Questo protegge la nostra anima dall’ingresso del demonio malvagio,Geron Ilarione

 Questo protegge la nostra anima dall’ingresso del demonio malvagio.

Spero che progrediate nelle virtù. E questo avverrà se vivrete con attenzione e non trascurerete la Preghiera di Gesù, perché essa è il fondamento e l’inizio di tutte le virtù.

Nulla può proteggere l’anima dall’ingresso del demonio malvagio quanto la preghiera noetica di Gesù e la supplica fervente.

Se inizi a prenderti cura con diligenza dell’acquisizione dell’umiltà, fa’ attenzione, perché il demonio invidioso non lo sopporterà: o susciterà contro di te tentazioni per mettere alla prova la tua umiltà e la tua fermezza, oppure solleverà contro di te gli ipocriti e i negligenti…

Devi confessare con tutto il cuore che meriti di soffrire molto di più. Abbi cura di mantenere una buona disposizione d’animo e un amore ardente verso i fratelli. Il tuo cuore, i tuoi occhi e il tuo volto devono essere gioiosi e colmi di rispetto.

Lavora pregando, con amore, con zelo e con grande attenzione. Lavora non come se fossi davanti agli uomini, ma davanti a Dio stesso. Tieni a mente che è «maledetto chi compie l’opera del Signore con negligenza» (Ger 48,10). Guardati, per quanto puoi, dalla negligenza e dal desiderio di piacere agli uomini.

Caro, esamina attentamente te stesso e la tua coscienza: se hai peccato in qualche modo, se hai commesso un peccato grave o uno più piccolo, se sei colpevole con le opere, con le parole o con il pensiero.

Confessa (lo stesso giorno) tutto ciò che hai fatto, pensato o detto, e in generale tutto ciò per cui la coscienza ti rimprovera: se hai permesso che entrassero in te pensieri di superbia o di vanagloria, se hai offeso qualcuno, se ti sei opposto a tuo fratello o se lo hai giudicato.

«Gloria a Dio per ogni cosa».

Le tribolazioni sono sempre seguite dalle gioie. La colpa attira la punizione. Non disperare dopo una caduta, ma lotta. Non rattristarti (in modo eccessivo), affinché il nemico  che ti ha già ferito abbastanza  non ti conduca alla disperazione, che è il peggiore di tutti i peccati, come dice san Giovanni Climaco.

Geron Ilarione, obbediente dell’Abba Nazario.


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