Cosa dicono i Santi Padri dell’Athos sull’ansia e la disperazione

Cosa dicono i Santi Padri dell’Athos sull’ansia e la disperazione

Ansia e disperazione sono due realtà che tormentano profondamente l’uomo moderno. Nella quotidianità segnata da velocità, pressioni economiche e insicurezza sociale, l’essere umano spesso sente di “perdere il suo centro”.

Tuttavia, i Padri dell’Athos, con la loro parola semplice ed esperienziale, mostrano vie che portano dalle tenebre alla speranza, dall’angoscia alla pace.

San Paisios sull’affidarsi a Dio

San Paisios diceva: «L’ansia nasce quando dimentichiamo che esiste Dio che governa il mondo».
Spiegava che la disperazione è il frutto di una ragione che vuole controllare tutto, calcolare tutto e prevedere ogni cosa. Al contrario, il cristiano è chiamato a porre limiti a sé stesso e a consegnare ciò che oltrepassa le forze umane alla Provvidenza di Dio.
E ribadiva: «La disperazione è l’arma più grande del maligno. Spinge l’uomo a dimenticare che Cristo è Vivente e può risuscitare tutto ciò che sembra morto».

San Porfirio: l’amore come medicina

San Porfirio il Kavsokalivita sottolineava che ansia e tristezza si curano rivolgendosi all’amore. Consigliava ai suoi figli spirituali di non fissarsi sul male o sugli errori, ma di riempire l’anima di gratitudine, preghiera e lode.
Diceva: «Quando ami Cristo, tutto il resto diventa piccolo. Non ti tocca l’ansia, non ti soffoca la disperazione, perché vivi nella Sua gioia».
Molti che lo avvicinavano con forti pesi interiori sentivano già sollevarsi grazie al suo sorriso e alla sua preghiera.

San Silvano: la via dell’umiltà

San Silvano l’Athonita parlava spesso della disperazione che nasce quando l’uomo perde l’umiltà. Ripeteva: «Tieni la tua mente agli inferi, ma non disperare».
Cioè: avere coscienza della propria peccaminosità, senza però cadere nello sconforto, perché Cristo ha vinto la morte.
Per lui, la disperazione era una trappola dell’orgoglio: chi pensa di potersi salvare da solo, quando fallisce cade nello sconforto. La soluzione è l’umiltà e la fiducia nella misericordia di Dio.

Padre Efrem Katounakiotis: la forza della preghiera

Il Padre Efrem, noto per la sua austerità e semplicità, poneva sempre la preghiera come antidoto all’ansia. Diceva: «Quando la tua mente gira attorno ai problemi, raccoglila nella preghiera: Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me. Allora viene la pace».
Esortava inoltre a una vita spirituale regolare con confessione, comunione e preghiera quotidiana, perché «la disperazione non ha posto in un cuore che parla continuamente con Cristo».

Le esperienze dei pellegrini

Molti visitatori del Monte Athos raccontano che, pur arrivando carichi di ansia o disperazione, trovano sollievo semplicemente respirando l’atmosfera del luogo, il profumo dell’incenso e la semplicità dei monaci.
Un pellegrino disse: «Ero venuto pieno di pensieri neri, ma riparto con una luce nel cuore, perché i padri mi hanno ricordato che non sono solo».

La disperazione come mancanza di speranza in Dio

I Padri concordano: la disperazione è in realtà una sfiducia nella potenza di Dio. Quando l’uomo si dispera, in cuor suo pensa: «Dio non può aiutarmi».
Ma l’esperienza dei Santi dimostra il contrario: nelle ore più buie, Dio si rivela forte. Lo testimoniano i martiri e i santi che hanno sopportato persecuzioni e prigionie; se loro hanno resistito grazie alla fede, tanto più oggi l’uomo può trovare consolazione nei propri problemi.

Consigli pratici dei Padri

  1. Preghiera col cuore  non solo parole, ma invocazione con lacrime e umiltà.
  2. Lettura del Vangelo ogni volta che l’uomo lo apre, la mente si illumina e l’anima si calma.
  3. Confessione  la colpa genera ansia; la confessione sincera libera.
  4. Comunione eucaristica  i Sacramenti danno forza che nessuna cura umana può offrire.
  5. Coltivare l’amore  aiutando gli altri, l’uomo smette di soffocare in sé stesso.

Il messaggio dei Santi Padri dell’Athos è chiaro: ansia e disperazione non sono invincibili. Sono ombre che svaniscono quando l’uomo si volge alla luce di Cristo.
La Chiesa, i Santi e i Padri offrono una vera terapia che non si basa su soluzioni temporanee, ma su un cambiamento radicale: dal sé a Dio, dalla disperazione alla speranza.
Anche se tutto attorno sembra crollare, il credente può rimanere saldo. E non solo: può diventare testimonianza di speranza per chi lo circonda.


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