La Chiesa, immagine del Regno di Dio, Archimandrita Nektarios Karsiotis
La Chiesa, immagine del Regno di Dio
Il brano evangelico di oggi è un’immagine del Regno di Dio. Gesù Cristo, il Signore Risorto, Colui che ha distrutto il potere della morte, entrò «a porte chiuse» là dove i discepoli erano riuniti «per timore dei Giudei», si pose in mezzo a loro e trasmise la sua pace e lo Spirito Santo affinché perdonassero i peccati degli uomini. Questo è il compito principale della Chiesa: riconciliare l’uomo con Dio, con sé stesso e con il prossimo; liberarlo dai peccati, renderlo degno di contemplare e partecipare al Cristo Risorto e farlo diventare partecipe del Regno di Dio.
Il Signore apparve in mezzo ai suoi discepoli, o meglio nel cuore di ciascuno di loro, secondo san Gregorio Palamas. Tommaso, come è noto, era assente dall’assemblea dei discepoli durante la prima apparizione del Risorto. Sembra che si fosse isolato, dominato da dubbi e paura. Per questo mostrò incredulità di fronte alla testimonianza degli altri discepoli che avevano visto il Signore. Tuttavia, otto giorni dopo, cioè la domenica successiva alla prima apparizione, era anche lui insieme agli altri: fu allora reso degno di vedere il Risorto e di parlare con Lui.
A questo punto san Gregorio Palamas osserva giustamente che, quando anche noi, come Tommaso, siamo assenti dalle assemblee ecclesiali, ci priviamo della visione del Risorto; infatti nella divina Liturgia, mediante la forza, l’energia e la grazia dello Spirito Santo e con la nostra collaborazione, facciamo esperienza della presenza di Cristo nel nostro cuore: sentiamo che ci dona pace, ci libera dall’incredulità, dai peccati, dagli errori e dalle debolezze e ci rende degni della comunione con Lui.
L’incredulità di Tommaso
Sebbene Cristo abbia proclamato beati coloro che credono senza aver visto, esaudì la sincera incredulità di Tommaso e lo rese degno della sua manifestazione divina. Tommaso trovò pace quando fu illuminato dalla luce della fede, che, quando tocca il cuore dell’uomo, gli rivela con certezza verità invisibili e trascendenti. Così confessò dal profondo del suo cuore che Gesù Risorto non è semplicemente un maestro o un profeta, ma il suo Signore e Dio. E il Signore non rimproverò Tommaso per la sua incredulità: il comportamento di Cristo rivela amore divino, comprensione e perdono. L’amore del Risorto scuote la fiducia di Tommaso in sé stesso, spezza il suo orgoglio e lo porta a vivere la presenza di Cristo nella propria esistenza.
La fede degli uomini
Ma anche l’uomo, ogni uomo che è reso degno di essere proclamato beato dal Risorto perché crede in Lui, pur senza averlo visto con i sensi, sperimenta l’amore di Cristo, la gioia e la grazia. Rimane unito e armonicamente legato al Signore Risorto e, attraverso di Lui, ai suoi simili. Questa fede viva e luminosa si manifesta attraverso l’amore (Gal 5,6). Si rivela nella decisione e nello sforzo di essere più umili e miti nelle relazioni; più forti e pazienti nel portare la propria croce; più coraggiosi, generosi e disinteressati nell’amore; più pasquali nello sguardo e nel cuore; più riconoscenti verso Dio e gli uomini; più coerenti nello stile di vita, modellato sull’esempio di Cristo e dei santi.
La Domenica di Tommaso, figura dell’eternità
La Nuova Domenica, o Domenica di Tommaso, detta anche Antipasqua, diventa immagine del secolo futuro, giorno senza tramonto della presenza di Cristo in mezzo alla Chiesa, testimonianza del fatto della Risurrezione. Dissipa ogni dubbio e diventa un legame indissolubile, una comunione personale con il Risorto.
Anche noi, pieni di stupore, glorifichiamo Cristo come nostro Signore e Dio e cantiamolo con questo inno della Chiesa tratto dall’ufficio di oggi:
«Te, o Cristo, che come Dio sei risorto dal sepolcro, non ti abbiamo visto con gli occhi del corpo, ma abbiamo creduto in Te con il desiderio del cuore, e ti esaltiamo con inni»; cioè: Te, Cristo, che come Dio sei risorto dalla tomba, non ti abbiamo visto con gli occhi fisici, ma abbiamo creduto in Te con il desiderio del nostro cuore e ti glorifichiamo con inni di ringraziamento.
Archimandrita Nektarios Karsiotis
Opuscolo " Voce del Signore ", Diaconia Apostolica, Atene, anno 74º – 19 aprile 2026 – N. 16 (3803)