Consigli di Sant’Antonio il Grande sul carattere degli uomini e la vita virtuosa!
Consigli di Sant’Antonio il Grande sul carattere degli uomini e la vita virtuosa!
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Gli uomini sono detti razionali impropriamente. Non sono razionali coloro che hanno studiato le parole e i libri degli antichi sapienti, ma coloro che possiedono un’anima razionale e sanno distinguere ciò che è bene da ciò che è male; e così evitano ciò che è malvagio e nocivo per l’anima, mentre meditano il bene e ciò che è salutare per l’anima e lo mettono in pratica con grande gratitudine verso Dio. Solo costoro dovrebbero essere davvero chiamati uomini razionali.
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Il vero uomo razionale ha una sola preoccupazione: obbedire e piacere a Dio, Signore di tutte le cose.
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La temperanza, la tolleranza, la saggezza, la perseveranza, la pazienza e altre simili virtù elevate e nobili ci sono state donate da Dio e si oppongono e ci aiutano a combattere i vizi corrispondenti. Se coltiviamo queste virtù e le abbiamo sempre a disposizione, allora niente ci sembra più difficile, doloroso o insopportabile; perché pensiamo che tutto sia umano e superabile grazie alle virtù che possediamo.
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Nessuno deve dire che è impossibile per l’uomo condurre una vita virtuosa, ma solo che non è facile. Né la virtù può essere raggiunta da chiunque. Solo coloro che sono pii e hanno una mente che ama Dio possono realizzare una vita virtuosa. La mente della maggior parte degli uomini è mondana e mutevole; pensa talvolta cose buone, talvolta cattive, si trasforma e si fa più materiale. Ma la mente che ama Dio punisce il male che viene volontariamente negli uomini per negligenza.
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Colui che riesce ad addolcire i costumi degli uomini e a farli amare la parola e l’educazione, dev’essere chiamato umanizzatore. Allo stesso modo, coloro che convertono gli schiavi dei piaceri carnali a una vita virtuosa e gradita a Dio, devono anch’essi essere detti umanizzatori, perché riforgiano l’essere umano. Infatti, la mansuetudine e la temperanza sono felicità e portano speranza positiva nelle anime.
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Considera liberi non coloro che sono liberi per caso, ma quelli che vivono e si comportano da uomini liberi. Non dobbiamo infatti chiamare liberi i governanti malvagi e dissoluti, poiché sono schiavi delle passioni e della materia. La vera libertà e felicità dell’anima è la purezza autentica e il disprezzo per le cose passeggere.
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L’uomo virtuoso non deve mai vendere la sua opinione libera in cambio del denaro, anche se fosse molto. Le cose di questa vita somigliano a un sogno, e le illusioni causate dalla ricchezza sono incerte e di breve durata.
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Diventare buoni e saggi all’improvviso è impossibile. Tuttavia, ciò avviene con lo studio faticoso, la frequentazione di uomini virtuosi, l’esperienza, il tempo, l’esercizio e il desiderio di compiere opere buone. L’uomo buono che ama Dio e lo conosce veramente non smette mai di fare in abbondanza ciò che Gli è gradito. Ma tali uomini sono rari.
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Quando ti capita qualcuno che litiga e combatte contro la verità e l’evidenza, smetti di discutere e lascialo perdere, perché la sua mente si è indurita come pietra.
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Per chi vuole essere salvato non esiste altro ostacolo se non la negligenza e l’accidia dell’anima.
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La morte, quando è compresa dagli uomini, è immortalità. Ma gli ignoranti non la comprendono: per loro è morte. E sicuramente non dobbiamo temere la morte, ma la perdita dell’anima, che è ignoranza di Dio. Questa è la vera paura per l’anima.
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Coloro che conoscono Dio sono pieni di ogni pensiero buono e, desiderando le cose celesti, disprezzano quelle terrene. Queste persone non piacciono alla maggioranza, né esse stesse trovano piacere nella moltitudine. E per questo non solo sono odiati, ma anche derisi dalla maggior parte degli stolti.
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L’uomo razionale è combattuto attraverso i sensi dalle passioni dell’anima. Cedendo attraverso i sensi (vista, olfatto, udito, gusto, tatto) ai quattro vizi, l’anima misera è fatta prigioniera. E questi quattro vizi dell’anima sono: vanagloria, gioia (mal direzionata), ira, paura. Quando dunque l’uomo, con la saggezza e il ripensamento, come un buon stratega diventa padrone delle passioni e le vince, non è più combattuto da esse, ma ha pace nella sua anima e viene incoronato da Dio come vincitore.
Fonte: “Filocalia” dei Santi Esicasti, vol. A, p. 28 e segg., Ed. “Il Giardino della Madonna”