Uno dei miracoli di San Spiridione, Vescovo di Trimithunto

San Spiridione, Vescovo di Trimithunto
Uno dei miracoli del Santo in un’epoca di povertà, che potrebbe facilmente essere la nostra di oggi.

«Un giorno, un povero con una famiglia numerosa bussò alla porta della cattedrale del Santo Spiridione. Si avvicinò al santo e, tra le lacrime, gli chiese un prestito. Gli serviva per pagare un debito contratto con un ricco, il quale minacciava di vendergli la casa.
Ma dove avrebbe trovato il santo una somma così grande?
Colpito dal dolore provocato dalle amare lacrime del povero, che singhiozzava per la tristezza, il vescovo premuroso e afflitto cominciò a passeggiare nervosamente.
All’improvviso, davanti ai suoi occhi, vide un serpente strisciare tra il verde. Come un lampo, gli venne in mente il bastone di Aronne, che nel palazzo del Faraone cadde a terra e si trasformò in un serpente. «Possa, Signore», mormorò, «questo serpente diventare oro per questo povero capofamiglia. Sì, Signore.
Possa diventare oro per aiutare questa tua creatura infelice». Lo ripeté e alzò la mano.
Il serpente si fermò. Il santo si chinò e lo prese.
Nella sua mano, il ripugnante rettile si trasformò e ora brillava d’oro.
Il povero, pieno di gioia, prese l’oro, corse e lo consegnò in pegno al ricco creditore.
Quando, più tardi, con l’aiuto di Dio, saldò il suo debito, il creditore gli restituì il pegno dorato.
Il povero lo prese e, tra lacrime di gratitudine, lo riportò al santo. Questi, dopo averlo ricevuto nelle mani, alzò gli occhi al cielo, lodò Dio per la Sua infinita carità e poi lo lasciò cadere a terra.
E, oh miracolo!
L’oro si trasformò di nuovo in serpente e se ne andò davanti a loro...»

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