Sull’ordinazione delle donne,Archimandrita E.Oikonomou

Sull’ordinazione delle donne

Scrivendo ai Corinzi, l’apostolo Paolo si difendeva dalle accuse ingiuste che alcuni falsi maestri avevano diffuso contro di lui per screditarlo e minare la sua autorità apostolica. Lo accusavano di non aver visto Cristo di persona e di non essere un vero apostolo. Paolo, invece, afferma con chiarezza di aver incontrato il Signore e di aver svolto la sua missione apostolica, come dimostra l’esistenza stessa della comunità di Corinto, che egli aveva fondato.
E se non fece uso di alcuni diritti che gli spettavano come apostolo, lo fece per non essere d’inciampo al Vangelo e per non dare occasione di scandalo ai fratelli più deboli.

La presenza della donna nella vita della Chiesa

Uno di questi diritti non esercitati era quello di essere accompagnato, nei suoi viaggi missionari, da donne pie e credenti che lo avrebbero aiutato nei servizi secondari della comunità. Paolo rinunciò anche a questo, per non offrire pretesto a chi cercava motivi per accusarlo e ostacolare la sua missione.

Questo episodio ci introduce a una riflessione attuale: quella sull’ordinazione delle donne, tema che di tanto in tanto torna nel dibattito cristiano. Spesso la critica si rivolge contro la Chiesa Ortodossa, accusandola di negare un presunto diritto, quello di accedere al sacerdozio.

Un santo Patriarca, quando la discussione si era intensificata alcuni anni fa, disse con chiarezza:

«Il sacerdozio femminile è un falso problema. Il sacerdozio non è un titolo mondano né una professione, ma un ministero; non è potere, ma servizio e dono di sé.
Queste realtà non si comprendono con i criteri del mondo e dei diritti individuali. Nella Chiesa non esigiamo posti né rivendichiamo diritti: nella Chiesa serviamo, con amore e generosità, senza aspettarci nulla in cambio».

La Vergine Maria: maestra di umiltà

Molti sono gli argomenti teologici e tradizionali che giustificano la posizione della Chiesa. Tuttavia, basta volgere lo sguardo alla persona della Santissima Madre di Dio.
La Vergine ha un posto unico nella coscienza della Chiesa: rappresentò l’intera umanità davanti a Dio, divenne il tempio vivente in cui abitò la grazia divina e, per mezzo di lei, il Verbo di Dio si fece uomo e pose le basi della nostra salvezza.

Eppure, la Chiesa non la rivestì mai del ministero sacerdotale o episcopale, non le affidò la guida spirituale della comunità, e lei stessa non cercò mai simili ruoli. Maria visse nel nascondimento, insegnando con il silenzio, con la discrezione e con l’umiltà. E proprio per questo la Chiesa la loda e la onora più di ogni altro santo, in tutti i secoli.

La vocazione della donna credente

La donna cristiana, pia e discreta, può “santificare” la propria vita dedicandosi al servizio sociale e caritativo della Chiesa, continuando l’opera delle diaconesse della carità dei tempi apostolici.
Così diventa strumento prezioso di un ministero gradito a Dio, accanto al sacerdote e al pastore, offrendo un servizio insostituibile al Corpo di Cristo. In questo modo custodisce il posto che le appartiene nell’organizzazione della Chiesa e, nello stesso tempo, cresce personalmente nella vita spirituale e nella perfezione cristiana.

Amen!

Archimadrita  Epifanio Oikonomou

Opuscolo " Voce de Signore"

Diaconia Apostolica Atene 

Anno 73º – 24 agosto 2025 – N. foglio 34 (3769)


Lettura dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (9, 2-12)

Fratelli, voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore.
Questa è la mia difesa contro coloro che mi accusano:

Non abbiamo forse il diritto di mangiare e bere?
Non abbiamo forse il diritto di portare con noi una sorella credente, come fanno anche gli altri apostoli, i fratelli del Signore e Cefa?
O soltanto io e Barnaba non abbiamo il diritto di non lavorare?

Chi mai partecipa a una guerra a proprie spese?
Chi pianta una vigna e non mangia del suo frutto?
Chi pascola un gregge e non beve del latte del gregge?

Parlo forse come un uomo qualunque?
Non dice forse anche la Legge queste cose? Nella legge di Mosè infatti sta scritto: Non metterai la museruola al bue che trebbia.
Forse Dio si preoccupa soltanto dei buoi? Non lo dice piuttosto per noi?
Sì, per noi fu scritto: chi ara deve arare con speranza, e chi trebbia deve farlo con la speranza di ricevere la sua parte.

Se noi abbiamo seminato in voi beni spirituali, è forse troppo se raccogliamo beni materiali da parte vostra?
Se altri condividono questo diritto su di voi, non dovremmo averlo ancor più noi?

Eppure, non ci siamo serviti di questo diritto: sopportiamo ogni cosa, pur di non mettere ostacolo al Vangelo di Cristo.


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