San Giustino Popović: «L’Ortodossia non è una biblioteca che puoi studiare, ma un’esperienza che sei chiamato a vivere»

San Giustino Popović: «L’Ortodossia non è una biblioteca che puoi studiare, ma un’esperienza che sei chiamato a vivere»

Poiché il cristiano è tempio di Dio, nel quale abita lo Spirito di Dio (1 Cor. 6,19), la sua vita non è altro che una continua Liturgia Divina.Ogni pensiero del cristiano, ogni suo sentimento, ogni sua azione partecipa a questa Divina Liturgia che si compie incessantemente nel trono del suo cuore.

Il cristiano è tempio di Dio, se la sua anima è un’icona vivente, con un Santo accanto all’altro, con un servo di Dio vicino a un altro servo di Dio, con un giusto accanto a un altro giusto.E se i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue azioni sono innumerevoli lampade accese davanti a queste icone, e se le sue virtù evangeliche sono turiboli d’oro, dai quali si eleva, serena e ininterrotta, la fragranza del profumo evangelico…

Sembra che tutti, consciamente o inconsciamente, si sforzino di modificare l’ordine della vita ecclesiastica dato da Cristo, per conformarlo alla propria immagine e somiglianza.
Al posto dell’immagine di Cristo, imprimono la loro immagine, cercando di sostituirsi ad Essa.

Ma tutto ciò, in misura maggiore o minore, tocca i limiti della ribellione: hanno respinto l’economo stabilito da Cristo, la preghiera, dalla casa della preghiera, e al suo posto hanno introdotto amministratori giuridici, costituzionali e filosofici, privi di grazia e di spirito di preghiera.

Sono terribilmente numerosi coloro che esaltano (divinizzano) “lo spirito dei tempi”, lo intronizzano sul trono della propria mente, lo adorano come loro re e dio, offrendogli sacrifici, credendo di servire così Cristo.
Per loro, il tempo non è giudicato dall’Eterno, ma è l’eternità a essere giudicata dal tempo.
Non comprendono che il tempo senza l’Eternità è il più mostruoso abisso metafisico, che deforma le figure della vita, manipola la materia come fosse argilla e poi la divora con avidità.

E Cristo? Questo strano Cristo?
Per la superbia che combatte Cristo, Egli non è altro che una storia finita, narrata dalle labbra ubriache della tragedia che ha inebriato il mondo.

Grande gioia mi dà sempre quando, tra gli intellettuali, incontro un essere umano che, nella sua filosofia della storia, non appartiene al regno della zoologia.
Perdonatemi la stranezza di questa osservazione, ma me lo impone la mia esperienza…

Solo il Dio-Uomo costituisce la soluzione all’enigma universale chiamato “uomo”.
Senza il Dio-Uomo, e fuori dal Dio-Uomo, l’uomo si trasforma sempre consapevolmente o meno  in subumano, in simulacro d’uomo, in superuomo, in uomo-diavolo.
La prova? Tutta la storia del genere umano.

Io cerco sempre di confermare i miei pensieri negli scritti dei Santi Padri.
Vi prego, dunque, di verificare con severità tutto ciò che ricevete da me alla luce dei Santi Padri.

Tutto comincia qui, sulla terra  sia il paradiso che l’inferno dell’uomo.
La vita dell’uomo su questo pianeta è un dramma immenso: qui si scontrano continuamente il temporaneo e l’eterno, il mortale e l’immortale, il bene e il male, le cose di Dio e quelle del diavolo.

In realtà, tutte le ideologie possono ridursi a due soli tipi:
quelle per Cristo e quelle contro Cristo.

L’uomo si trova in questo mondo per risolvere un solo problema reale:
se è con Cristo o contro Cristo.

Ogni uomo, volente o nolente, risolve solo questo problema:
è amico di Cristo o nemico di Cristo  non esiste altra possibilità.

Con il Dio-Uomo, tutto ciò che appartiene all’uomo diventa paradiso, paradiso, paradiso.
E non vi è fine alla tua gioia, o uomo, finché sei uomo, perché solo con Lui e in Lui senti di essere uomo eterno, uomo celeste, uomo cherubico, uomo divino.

L’Ortodossia non è una biblioteca che puoi studiare, ma un’esperienza che sei chiamato a vivere.

«La vita senza Cristo, la morte senza Cristo, la verità senza Cristo, il sole senza Cristo e l’universo senza di Lui  tutto è terribile insensatezza, tortura insopportabile, pena di Sisifo, inferno!

Non voglio né la vita né la morte senza di Te, o dolcissimo Signore!
Non voglio né la verità, né la giustizia, né il paradiso, né l’eternità!
No, no! Solo Te desidero!
Tu solo sii in tutto, in ogni cosa e sopra ogni cosa!»

San Giustino Popović


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