La preghiera giova in tutto, San Porfirio
La preghiera giova in tutto, anche nelle cose più semplici. Per esempio, soffri d’insonnia: non pensare al sonno.
Alzati, esci un momento e poi rientra nella stanza; coricati come se fosse la prima volta, senza pensare se dormirai o no. Raccogliti interiormente, recita la dossologia e poi tre volte: «Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me…». Così verrà il sonno.
Tutto è dentro di noi: gli istinti e ogni altra cosa, e cercano soddisfazione. Se non li soddisfiamo, prima o poi si vendicheranno, a meno che non li incanaliamo altrove, verso ciò che è più alto, verso Dio.
Invece di stare davanti alla porta a scacciare il nemico, disprezzalo. Il male viene da una parte? Tu orientati dolcemente dall’altra. Cioè, quando il male viene ad assalirti, dona la tua forza interiore al bene, a Cristo. Prega: «Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me». Egli sa come avere misericordia di te e in quale modo. E quando ti riempi di bene, non ti volgi più verso il male. Diventi buono da te stesso, per grazia di Dio. Dove potrebbe allora trovare posto il male? Scompare!
Ti assalgono paura e scoraggiamento? Rivolgiti a Cristo. Amalo con semplicità e umiltà, senza pretese, e sarà Lui stesso a liberarti.
Non scegliete metodi negativi per correggervi. Non c’è bisogno di temere il diavolo, né l’inferno, né nulla. Tali pensieri provocano reazione. Ho anch’io una piccola esperienza in queste cose. Lo scopo non è restare lì a tormentarsi e a irrigidirsi per migliorare. Lo scopo è vivere, studiare, pregare, progredire nell’amore, nell’amore di Cristo, nell’amore della Chiesa.
Lasciate stare tutte le debolezze, affinché lo spirito contrario (cioè il diavolo) non se ne accorga e non vi afferri, immobilizzandovi e gettandovi nella tristezza. Non fate alcuno sforzo diretto per liberarvene. Lottate con dolcezza e semplicità, senza tensione e senza ansia. Non dite: «Adesso mi sforzerò, pregherò per acquistare l’amore, per diventare buono, ecc.». Non è bene irrigidirsi e affliggersi per diventare buoni: così reagirete peggio. Tutto deve avvenire in modo dolce, spontaneo e libero. Non dite neppure: «Mio Dio, liberami da questo», per esempio dall’ira o dalla tristezza. Non è bene pregare o anche solo pensare in modo insistente alla passione concreta. Qualcosa accade nell’anima e ci si complica ancora di più. Gettati con impeto per vincere la passione e vedrai che essa ti abbraccerà, ti stringerà e non potrai fare nulla.
La libertà non si conquista se prima non liberiamo il nostro mondo interiore dai grovigli e dalle passioni.
San Porfirio di Kavsokalìvia