Racconti per Sant' Eumenio che festeggia oggi
Racconti miracolosi del monaco Giovanni riguardo a sant’Eumenio Saridakis.
Con la preghiera e la benedizione del nostro santo “nonno” Eumenio (+23/5/1999), che il buon Dio mi ha dato come padre spirituale per molti anni, a gloria di Dio e per l’edificazione spirituale dei cristiani, riporto indicativamente alcuni episodi che ho vissuto personalmente accanto a lui:
1)Nell’estate del 1994 mi guarì da un’ulcera allo stomaco. Senza che gli dicessi da cosa soffrissi e patissi un’ulcera gastrica dolorosa mi offrì da bere, incoraggiandomi a bere una bevanda gassata Seven-Up molto fredda. Mi assicurò che, se avessi bevuto anche il litro e mezzo che mi offriva, mi avrebbe fatto molto bene.
Gli obbedii e la bevvi davvero, e da allora fino a oggi lo stomaco non mi ha più dato fastidio e l’ulcera è scomparsa del tutto. Dopo la sua dormizione venni a sapere da altri suoi figli spirituali che mi aveva offerto letteralmente Acqua Santa. Questo miracolo lo fece con me e con altri.
Le bottiglie da 1,5 litri che gli venivano offerte venivano conservate in frigorifero per restare fresche durante l’estate. Di tanto in tanto, però, apriva la porta del frigorifero e benediceva le bottiglie sigillate delle bibite.
Così l’acqua delle bevande si trasformava per grazia divina in Acqua Santa, con cui offriva da bere alla gente. Con arance e limonate, il nostro “nonno” guariva discretamente molte anime afflitte da varie malattie.
2)Un chiaro segno della sua santità fu anche il seguente episodio, accaduto al nostro compianto K. P., che andò dal nostro “nonno” per confessarsi. Avevano fissato un appuntamento e il padre lo stava aspettando.
Nel frattempo sorse un’urgenza esterna e il “nonno” gli disse: «Poiché devo partire in fretta per una grande necessità, non è necessario che ti confessi. I tuoi peccati li ho letti mentre venivi da me. Inginocchiati ora e ti leggerò la preghiera di assoluzione».
Durante la preghiera di assoluzione, come mi raccontò poi K. P., sentì la testa “bruciare”. Il giorno dopo fece una TAC cerebrale, perché gli era stato diagnosticato un tumore al cervello tramite altri esami specialistici.
I risultati della TAC, usciti due giorni dopo, mostrarono che il tumore era completamente scomparso. K. P. morì alcuni anni dopo per altre cause patologiche.
3)«Tu prendi il tuo foglio e vattene subito», disse una volta a una falsa “veggente illuminata” che pretendeva di ricevere scritture dallo Spirito Santo. L’episodio avvenne davanti a me, e il nostro “nonno” lo fece evidentemente per condurla al pentimento e all’ordine ecclesiale.
Sant’Eumenio, seguendo la linea dei Padri della Chiesa, si opponeva ai falsi “illuminati” e alle false “illuminate” , che creano assemblee para-ecclesiali a danno del corpo della Chiesa.
4)Intorno al 1992 andammo a comprare da vari editori libri di cosiddetti teologi neopatristici, che poveretti hanno una certa libertà nel trattare la funzione della carne, il piacere in generale, e collegano la psicologia come scienza alla vita spirituale, ecc.
Il vecchio padre Theoklitos di Dionysiou li chiamava “porcari di Atene”. Il mio fratello spirituale Ercole Fragkakis, allora studente di Teologia all’Università di Atene (oggi padre Antonios, predicatore a Mires di Creta), insisteva perché acquistassimo tali libri per farci un’opinione.
Ne comprammo tre, di tre autori diversi. Senza fare nomi, per non cadere nel giudizio.
Poi prendemmo l’autobus e andammo dal santo padre Eumenio. Era un pomeriggio di maggio. Sembrava che ci aspettasse nel cortile della sua cella. C’erano un tavolino e tre sedie.
Appendemmo la borsa con i libri alla sedia. Il padre entrava e usciva guardando la borsa in silenzio e con severità. A un certo punto la afferrò e la gettò con forza nel bidone della spazzatura.
Rimanemmo senza parole.
Poi ci portò un volume dell’interpretazione dei Salmi di san Nicodemo l’Aghiorita e disse ad Ercole (oggi padre Antonios):
«Questo leggerete! Non leggete quelli che avete comprato, perché vi prenderanno i loro demoni!»
Ci diede una lezione severa sulla curiosità verso la teologia moderna, proteggendoci da eventuali influenze negative.
5)Una volta due donne che lavoravano al municipio del Pireo andarono a visitare il padre. Una delle due si era già confessata da lui e invitò la collega, che aveva problemi familiari, ad andare insieme.
Quando arrivarono, trovarono il padre che aveva portato il suo letto fuori (un vecchio letto metallico). Non indossava nulla di speciale, era con una maglia di lana e pantaloni, e leggeva un libro del suo amato san Nicodemo.
La seconda donna disse: «Questo è un santo? Andiamocene. Non sai quello che dici!»
Il padre fece questo apposta, perché non voleva essere chiamato santo. Con le sue “stranezze” nascondeva il tesoro della sua anima. Un santo che accetta tale titolo mentre è ancora in vita non è davvero santo…
6)Come padre spirituale era pieno di amore, ma non si allontanava dalle regole della Chiesa, non nella lettera ma nello spirito dei canoni.
Ricordo che per piccole colpe ripetute applicava con precisione ciò che diceva il Confessionale di san Nicodemo l’Aghiorita. Non voleva che la sua indulgenza diventasse un’abitudine consolidata.
8)Durante un vespro, un giovane entrò e lasciò un pane da benedire. Il santo si voltò bruscamente e disse:«Prendilo e vai via!»
Il ragazzo rimase scioccato e chiese spiegazioni. Il santo disse: «Lei ha commesso questo peccato… e ha perso il suo Angelo Custode! Gli angeli qui presenti hanno distolto il volto. Solo in questo peccato l’angelo custode si allontana! I demoni gioiscono solo in tali cose. Poi vi dominano, e dominano anche le vostre case!»
Il giovane fu profondamente scosso. Poi il santo gli sorrise, lo abbracciò e disse: «Vieni a trovarmi e non aver paura, andrà tutto bene».
Quando era necessario sconvolgeva, poi consolava. Il fine era sempre il pentimento.
9) Mi raccontò anche il miracolo della commemorazione alla Protesi del defunto filantropo francese Raoul Follereau, cattolico. Aveva aiutato un lebbrosario e il santo Eumenio, per amore e semplicità, lo ricordò durante la Protesi.
Notò però che la particola cadeva fuori dal disco sacro. Questo accadde tre volte senza causa naturale.
Dopo la preghiera comprese, per rivelazione, che un angelo del Signore la respingeva perché era eretico, anche se era un uomo buono.
Gli fu spiegato che alla Protesi si commemorano solo i membri della Chiesa ortodossa. Gli altri si affidano al giudizio di Cristo, secondo la loro coscienza e buona intenzione.
Per questo gli fu detto che può pregare per tutti nel suo rosario, ma alla Protesi solo per i battezzati ortodossi.
Gloria a Dio per tutte le cose.