Il Vanto della Croce, Archimandrita Epifanios Oikonomou

Il Vanto della Croce

Abbiamo ascoltato oggi, nella lettura apostolica, San Paolo vantarsi della Croce di Cristo. Poco prima aveva detto che non ha motivo di gloriarsi né per le sue fatiche missionarie, né per le sofferenze e i martìri che ha sopportato per amore di Gesù. Una sola cosa può essere per lui motivo di vanto: la Croce di Cristo, il legno che dà la vita!

La Croce, misura dell’amore divino

Per i cristiani la Croce non è scandalo né stoltezza (1 Cor. 1,23), come sostenevano rispettivamente i giudei e i pagani, ma il nostro grande vanto. Questo per tre motivi principali:

Il primo è che sulla Croce si è manifestato l’amore smisurato di Dio per l’uomo. Era così grande da offrire in sacrificio il suo Figlio Unigenito, affinché chiunque creda in Lui abbia la vita eterna. La Croce è dunque la misura dell’amore infinito di Dio per l’uomo, un amore che in realtà non ha misura. E neppure l’amore di Cristo per gli uomini ha misura, poiché «nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv. 15,13). Cristo ha offerto volontariamente la sua vita per amore degli uomini, per liberarci dalla tirannia del diavolo.

La Croce, sconfitta della morte

Il secondo motivo è che sulla Croce è stata vinta la morte. Coloro che organizzarono ed eseguirono il più grande crimine di tutti i tempi pensavano che, innalzando Cristo sulla Croce, si sarebbero liberati della sua presenza. La stessa idea aveva il diavolo, che tante volte aveva cercato di tentare Cristo e di farlo cadere dalla sua divinità. Credeva che, salendo Cristo sulla Croce, sarebbe stato vinto dalla sua potenza. Ma come avrebbero potuto immaginare gli esecutori di Cristo e il diavolo che il Signore conduceva volontariamente i suoi passi verso la Croce? Non era Cristo che subiva passivamente gli eventi, ubbidendo ai piani degli uomini. Era Lui stesso a guidare gli eventi. Con la sua libera decisione salì sulla Croce e così, con la propria morte, vinse la morte dell’uomo, vinse il dominio del diavolo che conduce l’uomo alla distruzione interiore, alla morte spirituale. Per questo Cristo «con la morte ha calpestato la morte», vincendo la morte con la sua morte.

La Croce, condizione della Risurrezione

Il terzo motivo per cui la Croce di Cristo è il vanto dei cristiani è il fatto che la Croce è la condizione della Risurrezione. Se Cristo non avesse bevuto il calice amaro del dolore e non avesse subito la morte infamante sulla Croce, non ci sarebbe stata Risurrezione – e questa sarebbe stata la più grande tragedia del genere umano. Non ci sarebbe stata salvezza, non ci sarebbe stata redenzione. Questo è il grande messaggio della Croce in ogni epoca. Se Cristo fosse morto definitivamente sulla Croce, sarebbe stata una tragedia universale. Il fatto che Cristo «sia risorto dai morti» costituisce la salvezza del genere umano.

Per questo il messaggio che l’Uomo-Dio invia con la sua crocifissione riguarda ogni uomo che «si crocifigge» in questa vita. E tutti noi, in un modo o in un altro, portiamo la nostra croce. Cristo ci dice: «Nel mondo avrete tribolazioni; ma abbiate coraggio, io ho vinto il mondo» (Gv. 16,33). La prospettiva dell’uomo non è limitata a questa vita, ma è l’eternità, e questa prospettiva si realizza attraverso la morte in croce e la Risurrezione di Cristo. Perciò, ogni volta che le prove della vita tentano di abbattere la nostra esistenza, dobbiamo volgere lo sguardo dell’anima verso la Croce di Cristo. Da essa attingeremo la forza e la speranza per superare le difficoltà, vincere i problemi, per risorgere da ogni forma di morte interiore.

Amen!
Archim. E. Oik.

Opuscolo " Voce del Signore Diaconia Apostolica 

Anno 73°, 7 Settembre 2025 num .foglio 36 (3771) 


L'APOSTOLO DELLA DOMENICA (Gal. 6:11-18)

La nuova creazione (Gal. 6,11-18)

Fratelli, guardate  quante lunghe lettere vi ho scritto di mia propria mano.
Quelli che vogliono piacere ai Giudei di rango vi costringono a farvi circoncidere solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo (che è il loro più grande nemico). Del resto, neppure loro stessi, i Giudei che sono stati circoncisi, osservano la legge; vogliono però che vi facciate circoncidere per potersi vantare di avervelo imposto.

Quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro se non della croce del nostro Signore Gesù Cristo, grazie alla quale il mondo è stato crocifisso per me e io per il mondo. Infatti, per coloro che appartengono a Gesù Cristo, non ha alcun valore né la circoncisione né l’incirconcisione, ma la loro rinnovata esistenza.

E su quanti seguiranno questa regola, scenda la pace e la misericordia di Dio, e con loro tutto il popolo di Dio. D’ora in poi nessuno mi procuri fastidi, perché porto già nel mio corpo i segni delle sofferenze che ho patito per il Signore Gesù.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito e lo guidi, fratelli.


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