La Pentecoste: compimento delle promesse di Dio, Archimandrita Nektarios Karsiotis

La Pentecoste: compimento delle promesse di Dio

Il Signore Gesù Cristo, prima della Sua volontaria morte in croce, promise ai Suoi discepoli che, una volta tornato presso il Padre, avrebbe inviato un altro Paraclito, cioè un consolatore, difensore e avvocato: lo Spirito Santo, «perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,16).

Nella domenica di Pentecoste celebriamo la venuta, la discesa del Paraclito, il momento del compimento, il termine stabilito della promessa del Padre (Lc 24,49). Lo Spirito Santo costituisce l’intera realtà della Chiesa nel tempo storico del mondo presente, poiché la Chiesa esisteva già prima di tutti i secoli come Regno e Gloria nascosti in Dio, nel quale dimora Dio con il Suo Verbo e il Suo Santo Spirito (p. Giovanni Romanidis).

La Pentecoste è considerata il giorno di nascita della Chiesa, perché allora essa si manifesta apertamente come Corpo del Signore Gesù. Al suo centro vi è, da una parte, la Divina Eucaristia, nella quale i fedeli mangiano e bevono il Corpo e il Sangue di Cristo; dall’altra, tutta la vita ecclesiale: i sacramenti, la preghiera, i dogmi e l’insegnamento. Questa vita viene santificata dallo Spirito Santo, poiché è Lui che opera nell’uomo e, attraverso la sua volontà e la sua collaborazione, rende possibile la salvezza e la partecipazione al Regno e alla Gloria di Dio.

Manifestazione della Santa Trinità

La festa della Pentecoste è per eccellenza una festa teologica, perché con la venuta dello Spirito Santo si rivela più chiaramente il mistero della Santa e Consustanziale Trinità, e i fedeli ne fanno esperienza.

È venuto lo Spirito Santo, che procede da Dio Padre «prima di tutti i secoli» ed è inviato «nel tempo» da Dio Figlio, Gesù Cristo. Egli, come Dio Paraclito, ci guida «alla verità tutta intera» (Gv 16,13). Le tre Persone della Santa Trinità possiedono la stessa natura o essenza e la stessa gloria ed energia. Sono cioè consustanziali, uguali nella gloria e uguali nella potenza.

San Gregorio il Teologo, che ebbe un’esperienza rivelatrice di questo mistero, parla di tre luci che lo illuminarono: «Non riesco a concepire l’Uno senza essere avvolto dallo splendore dei Tre; né riesco a distinguere i Tre senza essere ricondotto all’Uno» (Discorso XL, 41).

Dio è Uno nella Sua essenza e Trino nelle Sue Persone. Grande e insondabile è il mistero dell’Essere divino.

La rinascita dell’uomo nello Spirito Santo

Il credente, all’interno dello spazio salvifico della Chiesa, sente di essere continuamente rinnovato e rigenerato dal soffio dello Spirito Santo di Dio.

Questa rinascita consiste principalmente nella possibilità di accostarci, con fede e amore, al Verbo di Dio fatto uomo e, così, di liberarci dal peccato e dalle tenebre interiori dell’uomo vecchio che tutti portiamo dentro di noi. Rinascere nello Spirito Santo significa permettere che prevalga l’«uomo nuovo», il nuovo uomo in Cristo che lo Spirito Santo forma in noi, sull’«uomo vecchio», che pretende di dominare la nostra coscienza e di allontanarci dalla vita secondo Dio, nutrendoci dei «baccelli che mangiavano i porci» (Lc 15,16).

Lo Spirito Santo ci rinnova perché, mediante la comunione dell’amore di Dio, ci comunica la vita vera ed eterna, che illumina, abbellisce e dà significato alla vita presente, soggetta al male, al peccato e alla morte.

Con la forza dello Spirito Santo e la partecipazione consapevole del credente ai sacramenti della Chiesa, si realizza l’esortazione apostolica:

«Non conformatevi alla mentalità di questo mondo, ma trasformatevi continuamente verso il bene, acquisendo il nuovo modo di pensare del credente. Così potrete discernere quale sia la volontà di Dio, ciò che è buono, gradito a Dio e perfetto» (Rm 12,2).

Così l’uomo si rinnova e rinasce.

Questo è uno dei messaggi più importanti della festa della Pentecoste per il mondo contemporaneo, il quale, avendo accolto una cultura priva di spiritualità, favorisce la frammentazione dell’uomo e lo imprigiona nell’individualismo. Lo Spirito Santo, invece, è Spirito di unità, di pace, di riconciliazione e di amore; per questo insegna l’umiltà, il pentimento, il sacrificio e il superamento dell’egoismo, che genera infelicità e sofferenza.

Lo Spirito Santo, causa della nostra salvezza

Nell’amore e nella potenza dello Spirito Santo riponiamo la speranza della nostra salvezza, come canta un meraviglioso inno della Chiesa:

«Per lo Spirito Santo viene ogni causa di salvezza; se Egli soffia degnamente su qualcuno, lo solleva rapidamente dalle cose terrene, gli dona ali, lo fa crescere e lo innalza al cielo.»

In altre parole, lo Spirito Santo è la causa della salvezza di tutti; colui sul quale Egli soffia in modo degno viene presto elevato al di sopra delle realtà terrene, riceve ali spirituali, cresce nella grazia ed è innalzato verso il cielo.

Archimandrita Nektarios Karsiotis 

Diaconia Apostolica, Atene 

Opuscolo " Voce del Signore",Anno 74º – 31 maggio 2026 – N. 22 (3809)

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