Cristo non si trasfigura, ma trasfigura

Cristo non si trasfigura, ma trasfigura: questa è l’interpretazione esperienziale del Santo Vangelo. Nella teologia mistica, «trasfigurarsi» significa ricevere un’aggiunta, qualcosa che prima non si possedeva.

Significa essere elevati, rinnovati, innalzati, trasformati. È dunque una bestemmia affermare che Cristo si sia trasfigurato, nel senso che avrebbe assunto qualcosa che prima non possedeva!

Cristo trasfigura Pietro, Giacomo e Giovanni durante la preghiera, per mostrarci che, tra tutte le virtù, la più grande è la preghiera. Tutte le virtù, infatti, ci aiutano ad avvicinarci a Dio e a conoscerlo, ma soltanto la virtù della preghiera ci unisce a Dio.

Per questo i Padri della Chiesa affermano che i grandi misteri si compiono durante la preghiera e che la contemplazione della Luce increata avviene nel momento di una preghiera pura e raccolta, e non in un altro momento. Cristo pregò Dio Padre affinché concedesse ai suoi tre discepoli una tale grazia dello Spirito Santo da permettere loro di contemplarlo nella forma della Luce increata!

Il risultato fu che, da quel momento, i tre discepoli di Cristo furono divinizzati e discesero dal Monte Tabor in completa umiltà e in uno stato di theosis, cioè di deificazione.

La Trasfigurazione avvenne in pieno giorno, a mezzogiorno. Il cielo era sereno e Cristo risplendette con una tale intensità che i discepoli non riuscivano più a vedere il sole. Tanto grande era la superiorità della luce emanata da Cristo!

La Trasfigurazione sul Monte Tabor avvenne quaranta giorni prima della Crocifissione di Cristo. Logicamente, la nostra Chiesa dovrebbe celebrare la Trasfigurazione del Salvatore il 13 febbraio (Cristo fu crocifisso il 23 marzo dell’anno 33 d.C.); tuttavia, poiché la Pasqua è una festa mobile, per ragioni pratiche la Chiesa la celebra quaranta giorni prima dell’Esaltazione della Santa Croce, cioè il 6 agosto.

I discepoli di Cristo ebbero una seconda esperienza della Luce increata durante la Pentecoste, sotto forma di lingue di fuoco.

Padre Efrem , Skita di Sant’Andrea †


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