Stiamo ben saldi, stiamo con timore di Dio!»
«Stiamo ben saldi, stiamo con timore di Dio!»
Da dove proviene questa espressione?
Quando Dio creò gli Angeli, concesse loro piena libertà. Dovevano però dimostrare di essere degni dell’onore di cui li aveva rivestiti.
Per questo la loro fede fu messa alla prova.
Uno di loro, Lucifero, che era il primo tra tutti gli ordini angelici, il più bello, il più forte e il più splendente, si insuperbì e credette di poter sostituire Dio e innalzare il proprio trono al di sopra di Lui.
Questo fu il suo peccato: la superbia.
Si ribellò contro Dio e trascinò con sé un gran numero di angeli, che con la loro caduta si trasformarono da angeli luminosi in oscuri e da santi in malvagi.
In quell’ora critica del cielo, mentre uno dopo l’altro gli angeli oscuri cadevano dal cielo squarciato (ormai chiamati demoni), si radunarono tutte le schiere celesti e l’ Arcangelo Michele si pose al centro ed esclamò:
⚜️ «Stiamo ben saldi, stiamo con timore di Dio!» ⚜️
(cioè: state saldi, state con rispetto davanti a Dio)
E immediatamente gli angeli luminosi e santi rimasero fedeli a Dio.
Non seguirono il pensiero malvagio di Lucifero e cominciarono a cantare:
⚜️ «Santo, Santo, Santo Signore Sabaoth, pieno è il cielo e la terra della Tua gloria». ⚜️
Confessarono così l’autorità e la potenza di Dio Padre e si confermarono nel Suo servizio, accanto a Lui.
Questo trionfo degli spiriti buoni, con a capo l’Arcangelo Michele, lo celebriamo l’ 8 novembre.
Poiché con quel grido l’Arcangelo Michele riportò all’ordine le schiere angeliche e fermò la loro discesa e caduta, in onore di questo “arresto” compiuto con la frase «Stiamo ben saldi, stiamo con timore di Dio», secondo la tradizione popolare deriverebbero anche i nomi “Stamatis” e “Stamatina”.
In memoria di questo evento, la frase ⚜️ «Stiamo ben saldi, stiamo con timore di Dio» ⚜️ viene pronunciata nella Divina Liturgia, proprio prima della Santa Anafora, per risvegliare i fedeli e invitarli a stare con timore (cioè con rispetto) e con atteggiamento corretto durante la celebrazione.
🟡 Ogni volta, dunque, che nella Divina Liturgia ascoltiamo il «Stiamo ben saldi» dell’Arcangelo, riflettiamo su quanto restiamo saldi e vicini a Dio, e su quale severa conseguenza ci attende se, con l’orgoglio, pretendiamo di sottrarre l’autorità a Dio, se con pensieri carnali interrompiamo la comunione con Lui e se con azioni ingiuste consegniamo noi stessi alla giustizia divina.