Guida alla confessione : tu e gli altri ,San Giuseppe l' Esicasta
Guida alla confessione
TU E GLI ALTRI
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Hai forse odio o antipatia verso qualcuno che ti ha fatto del male o ti ha insultato in un momento di rabbia?
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Sei forse diffidente e, senza motivo, sospetti di tutti, pensando che parlino di te, che non ti vogliano bene, che non ti amino o che non ti apprezzino?
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Provi invidia e ti rattristi per i progressi, la felicità, la bellezza e i beni degli altri?
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Rimani forse indifferente davanti alla sofferenza e al bisogno del tuo prossimo?
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Nei tuoi rapporti con soci, collaboratori o clienti sei onesto, corretto, sincero e integro?
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Hai forse calunniato o accusato il tuo prossimo?
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Ti prendi gioco o deridi le persone devote, quelle che digiunano e si sforzano di vivere una vita cristiana? Oppure deridi anche coloro che hanno difetti fisici o spirituali?
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Avendo sentito qualche informazione o accusa contro un’altra persona, l’hai forse diffusa e hai danneggiato, anche involontariamente, la reputazione e l’onore del tuo prossimo?
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Giudichi forse il comportamento, le azioni, gli errori o le mancanze degli altri quando sono assenti, anche se ciò che dici fosse vero?
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Hai mai maledetto qualcuno che ti ha fatto del male? Oppure hai maledetto te stesso nei momenti difficili della tua vita, o persino l’ora e il momento della tua nascita?
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Mandi forse gli altri «al diavolo» o fai loro il gesto offensivo della mano?
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Rispetti i tuoi genitori? Ti prendi cura di loro? Sopporti le loro eventuali debolezze dovute all’età? Li aiuti nei loro bisogni fisici e spirituali? Ti preoccupi che frequentino la chiesa e ricevano la Comunione? Li hai forse abbandonati senza affetto?
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Hai forse influenzato i tuoi genitori affinché lasciassero a te una parte maggiore dell’eredità, danneggiando così i tuoi fratelli?
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Nella rabbia hai mai colpito qualcuno con le mani o ferito qualcuno con le parole?
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Svolgi consapevolmente il tuo mestiere o la tua missione?
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Hai mai rubato? Hai spinto o aiutato qualcuno a rubare? Hai coperto un ladro o hai accettato consapevolmente oggetti rubati?
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Sei forse ingrato e riconoscente verso Dio e, in generale, verso coloro che ti hanno fatto del bene?
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Frequenti cattive compagnie o hai relazioni peccaminose? Hai spinto qualcuno al peccato, con le parole o con il tuo esempio?
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Hai mai falsificato documenti? Hai abusato dei beni pubblici? Hai preso denaro o altri oggetti in prestito e non li hai restituiti?
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Hai mai commesso un omicidio, in qualunque modo?
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Ti intrometti forse nella vita degli altri, nel loro lavoro o nella loro famiglia, diventando causa di litigi e turbamenti?
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Hai compassione dei poveri, degli orfani, degli anziani, delle famiglie numerose e delle famiglie povere che conosci?
SIGNORE, ABBI PIETÀ DI NOI!
Un contadino molto astuto aveva rubato due galline dalla casa del suo parroco. Ma come avrebbe potuto confessarglielo?
Gli disse:
— Ho rubato due galline a qualcuno.
— Devi restituirle.
— Reverendissimo, le volete voi?
— Io no. Devi restituirle al loro proprietario.
— Lui non le vuole.
— Allora tienile.
E lui se le tenne. Formalmente sembrava a posto.
Con varie astuzie e ragionamenti ingannevoli l’uomo cerca di giustificare i propri peccati e nello stesso tempo di servire Dio e il denaro.
Ma Dio non si lascia prendere in giro.
La confessione è uno dei sette Sacramenti della nostra Chiesa.
Senza la confessione non si considera vera la conversione; e senza il pentimento l’uomo non si salva…
San Giuseppe l’Esicasta
(Lettera 67)