I bravi cantori...
1.Di regola, tutti i bravi cantori hanno un grande ego.Tutti... E se non proprio tutti, forse la metà.
Perché è difficile essere cantore nella Chiesa, avere una voce angelica e cantare a Dio senza orgoglio, senza vanagloria, senza egoismo, senza, senza, senza... quando sai che tante anime ,lì sotto,ti ascoltano.
Questo avviene solo con la Grazia di Dio.
San Porfirio il Kavsokalyvita
2.E anche il canto sacro è preghiera: dà dolcezza al cuore, lo addolcisce e lo riscalda con le sue calorie spirituali.
Rende pacifica l’anima, poiché perfino le bestie feroci ammansisce, tanto più l’uomo! Vedi, il leone, il lupo, quando sentono il canto sacro, stanno tranquilli come agnellini e ascoltano sereni...
Tutto sta nel cantare con devozione. Senza devozione, il canto liturgico è sbiadito. Somiglia a uno strumento scordato. Non ha importanza se uno canta forte o piano.
Conta che canti con devozione. Allora il canto piano è umile, dolce, non assopito; e il canto forte è intenso e sentito, non violento...
L’arte del canto senza devozione è pittura artificiale... Alcuni cantori nel mondo mettono “colori” nella loro voce per necessità, per ottenere un posto in una chiesa più grande e aumentare la loro paga.
State attenti: il vostro canto sia naturale, compunto, rivolto a Dio e non all’arte del canto stesso.
Nel canto sacro si distingue ciò che è interiore, del cuore, da ciò che è esteriore e artificiale.
San Paisios l’Athonita