Sagge esortazioni per tutti…Padre Emiliano di Simonos Petra
Sagge esortazioni per tutti…
Conoscere la malizia degli uomini, cioè il male che fanno gli altri, piccolo o grande che sia, altera la nostra mente e indebolisce le nostre forze, perché non è in armonia con Dio. Alla fine ci troviamo continuamente davanti a una tentazione.
Perciò non dobbiamo voler sapere, né cercare di conoscere ciò che fa l’altro. Se qualcuno viene a parlarmi degli altri, gli chiuderò la bocca oppure mi alzerò e me ne andrò. E se qualcuno viene a confidarmi il suo dolore, gli dirò: “Non hai un Padre spirituale? Parla con il tuo Padre spirituale”. E se mi risponde che non ne ha, gli dirò: “Trovalo! Io non sono un confessore… vai a cercare un Padre spirituale che possa seguirti”. Fuggi dunque dal peccato dell’altro. Finché resti indenne dai mali altrui, lo aiuti.
Infatti, non appena qualcuno ti dice qualcosa di male su un altro, subito questi cade ai tuoi occhi e il tuo amore per lui diminuisce, anche se pensi di aiutarlo. Così siamo noi uomini. L’amore si distrugge completamente, sia verso Dio sia verso gli uomini, quando ci immischiamo nella loro vita privata. Questa è una questione che riguarda solo la persona competente, e mai me, monaco o laico che sia.
Fare il bene a coloro che mi fanno del male mi conduce alla pace. Perché, in fin dei conti, tutti gli uomini ci pongono ostacoli. Con una parola, con uno sguardo, con il loro modo di camminare, con la loro gioia o con la loro tristezza, interferiscono nel nostro cammino. Per questo occorrono timore e tremore: per non reagire agli ostacoli che ci pongono e turbare così la pace della nostra mente e del nostro cuore, rischiando di separarci da Dio.
Occorrono timore e tremore per non disprezzare il mio fratello, per non pensare che sia lui il responsabile delle mie disgrazie, perché questo sarebbe una mia caduta lontano da Dio.
Sant’Isacco sottolinea: «Non è mai l’altro a essere colpevole di una mancanza; sei sempre tu». Non è colpa dell’altro se tu ti sei stancato, hai peccato, hai perso la fede, ti sei turbato. Vedi qualcuno mangiare con le mani e ti indigni. Questo mostra chiaramente che non hai ancora iniziato la tua vita spirituale. La tua ascesi è ancora agli inizi.
Per poter superare questi scogli, fai il bene a chi ti fa del male. Spargi, per quanto puoi, bontà. Sei nel mondo? Puoi trovargli un lavoro. Sei in monastero? Se ti maledice, benedicilo; se ti colpisce sulla guancia destra, digli: colpiscimi anche sull’altra. Mostra il tuo amore, secondo il modo in cui Dio stesso ti apre la strada.
Tuttavia, nella nostra vita accadono continuamente imprevisti. Vieni in monastero per trovare la vita spirituale e incontri persone cattive. È un imprevisto. Chiedi una cella dalla parte del monastero che non è umida, la ottieni, ma scopri che il mare ti provoca un’allergia e non puoi goderti né il giorno né la notte. Subito il pensiero ti dirà: alzati e vattene. È un imprevisto. Mi avvicino a te pensando che tu sia una brava persona e vedo che sei difficile. Imprevisto.
Si presentano continuamente imprevisti davanti a noi, perché abbiamo volontà e desideri. Gli imprevisti sono contrari alla nostra volontà e ai nostri desideri, e per questo ci sembrano tali; in realtà però non lo sono.
Chi ama Dio si aspetta tutto e dice sempre: «Sia fatta la tua volontà». Verrà pioggia, tempesta, grandine, fulmine? «Sia benedetto il nome del Signore». Poiché queste cose costano alla nostra natura carnale, noi le consideriamo imprevisti.
Per non turbarti dunque ogni volta e rattristarti, per non angosciarti e preoccuparti, aspettati tutto; sii pronto a sopportare ciò che viene.
Di’ sempre: benvenuta malattia, benvenuto fallimento, benvenuto martirio. Questo porta alla mitezza, senza la quale non può esistere alcuna vita spirituale.
Padre Emiliano di Simonos Petra Monte Athos