Gesù Cristo come Salvatore degli uomini,Archimandrita Nektarios Karsiotis

Gesù Cristo come Salvatore degli uomini

Meditando con attenzione e preghiera il brano evangelico proclamato nella Divina Liturgia, avvertiamo la forza che promana dalla persona di Cristo, lo splendore della Sua divinità e del Suo amore verso tutti: un amore che ha il potere di trasformare le coscienze degli uomini, di rigenerare e riplasmare l’esistenza umana, conducendola alla salvezza.

Il Signore passa attraverso Gerico. Una folla di persone Lo seguiva; tra queste vi era anche Zaccheo, il capo dei pubblicani, uomo ricco e potente, che però aveva accumulato la sua ricchezza con ingiustizie e sfruttamento dei suoi simili. Zaccheo desiderava vedere Cristo, ma a causa della sua bassa statura incontrava difficoltà. Che cosa fece allora? Non esitò a salire su un sicomoro, senza tener conto del suo incarico e della sua posizione sociale, pur di poterLo vedere.

La visione del volto di Cristo

Quale fu il movente di quel desiderio ardente e irresistibile che spinse Zaccheo a incontrare Cristo e a conoscerLo? Evidentemente non sbagliamo nel dire che il vuoto esistenziale che l’uomo avverte a causa della mancanza di senso nella propria vita, il severo rimprovero della coscienza gravata dal peso delle ingiustizie e dei peccati, la solitudine che nasce dall’assenza di una vera amicizia e di un autentico amore, la consapevolezza del cammino sbagliato che sta percorrendo e che lo conduce alla perdizione, la delusione, infine, verso se stesso, lo spingono a rivolgersi a Colui che può salvarlo, colmarlo di una speranza che non delude, di forza e di fede, affinché possa rivedere e rinnovare tutta la sua vita.

Il volto di Cristo irradia una “luce gioiosa”, mitezza, verità, amore, comprensione, libertà, gioia, vita, pace e speranza; per questo attrae ogni uomo di buona volontà a conoscerLo, ad amarLo, a credere che Egli è il Figlio del Dio vivente, “Dio vero da Dio vero”, come professiamo nel Simbolo della Fede.

Pentimento e virtù

L’amore e la fede di Zaccheo verso il Signore Gesù trasformarono la sua esistenza. Smette di commettere ingiustizie, dona la metà dei suoi beni ai poveri e restituisce quattro volte tanto a coloro che aveva frodato. Qui si manifesta il duplice aspetto del pentimento, quello negativo e quello positivo. L’uomo si pente dei suoi peccati e dei suoi errori e, in seguito, cerca di riparare, correggere e sanare ogni forma di ingiustizia, ogni ferita che ha causato ai suoi simili. Questo significa, precisamente, vivere nella virtù.

«La virtù», dice san Giovanni Crisostomo, «non è il denaro, così da temere la povertà; né la salute del corpo, così da temere la malattia; né la stima dei molti, per evitare la cattiva reputazione; né semplicemente il vivere, così da temere la morte. Virtù è la fede autentica custodita con precisione e il giusto modo di vivere». Di conseguenza, Zaccheo, con la forza della vera fede, sperimentò anche il retto modo di vivere e visse secondo la virtù evangelica.

Cristo alla ricerca e salvezza di ciò che era perduto

Il Signore, rivolgendosi a Zaccheo, lo assicura che è stato salvato, poiché anche lui è figlio di Abramo, cioè creatura di Dio, il quale desidera, attraverso il pentimento, che «tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4). Subito dopo proclama la grande verità: il Figlio dell’Uomo è venuto a cercare e a salvare coloro che sono lontani da Dio.

Questo è il compito di Dio e della Sua Chiesa, come lo descrive sinteticamente il profeta Ezechiele: «Io stesso cercherò la pecora perduta dice il Signore , ricondurrò quella smarrita, fascerò quella ferita e rafforzerò quella debole» (Ez 34,16).

Possano queste verità accrescere la nostra fede e la nostra gratitudine verso Dio!

Archimandrita Nektarios Karsiotis 

Opuscolo " Voce del Signore "Diaconia Apostolica, Atene, Anno 74°, 25 gennaio 2026
N. 4 (3791)



Post popolari in questo blog

Una volta mi si avvicinò una Badessa...Padre Efrem di Katounakia

Ciò che è iniziato in Russia, finirà in America! Padre Seraphim Rose

Dio prima crea l’anima e poi avviene il concepimento, Padre Efrem Skita di Sant’Andrea

Come affrontiamo la morte di una persona cara... D. Panagopoulos

Ingresso nel periodo del Triodion, Archimandrita Nektarios Karsiotis

San Teofane il Recluso: il mondo emotivo e il cuore

Quanto tempo pensi che ti resti, Padre Efrem Skita di Sant’Andrea

Non c’è nulla di più rivoluzionario della bontà che nasce dalla coscienza,Archimandrita Varlaam Meteoritu

La fragranza spirituale, San Efrem di Katounakia