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Impara a diventare invisibile… affinché Dio ti veda e ti benedica.

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Impara a diventare invisibile… affinché Dio ti veda e ti benedica. Te lo ripeto ancora una volta. Impara a tacere. Non permettere agli altri di vedere ciò che tieni nelle mani. Tu lavori per l’Invisibile. Che anche la tua opera resti invisibile. Quando qualcuno sparge briciole attorno a sé, si radunano gli uccelli che manda il diavolo, dicono i santi. Fa’ attenzione all’autocompiacimento. Per questo i santi danno questo consiglio: Agisci con discernimento. Ti trovi da qualche parte e ti offrono qualcosa. Scegli il pezzo più piccolo. Ma se qualcuno vede ciò che stai per fare, allora preferisci seguire la via di mezzo, quella che suscita la minore impressione negli altri. Cerca, cioè, in ogni modo di restare nascosto. Di passare il più possibile inosservato. Tieni questo come una regola costante. Non parlare di te stesso: di come hai dormito, di cosa hai sognato, di ciò che ti è accaduto. Non esprimere la tua opinione in ogni occasione, senza che ti venga chiesta. Non parlare dei tuoi bi...

L’amore per Cristo è qualcosa di diverso. San Porfirio

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L’amore per Cristo è qualcosa di diverso. L’amore per Cristo è qualcosa di diverso: non ha fine, non conosce sazietà. Quando non vivi con Cristo, vivi nella malinconia, nella tristezza, nell’ansia, nell’angoscia; non vivi in modo giusto. Allora compaiono molte disarmonie anche nell’organismo. Ne risente il corpo: le ghiandole endocrine, il fegato, la bile, il pancreas, lo stomaco. Ti dicono: «Per essere sano, al mattino prendi il tuo latte, il tuo ovetto, un po’ di burro con due o tre fette biscottate». Eppure, se vivi rettamente, se ami Cristo, con un’arancia e una mela stai bene. La grande medicina è dedicarsi all’adorazione di Cristo. Tutto viene guarito. Tutto funziona normalmente. L’amore di Dio tutto trasforma, tutto rinnova, tutto santifica, tutto corregge, tutto cambia, tutto trasfigura. L’amore per Cristo è qualcosa di diverso: non ha fine, non conosce sazietà. Dona vita, dona forza, dona salute; dona, dona, dona… E quanto più dona, tanto più l’uomo desidera amare. L’amor...

Quanto tempo pensi che ti resti, Padre Efrem Skita di Sant’Andrea

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Quanto tempo pensi che ti resti, prima di chiudere anche tu gli occhi per sempre? Davvero, ci hai mai pensato? Sei pronto per questo tuo viaggio? Un’ora? Un giorno? Una settimana? Un mese? Cinque anni? Forse cinquanta? Come per tutti, così arriva anche per te quel momento.  Sei pronto?  Sei pronto a lasciare questo mondo? Sei pronto per questo tuo viaggio? Per una semplice gita una persona si preoccupa di portare con sé un mucchio di bagagli. E per quel momento, per il viaggio più importante della tua vita, sei pronto? «Io non penso a queste cose», forse ti affretterai a rispondermi… Sbagliato!.. Sbagliato non pensarci… Perché la morte, sai, è la cosa più certa della vita. (Padre Efrem, Skita di Sant’Andrea, Monte Athos † 30 marzo 2023)

Ingresso nel periodo del Triodion, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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Ingresso nel periodo del Triodion ( Grande Quaresima) Con la grazia di Dio siamo entrati nelle sacre porte del Triodion. Si tratta di un periodo ecclesiastico ( 10 settimane , 3+7 ) durante il quale ci impegniamo a rafforzare la nostra fede, il nostro amore e la nostra speranza; ad essere nuovamente catechizzati alla pietà, a pregare e a meditare più intensamente la Parola di Dio, a perdonare di cuore i nostri fratelli; e così, adeguatamente preparati, a celebrare la Santa Pasqua. La denominazione “Triodion” deriva dall’omonimo libro innografico, che da oggi fino al Sabato Santo viene utilizzato nelle celebrazioni liturgiche. È chiamato Triodion perché molti dei canoni in esso contenuti hanno, nel Mattutino, solo tre odi, a differenza di altri libri innografici, come la Paraclìtica i Menaion (12 volumi 1 per ogni mese), che hanno le consuete nove odi. La tendenza dell’uomo all’autogiustificazione Entriamo nel Triodion con la lettura della parabola del Pubblicano e del Fariseo. Il S...

San Teofane il Recluso: il mondo emotivo e il cuore

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San Teofane il Recluso: i l mondo emotivo e il cuore L’influenza delle passioni sul cuore Chi non comprende la grande importanza che il cuore ha nella nostra vita? Tutto ciò che penetra nell’anima dal mondo esterno e viene elaborato dalla ragione e dal desiderio confluisce nello spazio del cuore. Per questo il cuore è chiamato “centro della vita”. Il cuore percepisce tutto ciò che riguarda la nostra esistenza. In modo costante e ininterrotto avverte lo stato dell’anima e del corpo e, allo stesso tempo, riceve molteplici impressioni dalle singole attività dell’anima e del corpo, dagli oggetti dell’ambiente, dalle condizioni esterne e, in generale, dal corso della vita, spingendo l’uomo a fare ciò che gli procura piacere e a evitare ciò che gli provoca dispiacere. La salute e la malattia del corpo, il suo vigore o la sua flaccidità, la forza e l’esaurimento, l’attività e l’inerzia, insieme a tutto ciò che uno ha percepito attraverso i cinque sensi corporei (vista, udito, gusto, tatto, ol...

Non c’è nulla di più rivoluzionario della bontà che nasce dalla coscienza,Archimandrita Varlaam Meteoritu

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Non c’è nulla di più rivoluzionario della bontà che nasce dalla coscienza. Il mondo non cambia con le grida e con le leggi: cambia nel momento in cui qualcuno, in silenzio, si chiede dentro di sé: «Se fossi io al suo posto, che cosa vorrei che facessero per me?» E allora la risposta diventa il faro che illumina ogni nostra decisione, cambiando il mondo, un gesto alla volta… Archimandrita Varlaam Meteoritu †  

Questo protegge la nostra anima dall’ingresso del demonio malvagio,Geron Ilarione

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  Questo protegge la nostra anima dall’ingresso del demonio malvagio. Spero che progrediate nelle virtù. E questo avverrà se vivrete con attenzione e non trascurerete la Preghiera di Gesù, perché essa è il fondamento e l’inizio di tutte le virtù. Nulla può proteggere l’anima dall’ingresso del demonio malvagio quanto la preghiera noetica di Gesù e la supplica fervente. Se inizi a prenderti cura con diligenza dell’acquisizione dell’umiltà, fa’ attenzione, perché il demonio invidioso non lo sopporterà: o susciterà contro di te tentazioni per mettere alla prova la tua umiltà e la tua fermezza, oppure solleverà contro di te gli ipocriti e i negligenti… Devi confessare con tutto il cuore che meriti di soffrire molto di più. Abbi cura di mantenere una buona disposizione d’animo e un amore ardente verso i fratelli. Il tuo cuore, i tuoi occhi e il tuo volto devono essere gioiosi e colmi di rispetto. Lavora pregando, con amore, con zelo e con grande attenzione. Lavora non come se fossi davan...

La negligenza è come la siccità, Gerontas Giuseppe l’Esicasta

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📖🌿 La negligenza è come la siccità , che non lascia germogliare nulla. La vanagloria nuoce a chi porta frutto, a chi è già avanzato, mentre la negligenza danneggia tutti . Ostacola coloro che vogliono iniziare e arresta quelli che hanno già fatto progressi. Non permette l’apprendimento a chi è nell’ignoranza e impedisce il ritorno a chi si è smarrito. Non lascia rialzarsi coloro che sono caduti e, in generale, è una rovina per tutti quelli che ne rimangono prigionieri. (Gerontas Giuseppe l’Esicasta) 📜🌾

Come affrontiamo la morte di una persona cara... D. Panagopoulos

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«Su mille persone che piangono per la morte di una persona cara, neppure una piange per i peccati del defunto; piangono perché ne saranno privati. Non abbiamo lacrime di quel tipo che giovino all’anima del morto. Non affrontiamo correttamente questi temi e, invece di aiutare, facciamo del male. È inevitabile che tu soffra, che ti commuova, che provi dolore, che ti rattristi; ma non fino a piangere in modo inconsolabile e disperato. E quando glielo fai notare, ti rispondono: “Anche Dio pianse quando vide Lazzaro morto”. Ecco quanto siamo poco catechizzati! Perché Cristo non pianse come gli uomini piangono, ma versò lacrime  e non perché vide Lazzaro morto, poiché sapeva che di lì a poco lo avrebbe risuscitato, ma pianse per la miseria in cui è caduto l’uomo, come se dicesse: “Uomo, guarda a che punto sei arrivato, a causa del peccato, da conoscere la morte…”» Dimitrios Panagopoulos, il Predicatore †

Gesù Cristo come Salvatore degli uomini,Archimandrita Nektarios Karsiotis

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Gesù Cristo come Salvatore degli uomini Meditando con attenzione e preghiera il brano evangelico proclamato nella Divina Liturgia, avvertiamo la forza che promana dalla persona di Cristo, lo splendore della Sua divinità e del Suo amore verso tutti: un amore che ha il potere di trasformare le coscienze degli uomini, di rigenerare e riplasmare l’esistenza umana, conducendola alla salvezza. Il Signore passa attraverso Gerico. Una folla di persone Lo seguiva; tra queste vi era anche Zaccheo, il capo dei pubblicani, uomo ricco e potente, che però aveva accumulato la sua ricchezza con ingiustizie e sfruttamento dei suoi simili. Zaccheo desiderava vedere Cristo, ma a causa della sua bassa statura incontrava difficoltà. Che cosa fece allora? Non esitò a salire su un sicomoro, senza tener conto del suo incarico e della sua posizione sociale, pur di poterLo vedere. La visione del volto di Cristo Quale fu il movente di quel desiderio ardente e irresistibile che spinse Zaccheo a incontrare Cri...

Dio prima crea l’anima e poi avviene il concepimento, Padre Efrem Skita di Sant’Andrea

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Dio trasferisce nel seme dell’uomo la «nuova anima» (spirito) e successivamente il seme attrae l’ovulo per fecondarlo; così viene creato un nuovo essere umano. Cioè, prima Dio crea l’anima e poi avviene il concepimento. Non avviene il concepimento se Dio non crea l’anima. Abbiamo dunque: spirito + materia = uomo (corpo e spirito), dove lo spirito è il seme e il corpo è l’ovulo. Vediamo quindi che l’uomo contribuisce con l’anima al nuovo essere umano; cioè l’uomo genera, mentre la donna partorisce. Ora, se gli uomini vogliono creare un essere umano con il metodo della clonazione, avremo materia + materia = ? In ogni caso, con questo metodo non potrà nascere un essere umano. Dio vuole che il bambino che nascerà sia figlio della benedizione e non figlio della fornicazione e del peccato. Vuole che la coppia abbia un figlio nel matrimonio e non fuori dal matrimonio. Il matrimonio santifica psicofisicamente le cellule dell’uomo e, di conseguenza, sia il seme dell’uomo sia l’ovulo dell...

Siamo degni di fare la Comunione frequentemente? Metropolita Paolo di Siatista

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Non facciamo la Comunione perché siamo degni. Non facciamo la Comunione perché siamo buoni. Facciamo la Comunione perché siamo indegni. Che cos’è la Divina Liturgia? È la tavola che il nostro Padre prepara per noi. Ci raduniamo attorno a una “tavola”, la Santa Mensa, e lì viene il nostro Padre e ci offre il cibo. Anzi, due tipi di cibo. Il primo è la Sua Parola, il Santo Vangelo. Il secondo è il Suo Corpo e il Suo Sangue. Cristo ci ha detto alcune cose con grande chiarezza. La prima: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». Colui che fa la Comunione con il  mio Corpo e con il  mio Sangue è unito a me, e io sono unito a lui. La seconda cosa che ci ha detto: «Chi fa la Comunione  con il  Corpo e il Sangue di Cristo Lo porta nel suo cuore, dove Egli abita e dimora». La terza: «Se non mangerete il Corpo e non berrete il Sangue del Figlio dell’Uomo, non avrete la vita». Non significa vivere solo qualche anno in più, ma non vincerete...

L’uomo che prega per tutto il mondo

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L’uomo che prega per tutto il mondo L’uomo che prega per tutto il mondo compie la più grande elemosina, sia verso se stesso, sia verso l’intera umanità. Perché il diavolo, ogni giorno, si presenta davanti a Cristo e domanda: — «Dammi tutti gli uomini che non si sono pentiti! Questo è mio! Ha fatto questo e quello: è mio! Consegnamelo! Perché non me lo dai?» Allora Cristo si volge verso di lui e gli risponde, indicando: — «Non te lo do, perché in questo momento qualcuno prega per lui! Per amore di colui che intercede, non te lo consegno!» 📜 Demetrio Panagopoulos, il predicatore  †

Ciò che è iniziato in Russia, finirà in America! Padre Seraphim Rose

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Padre Seraphim Rose: Ciò che è iniziato in Russia, finirà in America! Padre Seraphim teneva sempre a mente la profezia del lungimirante padre Ignazio di Harbin, in Manciuria, che nel 1930 disse: - "Ciò che è iniziato in Russia, finirà in America." Padre Seraphim diceva: "Siamo i prodotti... di una società in cui tutto è plastica, sintetico e imitazione  inclusi un Cristianesimo sintetico e un'Ortodossia sintetica! Cerchiamo di essere abbastanza umili da riconoscerlo." Qui in Occidente viviamo in un paradiso per sciocchi che può andare perduto, e probabilmente accadrà presto. Iniziate a prepararvi  non accumulando cibo o altre cose materiali, come alcuni già fanno in America, ma con la preparazione interiore propria dei cristiani ortodossi. Vi siete mai chiesti, per esempio, come sopravvivereste se foste rinchiusi in una prigione o in un campo di concentramento, specialmente nelle celle di punizione e di isolamento? Come resistereste? Impazzireste in brevissimo t...

Senza la Santa Comunione, senza Cristo, come potrai affrontare la vita quotidiana? San Porfirio di Kausokalivia

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  Senza la Santa Comunione, senza Cristo, come potrai affrontare la vita quotidiana? Mi sono trovato recentemente in una chiesa centrale di Atene e ho provato un dolore profondo. Nel momento in cui gli Arcivescovi e i sacerdoti davano la Comunione, attorno a me si erano formati dei “capannelli” di persone che chiacchieravano  e non erano persone prive di cultura. A dieci passi dal Santo Calice, le “mucche pazze” con il “cielo dei Balcani” coprivano la presenza del Signore. Questa scena triste mi ha riportato alla mente una conversazione con padre Porfirio, avvenuta molti anni fa. Anche lui era rattristato, perché i fedeli hanno giustamente  delle aspettative verso il sacerdote, che sia in preghiera nel Santo Altare. Ma spesso gli stessi fedeli, con il loro atteggiamento, non lo aiutano. «Io  diceva  li incenso e loro non si inchinano. Dico “stiamo bene in piedi” e loro si siedono. Li benedico e loro chiacchierano. E la cosa più tragica: dico “bevetene tut...

La fede e il ringraziamento a Dio, Archimandrita Nektarios Karsiotis

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LA FEDE E IL RINGRAZIAMENTO A DIO Il Signore è in cammino verso Gerusalemme; attraversa la Samaria e la Galilea e, in un villaggio, incontra dieci uomini lebbrosi. Questi gli chiedono di aver pietà di loro e di guarirli, gridando a gran voce: «Gesù, Maestro  ovvero Signore abbi pietà di noi». Certamente questi uomini avevano sentito dire che Cristo è il Profeta di Dio, Colui che riscatterà Israele, Colui che possiede poteri soprannaturali. Il Signore, senza dire esplicitamente che li sta guarendo, li manda a presentarsi ai sacerdoti affinché siano loro a certificare, secondo le disposizioni della Legge Mosaica, l'effettiva guarigione. E i lebbrosi ubbidirono; e mentre erano in cammino, si accorsero di essere stati guariti. La fede non è un bene scontato È quasi impossibile comprendere lo stupore, la gioia, l'emozione e gli altri sentimenti che travolsero il loro mondo interiore dopo la guarigione. Naturalmente, prima di ogni altra cosa, sarebbe stato del tutto logico e prevedib...

Una volta mi si avvicinò una Badessa...Padre Efrem di Katounakia

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Io vi ho detto che una volta mi si avvicinò lì una Bade ssa  e mi disse:  Voglio confessarmi. — Ma io non confesso i monaci, dovrei confessare le monache? — No, voglio dire il mio pensiero, dice. — E va bene, di’ il tuo pensiero. Dopo che anche lei ebbe raccontato le sue sofferenze perché sempre sofferenze ti dirà, non ti dirà gioie  dice: «Ho visto come in una visione che su una collinetta sedevano i Patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe. E dico:  Siete voi i Patriarchi?  — Sì, dicono, Abramo, Isacco e Giacobbe  — Posso venire anch’io lì?  — Vieni.  — Da dove devo venire?  — Da lì, per quella strada. — Non vedo nessuna strada.  — È lì, cercala e la troverai.  — Ma non vedo strada.  — Cerca, benedetta, cerca e la troverai.  — Ma questa strada è larga quindici centimetri, come farò a passare? È tutta rovi e spine. Strapperò i vestiti, mi sanguineranno i piedi.  — Anche noi siamo passati di lì e siamo arrivati quassù...

La Madre di Dio apparsa a molti...Padre Efrem della Skita di Sant’Andrea

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«La Madre di Dio è apparsa a molti (soprattutto laici) e ha detto loro: 📖🌾 Tre cose voglio da voi: a) non fornicare b) non mangiare carne c) dire continuamente la preghiera noetica. È da notare che queste tre cose conducono alla santità più elevata. Ora, per quale motivo la Madre di Dio sia apparsa proprio a queste persone e abbia chiesto loro queste cose, lo sa Lei stessa. Tuttavia, molti che sono a conoscenza di questa rivelazione della Madre di Dio, chiedono il permesso al proprio padre spirituale di applicare anche loro questi tre precetti e sono giunti a livelli spirituali molto alti. La Madre di Dio non è contro il consumo di carne, poiché non è un peccato, ma si rivolge a persone che si trovano in una condizione spirituale superiore. Mangiare carne può portare alla salvezza, ma non conduce alla santificazione. Nessuno dei santi mangiava carne. Coloro che hanno applicato i tre consigli sopra indicati sono stati in grado, almeno una volta, di vedere la Madre di Dio in questo...

La rana, allegoria morale, San Paisios

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«Vedi, se vuoi scottare una rana, devi versarle l’acqua bollente a poco a poco. Se gliela rovesci tutta insieme, balza via e si salva. Invece, se le versi un po’ d’acqua bollente, all’inizio la scuoterà un po’ dalla schiena e poi la accetterà. Se gliene versi ancora un po’, di nuovo la scuoterà leggermente e pian piano si scotterà senza accorgersene. “Ma insomma, ranocchio, visto che ti hanno già versato un po’ d’acqua bollente, alzati e scappa!” Non scappa… Si gonfia si gonfia e poi si scotta. Così fa anche il diavolo: ci scotta un po’ alla volta e, alla fine, senza rendercene conto, ci troviamo completamente bruciati!...» San Paisios l’Athonita.

Che cosa è il Natale, padre K. Stratigopoulos

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Durante una confessione mi è stata posta una domanda: «Che cosa è il Natale? Che cosa provi a Natale?» Trovo il coraggio di rispondere non in modo teologico, ma con il cuore … Fratello mio, per capire che cos’è il Natale e che cosa si prova a Natale, bisogna mettersi, anche solo idealmente, nelle seguenti situazioni per poter comprendere… Natale è il sentimento che prova una donna quando partorisce il suo bambino, proprio in quell’istante in cui vede il sorriso del medico e guarda per la prima volta suo figlio. Natale , fratello mio, è il sentimento di un senzatetto quando, in una città dove tutto chiude e la gente scompare, qualcuno si avvicina a lui e gli offre la propria compagnia. Natale , fratello mio, è quando sei solo in macchina fuori da un ospedale, con una persona cara ricoverata, e preghi a gran voce per un miracolo; e in quell’istante qualcuno bussa al finestrino e ti dice: «È avvenuto un miracolo, andrà tutto bene» . Natale , fratello mio, è il sentimento che provi...