Quando uno dei due coniugi non desidera digiunare...
Il valore della rinuncia e della pace familiare nella vita cristiana
Quando uno dei due coniugi non desidera digiunare, per amore della pace familiare colui che intende osservare il digiuno dovrebbe, con spirito di umiltà, cedere e interromperlo. Dio, però, vede l’intenzione del cuore e la buona volontà di chi desiderava digiunare; per questo, è importante che quella persona intensifichi la preghiera a Cristo, chiedendo che il proprio coniuge venga illuminato e gradualmente cambi atteggiamento, così da avvicinarsi anch’egli alla pratica del digiuno.
Solo con questa discrezione e questo amore si può guadagnare un’anima e condurla, passo dopo passo, sulla via di Dio.
Il digiuno del mercoledì e del venerdì
La Chiesa ci invita a digiunare il mercoledì, giorno in cui Cristo fu tradito da Giuda. Se persino uno dei dodici apostoli cadde nella perdizione, quanto più grande è il rischio per ciascuno di noi se non vegliamo e non viviamo con attenzione spirituale!
Il venerdì, invece, è dedicato alla memoria della Crocifissione del Signore. Digiuniamo perché i nostri peccati stessi hanno crocifisso Cristo: Egli, infatti, si è offerto in sacrificio per i peccati di tutta l’umanità. In questo senso, ogni uomo ha contribuito alla Crocifissione.
Il vero senso del digiuno
Chi digiuna ma con la mente e il cuore rimane attaccato ai cibi proibiti, non offre il suo sacrificio a Dio: il Signore guarda l’intenzione, non la sola astinenza materiale.
Coloro che non digiunano, di fatto, non onorano Cristo e, per quanto possano compiere opere buone, queste vengono indebolite e restano insufficienti rispetto al cammino della salvezza.
Anche chi pratica lo sciopero della fame per ottenere un vantaggio terreno disprezza i doni del cibo che Dio ha concesso e cade nel peccato.
Il digiuno cristiano, invece, fatto esclusivamente per Cristo, diventa fonte di ricompensa spirituale, benedizione e santificazione.
✝️ Insegnamento del Padre Efrem, della Skiti di Sant’Andrea al Monte Athos