La santificazione dell' uomo,Archimandrita Nektarios Karsiotis
LA SANTIFICAZIONE DELL’UOMO
Quanto più ci avviciniamo alla fine della Santa Quaresima, tanto più la Chiesa ci aiuta, attraverso la Divina Liturgia, la sua parola e le sacre figure dei Santi che ci propone, a essere introdotti nei santi Misteri della Passione immacolata, della Croce e della Risurrezione del Signore.
Una di queste sante figure è santa Maria Egiziaca, che oggi viene commemorata. Dalla sua vita impariamo la forza trasformante del pentimento. Ella cadde nell’oscuro abisso della dissolutezza; tuttavia, grazie all’infinito amore di Dio, alla potenza della Santa Croce e all’intercessione della Madre di Dio, fu resa degna di giungere al più alto grado di santificazione.
Il brano evangelico che oggi viene letto nelle nostre chiese insegna a ogni fedele la via e il modo per potersi avvicinare al Signore ed essere ricolmato della Sua santità, della Sua grazia vivificante, della Sua luce e della Sua vita divina.
Gesù Cristo, “Principe della vita”
Nella preghiera della santa Anafora durante la Divina Liturgia confessiamo che Dio è incomprensibile, invisibile, inconcepibile; altrettanto incomprensibili sono il Suo amore, la Sua misericordia e la Sua compassione. Questo amore divino si manifesta nella persona del Signore Gesù Cristo e nel Suo servizio all’uomo.
Il Figlio dell’uomo, dice il Signore, non è venuto per essere servito, ma per servire e offrire la propria vita in riscatto per tutti. Pertanto, quanto più il fedele accoglie che Dio, mediante il Suo Figlio incarnato nello Spirito Santo, chiama l’uomo a una comunione e a una relazione di vita, tanto più profondamente vive l’offerta, il servizio e il sacrificio di Cristo per tutto il genere umano.
E quando l’uomo, nella misura delle sue possibilità, percepisce l’amore di Cristo, si riempie della santità di Dio, dei doni e dei carismi dello Spirito Santo e impara ad affidarsi al Signore mediante la fede e la lotta spirituale, così da contribuire anche lui alla manifestazione della gloria di Dio e diventare servitore dei suoi fratelli, per i quali Cristo è morto, servitore della loro salvezza e del compimento del fine ultimo della loro vita, cioè della loro divinizzazione.
L’egoismo come distruzione dell’amore
Il Signore, nel brano evangelico, annuncia ai suoi discepoli la Sua Passione salvifica, la morte in Croce e la Sua Risurrezione al terzo giorno. I discepoli allora non potevano comprendere che, attraverso la Sua Passione, Cristo avrebbe offerto la redenzione al popolo di Dio, il nuovo Israele della grazia.
Per questo gli chiedono onori e cariche, poiché credevano che, salendo a Gerusalemme, avrebbe scacciato i Romani e ristabilito il regno di Davide. È doloroso parlare ai propri discepoli di croce e morte, e vederli incapaci di cogliere la profondità di queste parole, occupati invece da ambizioni terrene. Tuttavia l’amore di Cristo, insondabile e ineffabile, li avvolge con comprensione e bontà e li aiuta a partecipare a quella che appare come debolezza della Sua Passione, ma che è in realtà manifestazione della potenza di Dio.
L’egoismo, e non il servizio, spinge spesso l’uomo a cercare posizioni di potere, non per servire ma per essere servito; non per sacrificarsi, ma per sacrificare gli altri sull’altare delle proprie ambizioni e del desiderio di dominio.
Purtroppo l’uomo di oggi ha divinizzato l’individualismo e l’egocentrismo; non esita a usare e sfruttare, soprattutto i più deboli, per raggiungere i propri scopi. Così l’amore viene distrutto, il Vangelo resta inattivo, e lo spirito di Cristo viene disprezzato, Lui che chiede di trasformare l’amor proprio in amore per Dio e per il prossimo.
Rovesciamento della visione umana delle cose
Cristo, con il suo esempio, aiuta l’uomo a superare il proprio egoismo e a trasformarlo in umiltà, mansuetudine, servizio, sacrificio e quindi amore autentico. Per questo dice: “Chi vuole diventare grande tra voi, si faccia vostro servitore; e chi vuole essere il primo, si faccia servo di tutti”.
L’uomo diventa grande quando è portatore del grande amore di Dio e quando offre questo amore come sacrificio, servizio, perdono e comprensione al prossimo. Di questa grandezza il nostro tempo ha un bisogno assoluto.