Cosa dobbiamo fare se ci cade la Santa Comunione
Cosa dobbiamo fare se ci cade la Santa Comunione
La Santa Comunione è il «farmaco dell’immortalità e antidoto contro la morte», come la chiama Sant’Ignazio il Teoforo intorno all’anno 110 d.C. La Chiesa, fin dall’inizio, ha sempre creduto che essa sia il vero Corpo e il vero Sangue di Cristo, nel quale il pane e il vino sono misteriosamente trasformati.
Che cosa succede nel caso in cui il contenuto del calice oppure una piccola particola (briciola) della Comunione cada sul pavimento o sui nostri vestiti?
Se la Santa Comunione cade a terra
Se la Santa Comunione cade sul pavimento, il sacerdote si china e la raccoglie con la lingua; poi pulisce accuratamente tutto il punto con alcool e lo asciuga con un panno, affinché non resti nemmeno una traccia della Santa Comunione che possa essere calpestata dalle scarpe dei fedeli.
Se cade sui nostri vestiti
Se la Santa Comunione cade sui nostri vestiti, bisogna prima raccoglierla con la lingua, e poi tagliare la parte del tessuto dove è caduta e bruciarla.
La cenere deve poi essere gettata in un fiume, nel mare o nel luogo apposito della chiesa (il sacrario), cioè in un posto dove non venga calpestata.
Testimonianze di casi accaduti
In casi accaduti in passato si sono visti sacerdoti applicare queste indicazioni piangendo e chiedendo perdono a Cristo per la caduta della Santa Comunione.
Un episodio significativo avvenne nel 1942 a Ioannina. Il padre Benediktos Petrakis (†1961), dopo la Divina Liturgia nella chiesetta del Castello, si recò all’ospedale della zona dove si trovava anche il reparto per i malati di tubercolosi per dare la Comunione agli infermi.
Un malato di tubercolosi in stato grave, subito dopo aver ricevuto la Comunione, ebbe un’emottisi (sputò sangue) sul lenzuolo.
Padre Benediktos raccolse immediatamente la particola con il santo cucchiaino, la consumò e disse di bruciare il lenzuolo.
I medici che videro la scena rimasero sconvolti e gridarono: «Che cosa sta facendo questo pazzo?», «Tra poco lo vedrete con una tubercolosi fulminante!»
Ma non lo videro né poco dopo né molto tempo dopo ammalarsi.
La grazia del sacramento non permise che gli accadesse nulla.