Alfabeto spirituale: la superbia, San Demetrio di Rostov

       

San Demetrio di Rostov

Alfabeto spirituale: la superbia 

Ricorda che solo a causa della superbia un angelo cadde dal cielo e da angelo divenne demonio.  

Non essere anche tu superbo e arrogante, per non diventare simile ai demoni. Sii umile e mite, e diventerai simile agli angeli. Allora sarai benedetto dal Signore: «Su chi poserò il mio sguardo, se non sull’umile, sul tranquillo e su chi trema alla mia parola?» (Isaia 66, 2).  

Non c’è nulla di più abominevole davanti a Dio, e anche agli uomini, della superbia e della presunzione. E non c’è nulla di più gradito e piacevole della mitezza e dell’umiltà.  

La superbia è figlia dell’irragionevolezza, dell’ignoranza e della cecità spirituale. Mentre dalla vera conoscenza nasce l’umiltà. Se conoscessi veramente te stesso, non saresti superbo. La mancanza di conoscenza di sé conduce alla superbia. Renditi almeno conto che «Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili» (Proverbi 3, 34). Dio accetta anche il più piccolo dono dall’umile, ma rifiuta anche il più grande dal superbo. Più gradito a Dio è l’umile peccatore che il superbo giusto. «Chi ha il cuore orgoglioso è abominio al Signore» (Proverbi 16, 5).  

Nel corso della storia umana, il Signore ha sempre respinto i superbi e accolto gli umili. «Ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote»  (Luca 1, 52-53). Ha respinto i sapienti filosofi e i farisei arroganti, scegliendo come suoi successori gli umili e illetterati pescatori. Ha rifiutato i ricchi e nobili principi, eleggendo come suoi genitori terreni il povero falegname Giuseppe e l’umile Maria. Nessuno dunque si vanti dei suoi illustri antenati: abbiamo tutti un unico progenitore, il trasgressore ed esiliato Adamo. L’eredità di tutti noi è polvere e fango. Dalla terra siamo stati plasmati e alla terra torneremo.  

Se hai una posizione di autorità, non essere orgoglioso e non opprimere i tuoi sottoposti. Colui che è superiore a tutti gli uomini e a tutta la creazione, il tuo Creatore e Signore di tutto, ti ha dato l’esempio dell’umiltà. Assunse la forma di servo «e umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte, e alla morte di croce» (Filippesi 2, 8). Tutte le cariche e tutti i beni terreni rimarranno qui, mentre tu andrai dove non avranno alcun valore, e ognuno sarà ricompensato dal Signore secondo le sue opere. Perciò «quanto più sei grande, tanto più umiliati, e troverai grazia davanti al Signore» (Siracide 3, 18).  

«I superbi mi hanno calpestato fino in fondo, ma io non ho deviato dalla tua legge» (Salmo 118, 51). Il superbo non segue mai la retta via del Signore, ma la strada demoniaca della trasgressione. Nulla allontana da Dio quanto la superbia e l’egoismo. Dietro ogni caduta si nasconde la superbia. E dietro i beni spirituali che raccogli con tanta fatica, essa si nasconde ancora, per disperderli. Fai elemosine e ti vanti del tuo cuore caritatevole. Contieni la tua ira e ti vanti della tua pazienza. Digiuni e vegli, e ti vanti del tuo zelo ascetico. Così, tutte le tue opere e fatiche diventano vane, come furono vane per il fariseo le sue buone opere, disperse dalla sua superbia.  

Le virtù che hai conquistato senza l’intelletto sono tue solo in apparenza, poiché l’intelletto stesso è dono di Dio. Le grandi opere che hai compiuto senza l’uso del corpo sono tue solo in parte, poiché il corpo è creatura di Dio. Le imprese che hai compiuto prima di nascere sono le uniche di cui puoi vantarti, poiché tutto ciò che hai dopo la nascita, e la nascita stessa, ti è stato donato da Dio. Dunque, cos’hai di tuo di cui essere superbo?  

La superbia è una bestia dalle molte teste, che racchiude in sé tutte le passioni e tutti i vizi. Essa genera l’ira, il disprezzo, l’invidia, il rancore, l’ipocrisia, la crudeltà, la bestemmia, la svalutazione del prossimo, l’ostinazione, la sconsideratezza e la disobbedienza alla legge di Dio. Alla fine conduce alla totale incredulità, all’apostasia, all’alleanza con i demoni e alla follia.  

Vuoi sconfiggere sinceramente la superbia, che da sola basta a farti perdere il Regno dei Cieli? Ecco cosa devi fare:  

1. Amare il silenzio.

2. Vivere nell’anonimato, nascondendo agli uomini le tue buone opere e le tue fatiche spirituali.  

3. Sopportare senza lamenti le critiche, le umiliazioni, gli insulti e il disprezzo degli uomini, così come i castighi educativi di Dio.  

4. Ricordare i tuoi molti peccati e affliggerti per essi.  

5. Meditare e ammirare le imprese soprannaturali dei santi di Dio.  

6. Coltivare l’auto-rimprovero interiore. 

7. Evitare le lodi come il fuoco.  

8. Tenere sempre presente il terribile giudizio di Dio, dove tutti i superbi saranno umiliati per sempre.  

Edizioni del Sacro Monastero di Paracletos, Oropos Attica, 1989. 


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