezza la promessa di Dio, ma attesero il compimento nella persona del Messia, Gesù Cristo, del quale godranno insieme ai membri della Sua Chiesa.
La fede opera miracoli nella vita
Il compianto Arcivescovo insegnava che «il ricordo di queste figure e di questi eventi storici ha lo scopo di convincere l’uomo che al di sopra e al di là delle sue stesse forze esiste un’altra forza immensa, la fede, che realmente opera miracoli nella vita. E questa è una grande verità tratta dalla realtà stessa, confermata tanto dalle nostre esperienze personali quanto da memorie storiche recenti. L’uomo che crede in Dio diventa una nuova persona, che impara a guardare la vita da una prospettiva diversa. Questa prospettiva è multidimensionale, limpida, del tutto estranea ai parametri puramente umani…».
La forza della fede nella persona di Gesù Cristo che racchiude lo spirito di lotta e di testimonianza e una continua coltivazione spirituale è capace di assicurare all’uomo la salvezza, per la quale Dio si è umiliato e ha assunto la natura umana, come confessiamo nel Simbolo della fede: «Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e si incarnò per opera dello Spirito Santo e da Maria Vergine e si fece uomo…».
La fede come sostegno incrollabile
La forza della fede rende l’uomo capace di affrontare efficacemente le sfide e i problemi della vita, che appaiono insormontabili, inaccessibili e invincibili. Quante volte ci sentiamo scossi dal peso delle responsabilità familiari, degli obblighi e delle esigenze economiche. Quante volte ci sentiamo deboli di fronte allo spettro delle malattie e della morte, che vediamo colpire noi stessi o persone care della nostra famiglia. Quante volte sentiamo la disperazione e lo sconforto impadronirsi della nostra anima, ogni volta che cediamo alle tentazioni e ci abbandoniamo all’abisso del peccato. Quante volte ci siamo sentiti soli, abbandonati dai “nostri” cari, quando le sorprese e le vicissitudini della vita ci hanno posto in una condizione di fragilità.
Pensiamo a come affrontano queste tragiche situazioni coloro che non vivono la vita della fede e della speranza in Gesù Cristo. Assomigliano a navi senza timone, pronte a infrangersi contro le onde furiose dei molteplici problemi. I sentimenti di sconforto, delusione e disperazione inondano il loro essere, conducendoli su strade senza ritorno. Al contrario, i cristiani che credono che Dio si è fatto uomo per amore del mondo, che Cristo è stato crocifisso prendendo su di Sé le nostre cadute, che Cristo è venuto per compiere la promessa della salvezza, qualunque cosa affrontino nella vita non si piegheranno; qualunque onda si abbatta su di loro, non saranno scossi. Perché la loro fede funziona come un sostegno invincibile, come un appoggio incrollabile, come un porto sicuro e riparato.
Di questa fede facciamo in modo di essere partecipi continuamente, nobilitando e giustificando la nostra vita all’interno della Chiesa e vivendo la prospettiva della nostra salvezza personale. Amen!
Archimandrita Epifanios Oikonomou
Opuscolo Voce del Signore, Diaconia Apostolica, Atene
Anno 73°, 21 dicembre 2025 ,N. foglio 51 (3786)
L’Apostolo della Domenica (Eb 11,9-10.32-40)
I giusti dell’Antico Testamento
Fratelli, per la sua fede Abramo si stabilì temporaneamente nella terra della promessa come in terra straniera e abitò in tende insieme con Isacco e Giacobbe, anch’essi eredi della medesima promessa; perché attendeva la città dalle solide fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio. E che dirò ancora? In verità, non mi basterebbe il tempo se dovessi raccontare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e degli altri profeti, i quali, grazie alla fede, abbatterono regni, praticarono la giustizia, ottennero il compimento delle promesse di Dio, chiusero la bocca dei leoni, spensero la forza del fuoco, scamparono alla spada, guarirono da malattie, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti nemici. Molte donne riottennero i loro morti, tornati in vita; altri invece furono torturati fino alla morte, senza accettare la liberazione, per ottenere una risurrezione a una vita migliore; altri ancora subirono scherni e flagellazioni, e perfino catene e prigionia; furono lapidati, segati, sottoposti a torture, uccisi di spada; andarono erranti vestiti di pelli di pecora e di capra, soffrirono privazioni, tribolazioni e maltrattamenti uomini dei quali il mondo non era degno vagando per deserti e monti, per caverne e anfratti della terra. E tutti costoro, pur avendo ricevuto una buona testimonianza per la loro fede in Dio, grazie alla fede, non ottennero tuttavia il compimento della promessa (riguardo alla vita futura), perché Dio aveva previsto per noi qualcosa di migliore, affinché essi non giungessero alla salvezza senza di noi.