Le sofferenze dei collaboratori di Dio, Archimandrita Epifanios Oikonomou
Le sofferenze dei collaboratori di Dio
Grandi verità rivela san Paolo nella lettura apostolica di oggi.
Parla delle sofferenze che gli Apostoli subirono nel loro sforzo di trasmettere il Vangelo agli uomini, e dei doni che opposero all’ostilità dello spirito mondano.
Mostrarono pazienza, vissero difficoltà e angustie, furono maltrattati, imprigionati, conobbero l’opposizione degli uomini, vegliarono, patirono la fame.
Di fronte a tutto ciò, dimostrarono onestà, amore sincero, proclamarono la verità, furono tolleranti, illuminati dallo Spirito Santo, annunciarono la verità e la potenza di Dio.
Contro l’odio degli uomini opposero l’amore, e furono considerati ingannatori mentre dicevano la verità.
E questa verità fu suggellata dal fatto che furono molte volte torturati e giunsero alle soglie della morte, ma rimasero in vita; provarono angosce, ma non persero mai la gioia; vissero nella povertà, ma resero molti ricchi; non avevano nulla, ma possedevano tutto.
La violenza contro il clero
Lo stesso trattamento ricevettero, da sistemi contrari a Dio e anticristici che vollero dominare nella storia, anche i successori degli Apostoli: i chierici, che assunsero la grande missione della guida spirituale dei cristiani.
Ogni volta che si tentava di assoggettare la coscienza religiosa degli uomini, il clero era il primo e più facile bersaglio.
Ogni volta che i movimenti ateistici ricorrevano alla violenza e alla coercizione per colpire la fede e la vita cristiana, il sacro clero subiva maltrattamenti inimmaginabili, fino al martirio, diffamazione sistematica, svalutazione organizzata e tutto ciò non senza ragione.
Il clero infatti agisce sempre come guida spirituale, pioniere nelle lotte, servitore dei deboli, guida nei tempi di mancanza di libertà, anello coesivo della società.
Diffamazione della reputazione sacerdotale
Analoghi comportamenti subisce il sacro clero anche nella nostra epoca, che talvolta si fondano sulle cadute e sulle debolezze di alcuni suoi rappresentanti.
Queste debolezze, che spesso scandalizzano il corpo della Chiesa, vengono arbitrariamente generalizzate e presentate, senza scrupoli, come la regola di vita dei chierici contemporanei.
A questo scopo collaborano volentieri la falsa cultura atea della nostra epoca e i mezzi di comunicazione di massa, che non si curano della verità: ingigantiscono i fatti, drammatizzano, diffamano la reputazione sacerdotale, distorcono l’offerta monastica di sempre, fomentano scandali, compiono un sistematico lavaggio del cervello, mostrando un’attenzione degna di nota ai metodi goebbelsiani di disinformazione e di asservimento delle masse.
E nello stesso tempo disprezzano e cancellano, con un colpo di spugna, la santità del ministero sacerdotale, la sua natura carismatica e l’ammirevole opera spirituale e sociale che la Chiesa realizza attraverso i suoi chierici, opera che in realtà né si annulla né si cancella, malgrado i sistematici sforzi in questo senso.
Resistenza allo spirito del mondo
L’obiettivo è unico e sempre lo stesso: il popolo di Dio, che a qualsiasi costo deve voltare le spalle all’esperienza ecclesiale, cioè rinnegare la sua vera vita e la prospettiva della sua salvezza.
Per questo è necessaria una resistenza continua allo spirito ingannevole del mondo, ma anche prudenza e sapienza, per porsi di fronte ai portatori della grazia di Dio con il rispetto e l’onore che convengono alla loro natura carismatica, rifiutando di lasciare che altri decidano per noi quale debba essere la nostra posizione all’interno della Chiesa.
E teniamo a mente le parole di un sapiente vescovo della nostra Chiesa, che diceva del sacro clero:
«Il sacerdote è il “sale della terra”. Senza di lui è impossibile che esista la Chiesa, questo meraviglioso organismo spirituale, il cui capo è Cristo e corpo i fedeli.
“Senza di loro , i sacerdoti ,dice Ignazio il Teoforo, discepolo degli Apostoli, non avviene raduno dei fedeli”.
Dunque, senza di loro non è possibile neanche la salvezza.
Senza il sacerdote non hai né battesimo, né partecipazione ai misteri, né godi di benedizioni.
Pertanto, non sei cristiano».
Archimandrita Epifanios Oikonomou
Opuscolo " Voce del Signore", Diaconia Apostolica Atene
Anno 73º – 28 settembre 2025 – Numero 39 (3774)
L’Apostolo della Domenica (2 Cor 6, 1-10)
«Tempo favorevole»
Fratelli, poiché siamo collaboratori di Dio, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio che avete ricevuto. Infatti la Scrittura dice:
«Al momento opportuno ti ho esaudito
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
Ecco, ora è il momento favorevole,
ecco, ora è il giorno della salvezza.
In nulla diamo motivo di scandalo, perché non sia screditato il nostro ministero; ma in tutto ci presentiamo come servitori di Dio:
con molta pazienza, nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce,
nelle percosse, nelle prigionie, nei disordini, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni;
con purezza, con conoscenza, con longanimità, con bontà, con lo Spirito Santo, con amore sincero,
con la parola della verità, con la potenza di Dio, con le armi della giustizia a destra e a sinistra;
nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama;
come impostori eppure veritieri, come sconosciuti eppure ben conosciuti,
come moribondi ed ecco viviamo, come puniti ma non messi a morte,
come afflitti ma sempre gioiosi, come poveri ma che arricchiscono molti,
come gente che non ha nulla e invece possiede tutto.