Siamo degni di fare la Comunione frequentemente? Metropolita Paolo di Siatista


Non facciamo la Comunione perché siamo degni.

Non facciamo la Comunione perché siamo buoni.

Facciamo la Comunione perché siamo indegni.

Che cos’è la Divina Liturgia?
È la tavola che il nostro Padre prepara per noi. Ci raduniamo attorno a una “tavola”, la Santa Mensa, e lì viene il nostro Padre e ci offre il cibo. Anzi, due tipi di cibo.

Il primo è la Sua Parola, il Santo Vangelo.
Il secondo è il Suo Corpo e il Suo Sangue.

Cristo ci ha detto alcune cose con grande chiarezza. La prima: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui».
Colui che fa la Comunione con il  mio Corpo e con il  mio Sangue è unito a me, e io sono unito a lui.

La seconda cosa che ci ha detto: «Chi fa la Comunione  con il  Corpo e il Sangue di Cristo Lo porta nel suo cuore, dove Egli abita e dimora».

La terza: «Se non mangerete il Corpo e non berrete il Sangue del Figlio dell’Uomo, non avrete la vita». Non significa vivere solo qualche anno in più, ma non vincerete la morte.

La Santa Comunione è nutrimento per i fedeli.
È farmaco di immortalità e antidoto contro la morte.

Qualcuno potrebbe chiedermi: siamo degni di fare la Comunione frequentemente?
No! Ed è proprio per questo che facciamo la Comunione: perché siamo indegni.

Non facciamo la Comunione perché  siamo degni.
Non facciamo la Comunione perché siamo buoni.
La facciamo perché siamo indegni, perché siamo malati, perché desideriamo diventare di Cristo.

E come diventiamo di Cristo? Con le parole?
Ce lo ha detto Cristo stesso: «Chi fa la Comunione del mio Corpo e del mio Sangue è unito a me e io a lui. Abito nel suo cuore».

Questo è l’unico modo.

Metropolita Paolo di Siatista
(† 13 gennaio 2019)


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