La Chiesa come garanzia della retta fede, Archimandrita Nektarios Karsiotis

La Chiesa come garanzia della retta fede

In questa domenica, la Chiesa celebra la memoria dei 318 Santi Padri teofori ( portatori di Dio) del Primo Concilio Ecumenico. Questo grande Concilio fu convocato dal primo imperatore cristiano, Costantino il Grande, a Nicea di Bitinia, nel maggio del 325. Esso condannò l’eresia di Ario e proclamò con forza la fede apostolica e l’esperienza ecclesiale secondo cui Gesù Cristo non è una creatura, un’opera di Dio, come sosteneva Ario, ma il Figlio e Verbo eterno e senza tempo del Padre, generato da Lui prima di tutti i secoli, «Luce da Luce, Dio vero da Dio vero», come professiamo nel Simbolo della Fede. E quando giunse la pienezza del tempo, l’ora stabilita da Dio, il Figlio di Dio si fece anche uomo «per opera dello Spirito Santo e da Maria Vergine» (Credo), «affinché noi fossimo divinizzati», secondo la celebre definizione di sant’Atanasio il Grande.

La fede come fondamento del miracolo

Questa è precisamente la verità salvifica e l’annuncio della Chiesa. Infatti, la fede nella divinità di Cristo non riguarda semplicemente il miglioramento morale e la vita virtuosa, ma la divinizzazione dell’uomo attraverso l’unione, la comunione e la partecipazione alla vita del Dio Uomo Gesù Cristo. Per questo la Chiesa insiste sulla verità che Cristo non è un semplice uomo, una creatura, ma il Figlio increato del Dio vivente. Nella Sua persona, nella Sua ipostasi, si sono unite la divinità e l’umanità; e così ogni uomo che crede rettamente in Lui può essere salvato, santificato e divinizzato in Cristo Gesù. Questa è la teologia e la verità della Chiesa.

Teologia, vita ed “escatologia”

La teologia della Chiesa è inseparabilmente legata alla vita e alla quotidianità dell’uomo, poiché mira ad abbracciare l’intera persona, a formare la sua personalità e il suo ethos ( principi morali), a santificare e illuminare la sua esistenza. Potremmo dunque dire che la parola della Chiesa è anzitutto una parola sul significato ultimo della vita umana. “Ultimo” significa ciò che è finale e definitivo: ciò verso cui tutto tende e in cui tutto trova compimento. È il “fine” atteso nel futuro, ma già presente come scopo nel presente. È cioè il Regno di Dio, che con la venuta di Cristo è già entrato nel mondo.

Così, in una parola, la Chiesa, annunciando la parola di Cristo e l’esperienza dei Profeti, degli Apostoli e dei Padri riguardo a Dio, alle Sue energie divine e al significato ultimo della vita, conduce l’uomo alla conoscenza di Dio. La Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica vive e proclama la teologia, la fede e la vita ortodossa; per questo essa è l’unica Chiesa che può salvare l’uomo e trasformare il mondo.

L’opera di Cristo

Nel brano evangelico letto durante la divina Liturgia odierna, il Signore parla dell’opera che il Padre Gli ha affidato: la rivelazione salvifica di Dio al mondo. Con la Sua incarnazione e la Sua presenza, con il Suo stesso Essere, il Signore ha fatto conoscere all’uomo il Dio Trinitario, perché in Cristo «abita corporalmente tutta la pienezza della divinità» (Col 2,9), e perché chi ha visto il Figlio ha visto anche il Padre (Gv 14,9), come Egli disse a Filippo.

Senza Cristo non è possibile conoscere Dio, la Sua volontà per la nostra salvezza, né partecipare alla vita eterna, cioè al Suo Regno.

Questo è precisamente ciò che abbiamo ascoltato oggi dal Signore: la vita eterna consiste nella conoscenza dell’unico vero Dio e del Suo Figlio, che il Padre ha inviato per rivelare Dio al mondo e rendere gli uomini membri della Sua Chiesa, membra vive del Suo Corpo. Questa conoscenza nasce dalla fede e dall’amore ed è donata all’uomo nella misura in cui egli risponde all’amore di Dio. Per questo è una conoscenza che discende dall’alto: conoscenza di rivelazione, di relazione e di comunione.

Possano sempre i fedeli riconoscere nel volto del Signore Gesù il Cristo Dio e Uomo, il nostro Messia e Redentore, che ci conduce al Padre nello Spirito Santo. E possa questa luce della fede illuminare ogni uomo che viene nel mondo.

Archimandrita Nektarios Karsiotis

Diaconia Apostolica Atene ,Opuscolo "Voce del Signore " anno 74º – 24 Maggio 2026 – N. 21 (3808)

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