Confessione di un demone! San Filoteo di Paro
Confessione di un demone!
San Filoteo di Paro
...Alcuni anni fa, mentre esorcizzavo una ragazza nella quale aveva preso dimora, usando gli scongiuri del Grande Basileio, quando pronunciavo il nome Beelzebul, essa gridava forte: Io, io sono Beelzebul, il principe dei demoni!
Quando terminavo gli scongiuri, si vantava dicendo: Io sono il principe di questo mondo, io ho potere su tutti, tutti sono miei, tutti mi sono sottomessi: re, patriarchi, metropoliti, preti, monaci, uomini, donne, piccoli e grandi.
Menti! le dissi, non dici la verità!
E lei mi rispose: Ma loro sono pochissimi! Io ho la maggioranza. Rimangono miei nemici solo alcuni sciocchi come te, pochi monaci, qualche prete e pochi laici. Ma dove credono di andare? Li perseguiterò, farò loro molti mali se non vorranno seguirmi. Li odio, non voglio vederli, come questa malvagia Partenia (si riferiva alla posseduta) che aveva amore per il Crocifisso (così chiamava Cristo) e non faceva altro che pregare continuamente, cantare salmi, meditare, correre alle prediche, e poiché mi tormentava, mi feriva, e poiché non avevo il permesso di ucciderla, chiesi al Crocifisso di concedermi di torturarla, e me lo permise. La torturerò per dodici anni e poi uscirò. Le farò subire grandi sofferenze.
Quando gli dissi: Perché non vai da coloro che bestemmiano, dagli invidiosi, dai fornicatori, dagli adulteri, dagli ubriaconi, invece di tormentare questa ragazza modesta, morale e saggia? Allora alzò la mano della posseduta e mi fece un gesto di scherno. Ecco, mi disse, stupido! Quelli sono miei amici, sono miei, fanno tutto ciò che dico loro, li tengo in pugno, mentre lei è mia nemica. Tu ami i tuoi amici o li odii?...
Lettera 453
Filoteo lo Scrivano, foglio 5, pagg. 35-36
Partenia: si riferisce alla monaca Partenia Krakeri, che era vessata e tormentata da un demone.