IL CRITERIO DEL GIUDIZIO DI DIO, Archimandrita Nektarios Karsiotis

IL CRITERIO DEL GIUDIZIO DI DIO

Il contenuto del brano evangelico odierno riguarda il giudizio di tutti gli uomini da parte di Colui che ha il diritto assoluto di giudicare tutti: il Signore della Gloria e Re dell’universo. Sorge tuttavia una domanda: come giudicherà Cristo l’uomo, quando Egli stesso dice: «Non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvare il mondo» (Gv 12,47)?

Il Signore sottolinea che chi Lo respinge e non accoglie le Sue parole, in esse troverà colui che lo giudicherà. La parola che Cristo ha annunciato, quella giudicherà l’uomo nell’ultimo giorno (Gv 12,48). Dunque, in una sola espressione, la Parola di Dio è il criterio del giudizio degli uomini, poiché la parola divina, i comandamenti di Dio, sono vita, luce e verità. Nei comandamenti evangelici è nascosto lo stesso Signore, che si rivela a coloro che cercano di vivere secondo essi.

Il senso dell’unità e della comunione reciproca

La parola di Dio, quale energia del Dio vivente, ci conduce a una profonda conversione e illuminazione; ci guida progressivamente a una relazione autentica con Dio e con il prossimo, poiché nel volto del fratello il credente vede il volto del Signore, come diceva un antico abba della Tebaide egiziana: «Hai visto tuo fratello, hai visto il Signore tuo Dio».

Nel brano odierno Cristo pone se stesso al livello di ogni uomo che si trova nel bisogno: dei poveri, degli assetati, degli stranieri, dei nudi, dei malati, dei carcerati. E assicura che, quando abbiamo fatto qualcosa per aiutare o beneficare uno di questi Suoi fratelli più piccoli e dimenticati che soffrono, lo abbiamo fatto a Lui. Allo stesso modo, quando li trascuriamo, trascuriamo lo stesso Signore.

Così il credente, nello spazio salvifico della Chiesa, acquista il senso spirituale dell’unità, della comunione, della reciproca interpenetrazione tra Dio, l’uomo e il prossimo. E quando questa consapevolezza diventa coscienza che Cristo ci dona la possibilità di passare dall’esistenza chiusa nell’individualismo e nell’egoismo all’apertura verso la convivenza, il legame e l’amore, allora comprendiamo che lo Spirito di Dio ci ha toccati, guariti e illuminati.

La santificazione del tempo della nostra vita

San Gregorio il Teologo, nel suo celebre discorso «Sull’amore per i poveri», con incomparabile forza retorica, immagini vivide ed espressive sfumature linguistiche, affascina l’uomo e gli ispira filantropia e misericordia, per convincerlo della necessità della solidarietà sociale.

Allo stesso tempo aiuta ogni credente a comprendere che il tempo della nostra vita si santifica quando offriamo amore, comprensione e premura al prossimo, nella consapevolezza che la nostra relazione, il nostro atteggiamento e il nostro comportamento verso di lui si riferiscono e si elevano a Cristo stesso.

«Finché c’è tempo  dice il santo Padre  visitiamo Cristo, curiamo Cristo, nutriamo Cristo, vestiamo Cristo, accogliamo Cristo, onoriamo Cristo». Il Signore di tutti «vuole misericordia e non sacrificio» (Mt 9,13); non si compiace di sacrifici esteriori, ma chiede che Gli offriamo compassione e misericordia attraverso coloro che sono nel bisogno.

L’espressione «finché c’è tempo» racchiude verità, sapienza, azione, sacrificio e amore. Il tempo della nostra presenza sulla terra non è infinito: ha un inizio e una fine. San Gregorio esorta ogni credente a sfruttare e valorizzare correttamente il tempo della vita mediante il soffio vivificante dell’amore, la comunione con Dio e con l’uomo, la pratica dei comandamenti divini, la preghiera e il vero culto di Dio.

La forza dell’amore

Il dolore, l’ingiustizia, la tristezza e la privazione circondano l’uomo e forse non cesseranno mai di opprimerlo, finché la parola di Dio sarà relegata ai margini della vita e non costituirà fonte di costante ispirazione.

Noi, come cristiani, circondiamo queste tragiche situazioni con fede e speranza, con amore e preghiera. Questa è la nostra più essenziale e profonda contribuzione alla lotta contro il male.

Archimandrita Nektarios Karsiotis 

Opuscolo Voce del Signore,  Diaconia Apostolica, Atene, Anno 74º – 15 febbraio 2026 – N. 7 (3794)

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