È toccato a noi nascere in un periodo terribilmente turbolento,San Sofronio dell’Essex
«È toccato a noi nascere in un periodo terribilmente turbolento…»
San Sofronio dell’Essex
È toccato a noi nascere in un periodo terribilmente turbolento. Non siamo soltanto spettatori passivi, ma fino a un certo punto partecipi della potente lotta tra fede e incredulità, tra speranza e disperazione…
Dopo tanti anni di quasi ininterrotta reciproca distruzione degli uomini sulla terra, per la quale tutti continuamente si giustificano a se stessi, è impossibile aspettarsi che essi osino volgere lo sguardo al Cielo e chiamare Dio loro Padre.
Ai nostri giorni la “bestializzazione” del mondo ha assunto dimensioni spaventose. Il decadimento dalla fede cristiana nella sua essenza autentica è diventato un fenomeno universale. La parola che caratterizza il nostro secolo è apostasia.
Dunque temo che solo l’aumento delle sventure possa ormai condurre gli uomini a quelle sofferenze che si riveleranno davvero decisive, e che in loro ridesteranno di nuovo la capacità di percepire la loro natura originaria, a immagine di Dio. Allora regnerà la pace sulla terra.
Ma finché gli uomini rimangono simili a belve selvagge, non dobbiamo aspettarci pace sulla terra. Sono vane tutte le iniziative tramite la diplomazia e altri mezzi analoghi per impedire la calamità della guerra.
È indispensabile, prima di tutto, la rinascita spirituale dell’uomo, necessaria l’“umanizzazione” di questo mondo imbestialito… (Lettere alla Russia)
Dappertutto c’è dolore. L’aria risuona dei sospiri degli oppressi… Alcuni però lottano per trovare l’uscita dalle tenebre della loro ignoranza spirituale. Hanno sete di verità.
Ma quando questa Verità, nonostante la lunga ricerca da parte degli uomini e il loro grande desiderio, appare con tutta la sua perfezione divina sebbene «lo spirito sia pronto ma la carne debole» (Mt 26,41) essi chiudono il cuore alla forza dell’immortalità.
Accusando Colui che disse «Io sono la Verità» (Gv 14,6), si identificano con i suoi persecutori. E come disse Tertulliano: «Il modo migliore per farsi gradire ai persecutori della verità è dissolverla e corromperla» (Apologetico 46).
È terribile pensare che il mondo preferisca qualsiasi altra cosa, piuttosto che la gloria eterna che il Figlio consostanziale al Padre ci ha offerto con sé stesso.
Io preferisco che mi uccidano gli uomini del mondo, piuttosto che andare con loro e acquisire una mentalità mondana.
È importante, nei nostri giorni, saper non lasciarsi influenzare da coloro con cui ci relazioniamo, perché altrimenti rischiamo di perdere sia la fede che la preghiera. Il mondo ci giudichi pure indegni di attenzione, fiducia e rispetto. Non ha alcuna importanza, se siamo graditi al Signore…
Non è cosa facile mantenere l’ispirazione quando siamo circondati dalle acque gelide del mondo che non prega. Cristo ha gettato il fuoco divino sulla terra, e preghiamo che infiammi le nostre anime affinché non siamo vinti dal gelo mondano e nessuna nube oscura copra questa fiamma luminosa.
Specialmente ai nostri giorni la cattiveria degli uomini è chiaramente percepibile, poiché il male appare più organizzato che mai… Vedo l’umanità intera sprofondata in guerre fratricide, e ancora non c’è luce all’orizzonte.
Anzi, il cielo è coperto da nubi nere senza precedenti, pronte a provocare una tempesta apocalittica… E io, vedendo questa condizione bestiale già dalla mia giovinezza, ero pronto a uscire per strade e piazze con una lanterna accesa, come Diogene, per cercare l’uomo…
Questo mondo deformato dall’odio nasconde alla vista il Meraviglioso Volto di Dio.
È toccato alla nostra sorte nascere nel mondo in un periodo terribilmente turbolento. Non siamo solo spettatori passivi, ma fino a un certo punto partecipi della potente lotta tra fede e incredulità, tra speranza e disperazione…
Cristo ci ha rivelato la divina grandezza dell’uomo, figlio di Dio, e noi ancora soffochiamo davanti allo spettacolo della dignità umana che viene sadicamente schernita e calpestata.
Il contributo più efficace alla vittoria del bene è pregare per i nostri nemici e per tutto il mondo. Non lo crediamo soltanto: conosciamo la forza della vera preghiera.
Ma non ignoriamo neppure la profezia dell’Apocalisse, che preannuncia che sarà permesso al male di esprimersi pienamente, portando così alla fine della storia di questa terra. Allora verrà il giudizio finale, che avverrà al limite del tempo, quando «l’angelo giurò… che non vi sarà più tempo» (Ap 10,6).
Nel frattempo noi non dobbiamo mai cessare di invocare il Figlio di Dio affinché abbia misericordia di noi e del suo mondo.
Dov’è dunque la Provvidenza che si estende anche alle cose più umili e si prende cura dei minimi dettagli?
Tutti soffochiamo sotto lo spettacolo del dilagare sfrenato del male nel mondo.
Lo stesso Cristo ci assicura che Dio provvede con tenerezza all’intera creazione e che non dimentica neppure un piccolo uccello del cielo; che cura l’ornamento dei gigli selvatici; e che per gli uomini la Sua provvidenza è incomparabilmente maggiore, al punto che «perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati» (Mt 10,30).