Tatuaggi , la “pandemia” della gioventù…

Tatuaggi , la “pandemia” della gioventù…

Non intendiamo soffermarci sui rischi medici causati dal tatuaggio del corpo umano, come la trasmissione di virus (ad esempio HIV, virus dell’AIDS), epatite B, C, carcinoma epatocellulare ecc. Del resto, esistono studi scientifici internazionali ben documentati su questo tema.

Il nostro scopo è piuttosto evidenziare i rischi dal punto di vista spirituale, come una sorta di preparazione all’accettazione del “marchio”, secondo la visione ortodossa del corpo umano. In tale prospettiva, il tema è chiarito fin dall’Antico Testamento: si raccomanda all’uomo di prendersi cura del proprio corpo, perché esso è tempio sacro di Dio: «Se qualcuno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui» (1 Cor 3,17). Il corpo è dunque un vaso sacro, degno di rispetto e onore. Il Verbo si fece carne («Il Verbo si fece carne», Gv 1,14). Così il corpo umano è stato onorato in modo eminente con l’incarnazione del Figlio e Verbo di Dio fatto uomo. Scopo ultimo è la santificazione del corpo umano.

La Sacra Scrittura condanna il fenomeno della dermotatuazione e in generale la marcatura del corpo umano, considerata un residuo di pratiche idolatriche e pagane. Il passo più diretto che proibisce la tatuazione si trova nel Levitico (Antico Testamento), 19,28: «Non farete incisioni nel vostro corpo per i morti e non vi farete segni tatuati: Io sono il Signore vostro Dio». San Teodoreto, ieromartire di Antiochia, commentando questo passo scrive: «Alcuni pungevano parti del corpo con aghi e vi applicavano colore per il culto dei demoni. Queste cose la legge divina le proibisce», sottolineando che tale pratica era diffusa tra gli idolatri, che consideravano i segni sul corpo come forma di devozione a falsi dèi (cioè demoni).

Anche nel Nuovo Testamento, secondo il principio del rispetto del corpo come tempio dello Spirito Santo, nella Prima Lettera ai Corinzi (6,19-20) si legge: «Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio».

È degno di nota anche il fatto che gli antichi Greci non praticavano i tatuaggi sul proprio corpo; li utilizzavano invece per umiliare qualcuno (ad esempio traditori) o come segno di appartenenza (schiavi), come oggi si marchiano gli animali.

L’uomo è stato creato dal Dio trinitario a immagine e somiglianza… Con i tatuaggi, il corpo viene trattato come quello di un animale privo di ragione.

CRISTO È RISORTO – VERAMENTE È RISORTO

Voce monastica dell’Athos

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