La Croce di Cristo, Archimandrita Epifanios Oikonomou

La Croce di Cristo

Da secoli, nel giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, il vescovo o il sacerdote si pone al centro della chiesa ed eleva la Croce in alto, sopra i fedeli, benedicendoli verso i quattro punti cardinali, mentre il coro intona il «Kyrie eleison». Così si celebrava questa solennità nell’antico Impero cristiano, nato sotto il segno della Croce, nel giorno in cui l’imperatore Costantino ebbe la visione: «Con questo segno vincerai».

È la festa del trionfo del Cristianesimo su regni e culture, la festa del mondo cristiano che oggi giace sulle rovine spirituali del proprio progresso e della propria evoluzione, e che continua a sgretolarsi sotto i nostri occhi, anche se questo crollo viene spesso mascherato come crescita e progresso.

«La bellezza della Chiesa»

Questa antica cerimonia solenne si celebra ancora oggi durante la Divina Liturgia. I cantori ripetono l’inno meraviglioso: «La Croce, bellezza della Chiesa…». Eppure, la maggior parte della gente che circonda le nostre chiese non partecipa a questo trionfo nascosto. Milioni di persone continuano la propria vita quotidiana, con le inevitabili difficoltà, le gioie e i dolori, senza alcun legame con ciò che avviene dentro la chiesa.

Accade perché l’uomo contemporaneo non vuole riconoscere che la Croce di Cristo, che la Chiesa ci pone sempre davanti, significa tre cose fondamentali:

La Croce, albero di vita

La Croce di Cristo è l’albero della vita. Nei tempi antichi era lo strumento infamante con cui venivano messi a morte i malfattori: il simbolo per eccellenza della condanna e della morte. Ma la potenza di Dio è immensa: proprio questo strumento di supplizio si è trasformato in legno vivificante, nel momento in cui vi fu inchiodato il corpo del Dio-Uomo e il suo sangue innocente lo impregnò. Da allora, la Croce è divenuta simbolo di vita, di forza e di speranza, che accompagna senza sosta il cammino della Chiesa nella storia.

La Croce, segno del Regno di Dio

La Croce di Cristo è il simbolo della vittoria e del Regno di Dio. Gesù non fu mai così Re come quando salì al Golgota portando la Croce sulle spalle. La sua regalità si manifestò con più chiarezza che mai quando Pilato lo presentò al popolo, umiliato e condannato a morte, dicendo: «Ecco il vostro re» (Gv 19,14).

Qui si rivela il cuore del mistero cristiano: dal Dio-Uomo disprezzato e crocifisso è sgorgata la luce dell’amore di Dio, che ha aperto un Regno eterno, che nessuno può chiudere.

La Croce, segno di unità universale

La Croce di Cristo è divenuta simbolo di unità per tutta l’umanità. In un tempo segnato da divisioni, disuguaglianze e ingiustizie, in cui l’interesse personale domina su tutto, la Croce appare come il segno autentico di unione fra gli uomini.

Cristo è salito sulla Croce e, con le braccia aperte e insanguinate, ha abbracciato l’intera umanità, abbattendo barriere e discriminazioni. Ha accolto tutti con lo stesso amore sincero e ha chiamato ciascuno a ritrovarsi sotto il segno della Croce, uguali e uniti nella speranza del suo Regno.

Oggi, quando per molti la Croce di Cristo è considerata «follia»; oggi, quando la maggior parte dei cristiani la venera solo esteriormente; oggi, quando la Croce e il Crocifisso sono stati rimossi dall’iconostasi delle nostre anime, noi che ancora siamo toccati dalla Passione di Cristo e crediamo nella potenza della Croce siamo chiamati a riscoprire queste tre verità.

Solo così potremo passare da un gesto esteriore a una vera unione interiore con il Crocifisso. Solo così la festa dell’Esaltazione innalzerà anche la nostra anima verso esperienze celesti.

Amen!

Archimandrita Epifanios Oikonomou 

Opuscolo " Voce del Signore ", Diaconia Apostolica Atene 

Anno 73º – 14 settembre 2025 – N. 37 (3772)


L’Apostolo della Domenica (1 Cor 1,18-24)

L’annuncio della Croce

Fratelli, davvero, la predicazione della Croce di Cristo è follia per quelli che non credono e si perdono, ma per noi che crediamo ed abbiamo ricevuto la salvezza, essa è potenza di Dio.

Infatti la Scrittura dice:
«Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l’intelligenza dei dotti».

Dove si trova allora il sapiente?
Dove lo studioso della Legge?
Dove il ragionatore di questo mondo?
Non ha forse Dio reso stolta la sapienza del mondo?

Poiché, secondo il sapiente disegno di Dio, il mondo non ha conosciuto Dio attraverso la propria sapienza, Egli ha voluto salvare i credenti proprio mediante la predicazione del Vangelo, che il mondo considera follia.

I Giudei infatti chiedono segni miracolosi per credere,i Greci cercano argomenti filosofici,
ma noi predichiamo Cristo crocifisso:
scandalo per i Giudei,follia per i Greci,
ma per coloro che sono chiamati da Dio – Giudei e Greci – Cristo crocifisso è potenza di Dio e sapienza di Dio.


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