Cosa accade quando scrivi un nome su un foglietto per la Chiesa
Cosa accade quando scrivi un nome su un foglietto per la Chiesa?
Quando scrivi un nome su un foglietto per la Proskomìdia, sembra quasi che tu non stia facendo nulla di importante.
Un pezzo di carta, una penna, qualche nome annotato in fretta prima che inizi la Divina Liturgia.
Eppure, proprio in quell’istante, prendi qualcuno affidato alle tue cure e, senza nemmeno rendertene conto, lo consegni direttamente alle cure di Gesù Cristo.
Il mondo misterioso sul disco liturgico
Durante la Proskomìdia, il sacerdote non vede semplicemente delle lettere: vede persone.
Per ogni nome Maria, Giovanni, Andrea, il coniuge, i figli, amici e nemici prende con la lancia liturgica una piccola particola del pane consacrato e la depone sul disco liturgico, accanto all’Agnello.
E lì, su quel piccolo disco, si raccoglie lentamente un intero mondo:
- vivi e defunti
- sani e malati
- persone che amiamo, ma anche coloro con cui forse non parliamo più
È un’immagine che ci spezzerebbe il cuore, se solo potessimo vederla davvero: tutta la tua famiglia e tutte le persone per cui piangi nel silenzio della notte abbracciano Cristo attraverso quelle minuscole particole.
I loro nomi non si perdono nell’aria; vengono deposti misteriosamente accanto al Corpo del Signore.
Il “terremoto” spirituale
Il momento più sconvolgente arriva alla fine.
Il sacerdote prende tutte quelle particole e le immerge nel Santo Calice, nel Sangue di Cristo, pronunciando le parole:
«Lava, Signore, con il Tuo Santo Sangue i peccati dei Tuoi servi qui commemorati.»
Pensaci: i nomi che hai scritto in pochi secondi vengono immersi nel Sangue di Cristo per il perdono dei loro peccati.
Forse alcuni di loro hanno dimenticato Dio.
Ma Dio non dimentica loro, purché qualcuno li conduca fino all’Altare.
Una preghiera senza parole
A volte puoi sentire di non saper pregare bene.
Eppure, quando la tua mano scrive in un angolo di un foglietto “per mia madre”, “per mio figlio”, “per coloro che mi hanno ferito”, in quell’istante hai pronunciato una preghiera più profonda di qualsiasi trattato di teologia.
Hai semplicemente detto:
“Dio mio, prenditi cura di loro.”
Il foglietto della Proskomìdia ci insegna ad amare con il cuore di Dio.
Non si ferma all’egoismo del nostro io, ma ci spinge ad abbracciare tutti.
La prossima volta che terrai tra le mani uno di quei piccoli foglietti, ricordane il cammino: dalla tua mano al disco della Proskomìdia, e infine al Santo Calice.
I nomi che scrivi( per vivi e defunti due liste diverse) arrivano più vicini a Dio di quanto potresti mai condurli con le sole tue forze.