Il tempio del Dio vivente, Archimandrita Epifanios Oikonomou

IL TEMPIO DEL DIO VIVENTE

 San Paolo rivela una verità sconvolgente  nella lettura apostolica di oggi: l’uomo, come entità psicosomatica, è tempio del Dio vivente. Dio lo ha dotato dei privilegi più grandi; come è stato detto, «ha impresso il suo sigillo, dopo averlo creato a sua immagine e somiglianza. Gli ha donato il meraviglioso e misterioso organismo corporeo. Gli ha offerto il dono della ragione e della parola articolata. Ha riversato su di lui con generosità la ricchezza del suo amore divino. E, come coronamento di tutto questo, gli ha offerto il dono supremo: lo ha costituito tempio del Dio vivente e gli ha promesso che abiterà in lui».

Per questo l’Apostolo sottolinea ai cristiani che, in quanto templi del Dio vivente, non possono avere comunione con le tenebre, né intrattenersi con gli infedeli, né accordarsi con lo spirito degli idoli.

La profanazione dell’esistenza umana

È noto che ogni tempio consacrato a Dio può essere profanato. Questo accadde molte volte nella storia, quando templi della fede cristiana cadevano nelle mani degli infedeli e subivano profanazioni e trasformazioni mondane, con lo scopo di alterarne il carattere e cancellarne la storia. Analoga profanazione e alterazione può subire anche l’esistenza umana, in quanto tempio del Dio vivente, in molti modi, tra i quali concentreremo il nostro pensiero su due.

Il primo è il peccato. San Filoteo Kokkinos sottolinea che «il peccato è un fatto che sconvolge interiormente l’uomo. Lo divide, scuote le fondamenta della sua esistenza, lo turba. Devasta l’anima, separa da Dio, allontana i buoni pensieri, consegna l’uomo alla ferocia dei demoni». Tale è, infine, l’effetto del peccato nella degenerazione dell’uomo, che «diventa autopunizione, autocondanna e autodistruzione, auto-reclusione dell’uomo nella sua solitudine e nel suo vicolo cieco, nella sua malattia e nella sua debolezza, auto-consegna alla morte, che egli ha scelto al posto della vita».

La rovina per mezzo dell’incredulità

Il secondo è l’incredulità. L’uomo è stato creato per vivere in comunione con Dio. L’incredulità è una condizione contro natura nel rapporto tra Dio e l’uomo, scelta certamente della libera volontà dell’uomo, che però lo limita negli angusti e illusori confini della realtà terrena, la quale alla fine funziona come prigione, come martirio continuo. L’incredulità, tuttavia, non riguarda solo coloro che hanno scelto di vivere lontano dalla Chiesa, ma anche quei cristiani che vivono la fede in modo egoistico e ipocrita. Come sottolinea un vescovo contemporaneo: «La richiesta “accresci in noi la fede” e l’esortazione apostolica “chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere” dichiarano proprio questo: la grande possibilità che il credente diventi incredulo! E ciò, perché in ogni credente si nasconde un grande pericolo: quello della superbia e dell’autosufficienza personale. Ogni credente che considera la fede come un privilegio personale e non come rivelazione divina rischia in ogni momento di diventare fariseo, di trasformarsi in un fanatico che disprezza chi non ha le stesse opinioni, che lo respinge o addirittura odia chi non crede».

La prospettiva dell’incorruttibilità

Sia il peccato che l’incredulità sono opere del diavolo, il quale fa di tutto per distruggere in noi la presenza di Dio. Come diceva Dostoevskij, «l’uomo è un campo di battaglia sconvolgente. Su di lui si scontrano Dio e il diavolo. Entrambi lo rivendicano: Dio, per trasformarlo in suo tempio – e Satana, per farne un tempio degli idoli; Dio, per innalzarlo a dimora della Trinità sovraessenziale; Satana, per trasformarlo in dimora di Bacco e di Afrodite; Dio, per rivestirlo con l’abito dell’incorruttibilità; Satana, per oscurare la bellezza della sua anima».

Spetta a noi lottare contro le opere del diavolo, seguendo l’esortazione dell’apostolo Paolo: «Purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, portando a compimento la santificazione nel timore di Dio» (2 Cor. 7,1). Amen!

Archimandrita. Epifanios Oikonomou 

Opuscolo Voce del Signore Diaconia Apostolica Atene 

Anno 73º – 5 ottobre 2025 – N. di foglio 40 (3775)


L’APOSTOLO DELLA DOMENICA (2 Cor. 6,16 – 7,1)

La purezza della carne e dello spirito

Fratelli, voi siete tempio del Dio vivente, come ha detto lo stesso Dio:
«Abiterò in mezzo a loro e camminerò con loro; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
Perciò, uscite di mezzo a loro e separatevi, dice il Signore, e non toccate nulla di impuro, e io vi accoglierò;
e sarò per voi Padre, e voi sarete per me figli e figlie, dice il Signore Onnipotente».

Poiché dunque abbiamo queste promesse di Dio, carissimi, purifichiamo noi stessi da ogni contaminazione del corpo e dello spirito e viviamo nella purezza, con timore di Dio.



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