3a Domenica della Grande Quaresima , della Venerazione della Santa Croce, Padre Efrem Skiti di Sant’Andrea
3a Domenica della Grande Quaresima , della Venerazione della Santa Croce
Il Legno Prezioso (della Santa Croce) non brucia e, se lo mettiamo in un bicchiere d’acqua, non galleggia come gli altri legni, ma affonda sul fondo!
E addirittura, senza che si faccia alcuna preghiera o il segno della Croce, quell’acqua diventa Acqua Santa della Grande Benedizione delle acque (Epifania) .
Poco prima della Seconda Venuta, tutti i frammenti del Prezioso Legno che sono stati distribuiti in tutto il mondo si riuniranno, formando di nuovo il Prezioso Legno nella sua forma originaria, e sarà elevato in alto nel cielo, dove brillerà più di migliaia di soli.
Sarà un segno che presto apparirà il Re della Gloria, Colui che fu crocifisso su quel Legno.
Poiché sul Legno sul quale Cristo fu crocifisso fu versato il Sangue di Cristo, la Santa Croce da oggetto è diventata persona, distinta dalla Santa Trinità.
(Quando diciamo: «Croce di Cristo salvaci con la tua potenza…» ci rivolgiamo alla prima persona singolare e non a un oggetto.)
Per questo la Croce agisce da sé, avendo onnipotenza, e secondo la fede guarisce oppure punisce.
Quanta potenza ha Dio, tanta potenza ha anche la Santa Croce!
Dio ha voluto che fosse così, perché essa contiene il Suo Santissimo Sangue, nel quale è presente anche la divinità di Cristo.
Nel mondo futuro la Santa Croce avrà il “ministero” del sole.
Il ruolo che il sole ha in questo mondo, lo avrà la Santa Croce nell’altro mondo.
(Padre Efrem della Skiti di Sant’Andrea)
«Sì, Signore Gesù Cristo Crocifisso, vieni sulla terra e nei nostri cuori.
Vieni nei monasteri e nelle chiese.
Sul letto del malato.
Nella cella del prigioniero.
Sulla strada dello straniero.
Alla tavola del povero.
Nella capanna del missionario.
Nel libro del sapiente.
Nella casa del disoccupato.
Alla sentinella del soldato.
Nel negozio del commerciante.
Nella penna del giornalista
e nel pensiero dell’artista.
Nei sogni del bambino.
Nella passione del peccatore.
Nella volontà di colui che sta per peccare.
E di colui che si prepara al suicidio.
Alla madre non sposata
e a quella che, senza motivo, uccide il frutto del suo grembo.
Alla madre eroina con molti figli.
Alla donna che lavora tra pericoli.
A quella che si è smarrita.
Ma anche a quella che in ginocchio Ti supplica
nelle notti d’inverno prima dell’alba.
Vieni presto, Signore.
Sì, vieni, Signore Gesù!
Nei fiori e negli uccelli.
In tutto l’universo.
Vieni a rendere di nuovo il mondo un ornamento.
Vieni a portare la gioia e la pace.
L’amore, la luce, la bellezza,
la Gerusalemme celeste.
Ti supplichiamo «ancora e ancora»,
con tutte le lacrime di tutta la nostra vita.
Sì, vieni, Signore Gesù!
Alla madre addolorata che piange suo figlio.
E a quella che non ha nessuno da piangere.
E alla vicina la cui vita è diventata un lamento
a causa della morte quotidiana della droga.
A quella che ha tradito l’amore.
E a quella che rimane fedele
e aspetta il ritorno del suo amato.
Sì, vieni, Signore Gesù Cristo,
Figlio e Verbo del Dio vivente.
Tutti noi Ti attendiamo con desiderio.
Vieni nei nostri cuori.
Signore Gesù Cristo, abbi pietà di noi.»