LA CHIESA DELL’UNITÀ E DELLA PACE, Archimandrita Epifanios Oikonomou

LA CHIESA DELL’UNITÀ E DELLA PACE

Nella lettura apostolica di oggi, san Paolo si rivolge ai cristiani di Efeso che provenivano dal mondo pagano, ricordando loro il passato lontano da Dio, quando la fede negli idoli li teneva esclusi dalla Chiesa e dalla prospettiva della salvezza. L’Apostolo insegna che Cristo, con il suo sacrificio sulla Croce, ha abbattuto i muri dell’inimicizia e dell’opposizione che dominavano tra il mondo giudaico e quello dei pagani, creando una nuova umanità e portando la pace.
Questa nuova umanità è la Sua Chiesa: la Chiesa dell’unità e della pace.

Questi due vertici della vita spirituale costituiscono le condizioni necessarie per il sicuro cammino della Chiesa nel tempo. Per questo furono custoditi, con particolare cura e con fatiche instancabili, dai Padri della Chiesa e dai Santi della nostra fede.
Ma come si garantiscono la conquista e il mantenimento di questi doni? Con semplici formule di preghiera quotidiana o con azioni concrete? Solo con la Grazia di Dio o anche con la collaborazione continua e in amore di tutti i membri del corpo ecclesiale?

La duplice natura dell’unità della Chiesa

L’unità della Chiesa ha un carattere duplice. Anzitutto riguarda l’unità della fede, la quale si realizza mediante l’accettazione senza condizioni dell’insegnamento dogmatico, formulato nelle decisioni dei sette Santi Concili Ecumenici, e dei Concili locali riconosciuti. Questa fede è in ogni modo inviolabile. Qualsiasi tentativo di alterazione o di contestazione del dogma, nella storia, è stato qualificato come eresia  e le eresie hanno ferito l’unità del Corpo di Cristo e sono state irrevocabilmente condannate dalla Chiesa.

La seconda dimensione dell’unità ecclesiale riguarda l' amministrazione. La Chiesa non è un organismo spirituale acefalo. Pur essendo Cristo il suo Capo, Egli stesso ha posto come successori e amministratori delle questioni ecclesiastiche quotidiane i Vescovi e i Presbiteri, i quali hanno un ruolo di responsabilità e di diaconia all’interno della Chiesa.

Il sistema di amministrazione della Chiesa Ortodossa è sinodale, per le questioni generali delle Chiese autocefale, e episcopocentrico, per le questioni delle Chiese locali, delle Metropolie e delle Diocesi. L’unità viene preservata attraverso l’obbedienza e il cammino armonico di clero e popolo sotto l’omoforio del proprio Vescovo, quando egli vive secondo Cristo e applica fedelmente l’insegnamento dogmatico e teologico della Chiesa.
Al contrario, il rifiuto dell’obbedienza al Vescovo e le fazioni locali conducono agli scismi, che, comparendo nella storia, feriscono in modo irreparabile l’unità della Chiesa.

La custodia dell’unità in Cristo

L’unità della Chiesa assicura il secondo grande dono spirituale: la pace, che Cristo ha portato nel mondo. Ma, sebbene Cristo sia la personificazione della pace, Egli stesso ha proclamato:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada» (Mt 10,34).
Parola tremenda. Come si può conciliare con il Cristo della pace?

San Nicola Velimirović spiega:
«Non sono venuto per riconciliare la verità con la menzogna, la sapienza con la stoltezza, il bene con il male, la giustizia con la violenza, la bestialità con la disumanità, la purezza con la dissolutezza, Dio con Mammona; ma ho portato la spada per separare l’uno dall’altro, affinché non si mescolino. La spada della verità è la spada della Parola di Dio  poiché la verità è la Parola di Dio e la Parola di Dio è verità».

La pace nella Chiesa non significa compromesso con lo spirito del mondo, né cedimento davanti a calcoli umani, né degrado della morale, né alterazione della verità. E soprattutto non significa revisione della fede per un’unità apparente e passeggera.
La pace e l’unità dobbiamo conservarle vive e vigorose, clero e popolo insieme, perché solo così la Chiesa opera come Corpo di Cristo e arca di salvezza.

Archimandrita Epifanios Oikonomou 

Opuscolo Voce del Signore, Diaconia Apostolica,  Atene 
Anno 73º – 23 novembre 2025 – N. 47 (3782)



L’Apostolo della Domenica (Ef 2,14-22)
Gesù Cristo, la pietra angolare

Fratelli, Cristo è la nostra pace, poiché ha unito i due popoli in uno solo, e ha distrutto il muro che li separava, cioè l’inimicizia che esisteva tra loro, avendo abolito nella sua carne la Legge dei comandamenti espressi in prescrizioni, allo scopo di formare in sé stesso un uomo nuovo, creando la pace dai due  Giudei e pagani  e di riconciliarli con Dio in un solo corpo, mediante il sangue di Cristo versato sulla croce, con il quale ha ucciso la loro inimicizia.

E quando venne, annunciò il Vangelo della pace a voi, pagani, che eravate lontani, e ai Giudei, che erano vicini, poiché per mezzo di Cristo abbiamo entrambi accesso al Padre in un solo Spirito.

Di conseguenza, voi  che un tempo eravate pagani  non siete più stranieri né ospiti di passaggio, ma concittadini dei santi, cioè dei cristiani, e familiari di Dio; siete dunque inseriti nell’edificio che ha come fondamento gli Apostoli e i Profeti, e come pietra angolare lo stesso Gesù Cristo, nel quale tutta la costruzione della Chiesa si coordina e cresce per diventare tempio santo nel Signore.

Grazie alla vostra unione con Cristo, anche voi venite edificati insieme con gli altri, per diventare dimora di Dio nello Spirito Santo.



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