Il prete dei lebbrosi di Spinalonga 1935

Il prete dei lebbrosi di Spinalonga 1935

Uno dei fatti storici  riguarda gli uomini e le donne affetti da lebbra che vivevano sull’isola di Spinalonga.
Essi erano profondamente adirati con Dio, perché la loro malattia era per loro una prova grande, amara e insopportabile.

Un giorno, un sacerdote di Ierápetra, mosso da compassione e da coraggio evangelico, osò recarsi sull’isola per celebrare la Divina Liturgia nella chiesa di San Pantaleone, ormai in rovina, ma ancora benedetta dalla memoria del santo medico.

Durante quella prima Liturgia nessuno osò entrare.
I lebbrosi ascoltavano con ostinazione i canti sacri dalle loro celle: talvolta coprivano i salmi con i loro gemiti, talvolta con le loro imprecazioni.

Ma il sacerdote tornò.Durante la seconda visita, uno dei malati uscì con coraggio sulla soglia della chiesa e gli disse:

— «Padre, resterò alla Divina Liturgia, ma ad una condizione. Alla fine prenderò la Comunione.E se il tuo Dio è davvero onnipotente, allora tu, dopo di me, farai la consumazione dei Santi Misteri senza temere la mia lebbra.»

Il sacerdote annuì in silenzio.
Nelle celle vicine la voce si sparse, e molti malati si avvicinarono al muro crollato della piccola chiesa, dove si intravedeva appena l’altare.
Aspettarono.E quando la Liturgia finì, videro il prete inginocchiato e in lacrime, davanti alla Santa Prothesis, mentre con profonda fede  consumava il Corpo e il Sangue di Cristo.

Passò un mese. I lebbrosi lo attendevano: erano certi che, se fosse tornato, sarebbe tornato come malato e non più come sacerdote.
Ma il prete ritornò sano e vigoroso, con il volto sereno e arrossato dal sole, e cominciò a suonare con gioia la campana del piccolo santuario.

Da allora, per almeno dieci anni, Spinalonga ebbe il suo prete.
I lebbrosi ricostruirono con le proprie mani la chiesa e, insieme ad essa, ricostruirono anche la loro fede.
Partecipavano con fervore alla Divina Liturgia e prendevano la Comunione regolarmente,guardando sempre  con timore e meraviglia  il loro sacerdote mentre faceva la consumazione, per assicurarsi che il “miracolo di Spinalonga” si ripetesse, ancora e ancora.

Nel 1957, con la scoperta degli antibiotici e la guarigione dei lebbrosi, il lebbrosario fu chiuso e l’isola cadde nel silenzio.
Solo il sacerdote rimase, fino al 1962, per commemorare i suoi figli spirituali , i lebbrosi, fino a cinque anni dopo la loro morte.

Ecco dunque un eroe silenzioso dei nostri tempi, un uomo che non ricevette onori né riconoscimenti da nessuno.
Non conosciamo il suo nome  poiché la storia non ce lo ha tramandato  lo conosce però Dio, e questo solo basta e avanza.


Nota: Spinalonga è una piccola isola rocciosa situata di fronte alla costa nord-orientale di Creta, vicino a Elounda.Oggi meta turistica. 

In origine fu una fortezza veneziana (XVI secolo), costruita per difendere la baia da pirati e turchi.

Nel 1903, il governo greco vi istituì un lebbrosario, dove furono confinati i malati di lebbra (detta allora “malattia di Hansen”).

L’isola rimase colonia dei lebbrosi fino al 1957, quando, grazie agli antibiotici, la lebbra fu debellata.

Lì vissero per decenni uomini e donne di ogni estrazione sociale, isolati dal mondo, che però con il tempo  fondarono una piccola comunità viva, votavano per il loro sindaco, con case, scuola, bottega e, al centro, orti (ognuno il suo piccolo lotto ), la chiesa di San Pantaleone, il medico e martire santo. Percepivano una pensione dallo stato greco ,ricevevano posta e pacchi dai parenti. Tra gli ospiti professori, medici, architetti, avvocati ingegneri.Vivevano liberi e non istituzionalizzati.I bambini malati che arrivano sull' isola venivano "adottati" da donne che prendevano cura di loro e seguivano la scuola sull' isola.

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